Le Cronache Lucane

DIA ORMAI È CERTEZZA

Il senatore lucano del Movimento 5 Stelle racconta del suo incontro con Vallone, Comandante della Direzione Investigativa Antimafia


POTENZA. L’istituzione in Basilicata di una sede operativa della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.) avente come quartier generale Potenza, è un progetto da tempo invocato non solo dalle istituzioni politiche, ma anche dai vertici della magistratura lucana.

Non ultimo l’intervento del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Francesco Curcio che, in più occasioni, ha ribadito la necessità strategica di una sezione della DIA in Basilicata, munita di sufficiente organico per contrastare il fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso.

Sul tema, Cronache Lucane ha parlato con il Senatore lucano del Movimento 5 Stelle, Arnaldo Lomuti che da sempre sensibile al contrasto dei fenomeni mafiosi, ci ha aggiornato sugli ultimi sviluppi soprattutto dopo che ha reso noto di aver incontrato i ho incontrato Maurizio Vallone, Comandante della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.). Lomuti ha fatto sapere ai lucani che hanno discusso «di sicurezza nei territori, in particolare modo della nostra Basilicata. Sono molto soddisfatto ».

Il senatore pentastellato ci ha raccontatao della sua soddisfazione dopo tale incontro.


Senatore Lomuti, da un suo post sui social si è appreso dell’intensificarsi del suo impegno per istituire una sezione della D.I.A. in Basilicata e avente sede a Potenza. Ce ne parla?

«Sì ormai diciamo che si è rotto il ghiaccio, almeno abbiamo abbattuto quel muro iniziale che c’era. Ho appreso che la Ministra degli Interni Luciana Lamorgese si è convinta anche lei sul progetto di istituire una sezione D.I.A. a Potenza. Per ora non ho parlato ancora con la Ministra, ma ho già avuto un proficuo incontro con Maurizio Vallone, che è il Comandante della Direzione Investigativa Antimafia».

Ci può dare qualche indiscrezione sul suo colloquio con Vallone anche se il tema immaginiamo sia di massima riservatezza…

«Non abbiamo parlato soltanto di una sede D.I.A. in Basilicata, ma anche di sicurezza del territorio. Per il resto non posso sbottonarmi più di tanto anche perché comunque il comandante Vallone fa capo sempre al ministro. Ad ogni modo circa la D.I.A. a Potenza posso confermare che c’è più di qualche certezza».

Una ragione in più per una presenza fisica della D.I.A. in Basilicata è collegata alla “protezione” dei prossimi fondi del PNRR?

«Sì sì. Nella nostra regione è vero, non ci si ammazza, non ci si spara, ma questo lo fanno le mafie arcaiche che sparano, ammazzano come ad esempio la mafia foggiana e quella garganica da anni in lotta tra famiglie. Basti pensare che queste mafie arcaiche in 11 giorni hanno messo 8 bombe. Ma, sono sicuro che queste vecchie mafie hanno vita breve».

E allora qual è il tipo di mafia di cui dobbiamo preoccuparci oggi in Basilicata?

«Dobbiamo preoccuparci delle mafie moderne, quelle che non si vedono o meglio sono molto più difficili da vedere e da intercettare proprio perché “non fanno rumore”come quelle foggiane ma sono molto più subdole e insidiose ».

Come le individuiamo allora?

«Ecco che la D.I.A. a Potenza servirebbe proprio a smascherare e neutralizzare queste nuove mafie che hanno addentellati con i poteri non soltanto istituzionali ma anche politici. E la nostra regione non è esente da questo fenomeno. Proprio alcune operazioni coordinate del Procuratore di Potenza Curcio che lei citava prima, lo testimoniano. Dobbiamo fronteggiare mafie ormai abilissime nell’intercettare i fondi europei».

Senatore Lomuti secondo lei che sistemi usano le nuove criminalità?

«Queste mafie intercettano i fondi europei attraverso l’istituzione di società che apparentemente sono legittime ed hanno tutti i presupposti legali per procedere a determinate operazioni di investimenti che poi si rivelano illeciti».

Quindi non è semplice scovarle?

«Non è affatto semplice, ecco perché ci vuole la D.I.A. che è un organo altamente specializzato proprio per indagare, scoprire e intercettare questo nuovo tipo di criminalità organizzata di nuova generazione ».

C’è anche la realtà molto meno sofisticata ma comunque radicata del fenomeno dell’usura…

«Pur premettendo, come ho già detto che la D.I.A. mira a svolgere operazioni molto più raffinate rispetto alla criminalità organizzata, va anche detto che il suo contributo può certamente darlo anche per contrastare l’evoluzione del fenomeno dei cosiddetti “ cravattari”. Ripeto, estorsioni e usura sono reati ordinari, ma la D.I.A. serve a contrastare anche situazioni come queste. Soprattutto in un periodo come quello che stiamo attraversando, della peggiore crisi nella storia della nostra repubblica, è chiaro che chi ha soldi e disponibilità liquida gli viene facile praticare l’usura e simili condotte criminali»

Tornando come ha detto lei “allo stato dell’arte inerente l’istituzione di una sezione della D.I.A. a Potenza”, qual è il suo prossimo impegno?

«Io, come si dice dalle nostre parti “Stac a manett”, che vuol dire sto andando al massimo e nel frattempo attendiamo i procedimenti interni ministeriali, perché l’azione di impulso iniziale è tutta nelle mani della Ministra degli Interni Lamorgese che farà sicuramente quello che deve fare».

Seanatore Lomuti quindi adesso possiamo stare più tranquilli?

«No, no “tranquillità e serenità” sono parole che non userei fino a quando non vedo attuato e compiuto il progetto D.I.A. a Potenza, ma posso senz’altro dire che c’è da essere ottimisti, perché la strada intrapresa è quella giusta!»

Almeno un’ anticipazione sulle sue prossime iniziative può darcela?

«Posso anticipare che in tema della legalità presto contatterò il Presidente della Regione Bardi perché ho due proposte, due richieste fattibili da fargli, però non mi posso sbottonare oltre!»

Allora attendiamo sviluppi!

«Senz’altro! Ma sempre se Bardi mi risponde!»


 

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