Le Cronache Lucane

AMENDOLA LANCIA IL GUANTO DI SFIDA, MA NON È RACCOLTO

Sfida Latronico in tv, ma l’assessore gli dà picche: «Non sono candidato, voglio rispettare la par condicio»

Il Pd lucano in crisi d’identità e di consenso, con i sindaci che lasciano il partito, un segretario regionale fantasma, si affida al suo candidato più rappresentativo per tentare la mossa del cavallo. Come nella trama da romanzo poliziesco di Camilleri in cui il protagonista accusato di un omicidio per salvarsi scavalca la sua mentalità, si associa alla vulgata corrente e ne esce assolto. Una mossa così difficile non poteva che essere affidata all’intraprendenza e competenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari Ue, Enzo Amendola, candidato in Basilicata. Regione in cui ha trovato il suo partito letteralmente attaccato alla canna del gas, considerato le difficoltà politiche che al Pd ha procurato il provvedimento di Ferragosto, quando la Regione di centrodestra è riuscita ad approvare a favore delle famiglie lucane sconti in bolletta; anche se va detto che ancora i decreti attuativi non sono approvati e sarebbero in via di definizione. Alla prima uscita in Basilicata, Enzo Amendola, fedele al suo ruolo riformista, ha mostrato apprezzamento verso il provvedimento della molecola gratuita per le famiglie lucane, annunciando possibile collaborazione con la Regione sulla questione delle imprese rimaste fuori, alla luce degli aiuti di Stato (de minimis nel gergo tecnocratico europeo) considerate anche le sue competenze in materia. Amendola ritiene, infine, che la norma del de minimis possa essere superata in base a deroghe stabilite di recente e legate al Covid e alla guerra in Ucraina. Siamo attorno a fili burocratici complessi e intricati. La campagna elettorale e i dirigenti locali del Pd però hanno indotto Amendola a cambiare posizione e ad essere più barricadero. Da qui la mossa del cavallo. Ieri il sottosegretario ha diffuso un video sui social in cui ha impugnato la spada da moschettiere per sfidare l’assessore regionale Cosimo Latronico che aveva bollato come fake news le tesi del ministro Orlando (nel suo mini tour elettorale in Basilicata) sulla possibilità di aggirare la norma degli aiuti di Stato alle aziende. A suo sostegno, Latronico ha anche citato un recente intervento del presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma. Amendola ha quindi deciso la mossa del cavallo e ha lanciato il guanto di sfida all’assessore regionale all’Ambiente che ben conosce per evidenti motivi istituzionali: «Sul caro energia, caro assessore Latronico, mi dice dove e quando vogliamo confrontarci sul tema? Così vediamo chi fa propaganda e chi parla conoscendo approfonditamente le carte». Troppo ghiotta l’occasione per non girare la questione all’interessato e proporre la sfida all’Ok Corral negli studi di “Oltre il giardino” in diretta tv. Latronico ha così risposto: «Ci hanno accusato di aver approvato la norma sul gas gratis a tutti i lucani a Ferragosto perché c’erano le elezioni, quando in realtà gli accordi sulle compensazioni ambientali con le compagnie energetiche sono stati siglati prima che i grillini mettessero in crisi il governo Draghi». «Ma soprattutto – spiega l’assessore di Bardi- abbiamo approvato la norma ad agosto e stiamo chiudendo i regolamenti attuativi per un unico motivo: il primo ottobre parte l’anno termico, a inizio dicembre arriveranno le prime pesantissime bollette autunnali e noi-come istituzione- abbiamo il dovere di essere vicino ai cittadini in un momento di crisi senza precedenti. L’obiettivo è tenere le famiglie lucane al riparo degli aumenti del gas che si faranno sentire in tutta Europa. Parallelamente, stiamo lavorando a un bando, che dovrebbe essere approvato entro fine mese, per dare 30 milioni a tutte le famiglie non coperte dalla metanizzazione». Sul punto nodale con la sfida sostiene Latronico: «Stiamo interagendo con tutti i livelli istituzionali e con tutte le parti sociali per dare un sostegno alle imprese. È il modello Basilicata di cui stanno parlando tutti i media e non solo italiani». Ma Latronico accetta la sfida di Amendola? Risponde l’assessore: «Non sono candidato, voglio rispettare la par condicio ma soprattutto non voglio prestarmi alle polemiche legittime beninteso- da campagna elettorale. Stiamo lavorando per le famiglie e i lavoratori della Basilicata. Le elezioni passano, i problemi dei cittadini e del territorio no». Niente confronto, come è evidente. La mossa del cavallo del Pd lucano e di Amendola non ha colto. A chi la prossima mossa?

Paride Leporace

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