Le Cronache Lucane

SANITÀ PUBBLICA, CON BARDI & CO. INTERI SETTORI CHIUSI ALLA CONCORRENZA: GARE COME MIRAGGIO

Adi, protesica, case alloggio e altro ancora: proroghe a go go. Per i privati che lucrano, una pacchia col centrodestra

Quasi 100 milioni d’euro di 2 maxi appalti riguardanti la Sanità della Basilicata all’ombra dei quali, dato che uno è finito su un binario morto, l’altro dopo 3 anni e mezzo è ancora lontanissimo dall’aggiudicazione, proliferano, nelle Aziende sanitarie, le proroghe. Ma non c’è solo Adi e protesica: in tema di assistenza sanitaria il quadro complessivo regionale è totalmente sconnesso su plurimi servizi e affidamenti. Eppure tutto permane in un anomalo stato di immobilismo e paradossale, nonchè apparente, ingolfamento burocratico, e nessun segnale nè dal Direttore generale del Dipartimento regionale della Sanità, Ernesto Esposito, nè dall’assessore al ramo, Rocco Leone, e nè tantomeno, infine, dal presidente Vito Bardi.
Ai 2 maxi appalti da circa 40milioni d’euro l’uno, quello dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) a favore principalmente di pers-ne con bisogni complessi sia di natura socio-assistenziale che sanitaria, in riferimento tanto a trattamenti riabilitativi, quanto a malattie cronicodegenerative, e l’altro relativo alla fornitura in somministrazione, agli utenti aventi diritto, di ausili per le prestazioni di assistenza integrativa e protesica è una vera e propria, andrebbero aggiunte altre gare già previste, ma anch’esse bloccate: ne emerge un quadro generale opposto alla trasparenza e che in tema di Sanità pubblica non può, stando così le cose, che avvantaggiare le ditte private che si vedono prorogare di anno in anno i contratti scaduti o addirittura, casi non mancano, abbondantemente terminati anni fa.
Sull’Adi fronte Azienda sanitaria locale di Potenza (Asp), per esempio, facile individuare chi sull’assistenza domiciliare sanitaria, farmacologica, infermieristica, riabilitativa, medico e psicologica, continuerà a incrementare i profitti permanendo il regime delle deroghe: la società cooperativa Auxilium di Senise in Associazione temporanea di impresa (Ati) con la Mimosa società cooperativa sociale Onlus di Grassano. La proroga biennale, in questo caso, è scaduta l’ultimo giorno dell’aprile scorso: non essendoci l’appalto Suarb e non costituendo le gare ponte prassi ordinaria, agevole intuire come a breve scatterà la proroga della proroga con decorrenza retrodatata. Dal “bubbone” delle proroghe dell’Adi e della protesica, emerge come un intero segmento regionale del settore Sanità sia chiuso, ormai da tempi non più ammessi nè in Italia nè in Europa, alla concorrenza.
C’è di più: come, ad esempio, l’affare delle strutture residenziali o semiresidenziali per prestazioni terapeutico riabilitative a carattere estensivo. Sono le cosiddette “casa alloggio” di competenza delle Aziende sanitarie lucane, ma gestite da ditte private.
Anche in questo caso, affidamenti e proroghe avvengono sotto l’egida della formula di stile che però non corrisponde a realtà, del «nelle more della gara Suarb». La gara Suarb, non esiste benchè l’appalto «Case alloggio» già previsto sin dalla programmazione dell’anno 2016.
Era stato indetto nel 2017, ma poi è naufragato a seguito della dichiarata «illegittimità costituzionale» della legge regionale dello stesso anno e nella parte sostituita l’anno successivo.
Per il centro diurno di Potenza e la casa alloggio nel Comune di Tramutola, per esempio, la proroga della proroga è stata data come sinedie: «Nelle more della definizione della gara regionale o dell’approvazione del manuale di accreditamento regionale delle strutture sociosanitarie a ciclo residenziale e semiresidenziale». C’è anche, inoltre, la casa alloggio nel Comune di Marsicovetere per pazienti psichiatrici: in questo caso l’ultima proroga biennale comprendeva il periodo «dal 2 luglio 2019 al 2 luglio 2021». Un’altra proroga scaduta senza che nel frattempo, sul fronte delle «more» sia mutato qualcosa. Sanità pubblica e interessi privati: se il «cambiamento» di Bardi, Leone e centrodestra era quello del tutto deve cambiare perché tutto resti come prima, allora la promessa è stata mantenuta.

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