Le Cronache Lucane

LA FAINA, MAMMIFERO FURBETTO E AGILE

Lisandro: “Pur essendo carnivora non disdegna frutta, bacche o miele incurante delle punture di api e vespe”


Sul territorio a Nord-Ovest della Lucania il naturalista Carmine Lisandro documenta la fauna presente, e questa volta ci racconta la Faina, uno dei cin

que mammiferi carnivori su sette che vive in Italia, appartenente alla famiglia dei Mustelidi e che frequenta stabilmente il nostro te

rritorio a Nord Ovest della Lucania come gli altri quattro che sono: la piccola Donnola, la

rarissima Lontra, la fragile Puzzola e l’opportunista Tasso.

Proprio la Faina è protagonista di questo documentario di Lisandro: “Si tratta di un animale solitario e diffidente, con quel musetto simpatico è, a mio parere, tra i più astuti, infatti si trova a suo agio frequentando ogni tipo di ambiente: dalla pianura alla in montagna, dai macchieti ai boschi, dalle zone rocciose ai ruderi e, se costretta, riesce a sopravvivere anche nelle periferie dei centri urbani.

Questo mammifero dalle dimensioni di un gatto domestico, ha un mantello soffice e morbido che in inverno ha un colore marrone mentre con la bella stagione diventa brunastro, le orecchie arrotondate hanno i contorni bianchi come le macchie presenti sulla gola e sul collo. Gli occhi ed il muso non sono molto grandi e, come tutti i predatori carnivori, ha canini taglienti e molari sottili. Il corpo è, compresa la folta coda, lungo 60/70 cm. mentre il peso è sui 2 kg.

Grazie alle corte zampe ed alla sua corporatura molto elastica, idonea sia alla vita sugli alberi che sul terreno, la Faina corre, salta e si arrampica con estrema agilità, riuscendo a cavarsela senza problemi in ogni situazione.

Durante il giorno vive nascosta in tane di altri animali, cavità naturali o di grandi alberi, oppure nei fienili e in baracche abbandonate, in solai o edifici fatiscenti da cui esce al tramonto o a notte fonda, generalmente saltando sul terreno o arrampicandosi agilmente su alberi e zone rocciose oppure in prossimità di torrenti o stagni dove cerca di sorprendere le prede di cui è accanita cacciatrice come ratti, topi, arvicole oppure anfibi, uccelli e rettili. Pur essendo carnivora, quando scarseggia il cibo, non disdegna di mangiare frutta, bacche o miele incurante delle punture di api e vespe.

Nelle calde giornate tra luglio ed agosto i maschi fuoriescono anche di giorno dai loro rifugi per cercare il cibo oppure l’eventuale partner con cui accoppiarsi: infatti, per ampliare il suo patrimonio genetico, il maschio non esita ad avere rapporti con più femmine ma non prima di avere avuto violente dispute con i rivali, per poi dedicarsi ad un rituale di corteggiamento della femmina che, dopo una gravidanza di circa 8 mesi, darà alla luce nella primavera successiva dai 3 ai 5 piccoli.  Una gestazione che dura così a lungo in quanto viene programmata per consentire che l’allevamento dei cuccioli, compito esclusivo della madre, avvenga in un periodo favorevole al procacciamento di cibo.                                                                                                                                                      

Pur essendo animali furbi ed elusivi, anche le Faine adulte hanno i loro predatori quali il Lupo o la Volpe mentre i piccoli sono, a volte, predati da altri carnivori o da rapaci diurni come la Poiana o da rapaci notturni come il Gufo comune.

La Faina ha in media un’aspettativa di vita di circa 7/9 anni e, quando ha difficoltà a procacciarsi del cibo, può essere costretta ad avvicinarsi alle attività umane per predare oltre a ratti e colombi anche animali domestici. Per diverso tempo è stata considerata specie nociva mentre oggi, è protetta dalla Convenzione di Berna (L. 5/8/81, n. 503, in vigore per l’Italia dall’1/6/82) ed è tutelata dalla Legge n. 197 del 1992 in quanto considerata specie non cacciabile“.

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