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L’ANGELICO TIRA E MOLLA CHIORAZZIANO

TACCO&SPILLO

Con una punta d’ironia letteraria e dentro il ragionamento pasoliniano delle sue dimissioni dalla direzione PD Maura Locantore l’aveva chiamato “socialismo pentecostale”, avendo cura e garbo d’infiocinare tutto l’accrocco che Speranza e Chiorazzo si sono inventati per stramazzare il campo largo e far vincere facile il governatore Vito Bardi. Ora lasciamo stare il predicozzo del solito Speranza che a “L’Aria che tira” si dice “abbastanza sicuro” della vittoria di Chiorazzo come lo era peraltro alle politiche 2022, finite in figuraccia e come lo era con la genialata fiammeggiante di volere Trerotola addirittura presidente, ma questa storia dell’angelico tira e molla chiorazziano e dei contorni annessi d’incombenze dispettose, di strapuntini riparatori, di crostate di potere farebbe rivoltare nella tomba perfino Andreotti che di tattica e virtù luciferine era un maestro. Eppure dinnanzi a questo scempio di credibilità politica, a questa galleria lunare d’umori e d’orrori voluti non c’è mai nessuno che s’indigni per qualcosa e che sollevi in alto la coscienza democratica e soprattutto quella del buon senso. Canta Lama:“Viviamo in una bolla. È un tira e molla..tira e molla”.

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