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LA POLITICA DEL MAOOO

TACCO&SPILLO

Sappiamo della forza lucana della Coldiretti e della trama di relazione e merito progettuale che ha con il ministro Lollobrigida, anche per il tramite del deputato di FdI Mattia di cui apprezziamo il piglio su made in Italy e sovranità alimentare, ma la nota di giubilo del suo presidente per la nomina attardata del nuovo assessore all’agricoltura ci pare inopportuna nel merito e nel metodo. Innanzitutto per la piattaforma d’autonomia che deve avere una grande associazione, peraltro con la mission di rappresentare questioni e  urgenze dell’agricoltura anziché metterle in canzonette e collateralismo e poi per l’abitudine del “ringraziamento” ai governatori che ha visto Quarto e poi Pessolani alternarsi, come se niente fosse, in lodi sperticate a De Filippo, Pittella, Bardi. Se a questo s’aggiunge che suo malgrado e per appartenenze correntizie nemmeno più attuali il beneficiario sia Galella cacciato da Guarente e che alle attività produttive ha mostrato qualche pollice su, s’è vantato d’uno stato di crisi, ha dormito sulla difficoltà delle imprese di accedere al credito e che ora saluta la nuova delega assessorile col “maoooo” adolescenziale e sincopato, allora vuol dire che la politica s’è ridotta in forma banale ed abbreviata. Canta Francesco De Gregori:“In un mondo politico, banalizzati da mattina a sera”.

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