AttualitàBasilicataBlog

SALINARDI CONFIDA NEL RIESAME

“Black gold”: Tra la «fitta rete di conoscenze» di Angelo Salinardi e Catanzaro: le difese attendono


POTENZA. In attesa dell’ultimazione dell’intero ciclo di interrogatori di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Potenza denominata “Black Gold” e che ha come indagato chiave l’ex sindaco di Ruoti, attualmente consigliere comunale sospeso, Angelo Salinardi, le difese scaldano i “motori” per il Riesame.

Per ora sostanzialmente invariato il quadro delle misure cautelari degli arresti domiciliari, ad eccezione del Vigile urbano Marianna Di Maio e di Rosario De Carlo, «altro uomo di fiducia di Salinardi». Per loro il Gip Antonello Amodeo ha disposto l’attenuazione della misura cautelare, dai domiciliari al divieto di dimora a Ruoti.

L’attesa, pertanto, è tutta assorbita dalla “curiosità” di conoscere quale sarà la composizione del collegio del Riesame. Da ricordare che la genesi dell’inchiesta sul «sistema Salinardi », «mazzette», «accordi corruttivi » e «macchina del fango» con persecuzioni e calunnie, coincide con la perquisizione dell’ottobre del 2019 nello studio legale di Raffaele De Bonis in via Nazario Sauro.

Nella circostanza, la polizia giudiziaria rinvenne e sottopose a sequestro l’intero fascicolo di parte dell’avvocato Feliciano Longo relativo al procedimento civile numero instaurato presso la Corte di Appello di Potenza da 4 cittadini contro il Comune di Ruoti per «rideterminare il valore degli espropri di alcuni terreni di loro proprietà». Stando alle emergenze investigative, inoltre, dato l’accenno in diverse circostanze anche a toghe lucane, in una intercettazione Salinardi dice pure «abbiamo assunto la moglie di un magistrato », non è da escludere che ci siano uno o più filoni anche a Catanzaro che ha competenza sul distretto di Potenza e quindi sui procedimenti che riguardino magistrati, siano essi imputati, persone offese o danneggiate dal reato, operativi nel capoluogo.

Non solo, per citare un altro esempio, nel discutere con un altro indagato, Salinardi lo informava dell’aver parlato «con un Magistrato per avere indicazioni su come comportarsi » ed il Magistrato «con i coglioni», allo stato non identificato, che gli ha consigliato «non togliere la cimice, non togliere niente». Ad ogni modo, come accade anche per l’avvocato De Bonis, nel Palazzo di Giustizia di Potenza circola l’ipotesi, nel precedente ebbe riscontro, che la composizione ordinaria del collegio del Riesame possa far risaltare dei collegamenti oltre che con lo stesso De Bonis anche con Salinardi.

In questo caso, non è il penalmente rilevante o meno che interessa, ma l’eventuale incompatibilità di parte del collegio del Riesame nel vagliare i ricorsi degli indagati, tra cui ci sarà quello dell’ex sindaco di Ruoti (difeso dal Prof Cimadomo e dall’avvocato Chirìaco) che non ha risposto all’interrogatorio di garanzia, contro l’ordinanza del Gip applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari.

La «fitta rete di compiacenze all’interno e all’esterno della Pubblica Amministrazione e tra i Pubblici ufficiali », non solo, Salinardi poteva contare «anche sull’appoggio di personale in servizio presso la Procura di Potenza», è ufficialmente parzialmente ignota.

Altro ancora, quindi, sembra destinato ad emergere. Per esempio, quando, nel 2020, Salvatore Carlucci prospettò a Salinardi di licenziare 2 operai e di farne restare uno solo, la disposizione di Salinardi fu quella di far restare l’operaio di Tolve: «Quello di Tolve… è segnalato da uno con la coppola… importantissimo… ti ho detto quello lì è importante ».


Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti