Le Cronache Lucane

PERMESSO PREMIO NEGATO A BILANCIA

Sul Serial-Killer di Potenza, la Cassazione conferma che ha condannato gli omicidi “solo in maniera formale e meccanica”

Anche per la Cassazione il “serial killer dei treni”, il 69enne di Potenza Donato Bilancia, non ha «avviato una sincera revisione critica circa i pregressi criminosi», avendo condannatole proprie azioni «solo in maniera formale e meccanica».

Per questo e altri motivi, gli “ermellini” nel respingere il ricorso di Bilancia, hanno giudicato corretta la valutazione contenuta nell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Venezia che ha negato al pluriomicida il «permesso premio».

La Cassazione ha depositato le motivazioni in base alle quali, ora, è agevolmente ricostruibile la vicenda. Bilancia è detenuto nel carcere di Padova ed è stato con-dannato a «complessivi 13 ergastoli e 28 anni di reclusioni», inflitti in relazione a plurimi episodi di omicidio aggravato, tentato e consumato(«17 omicidi e un omicidio tentato, commessi nell’arco di poco più di sei mesi»), violazione della normativa in materia di controllo delle armi, ricettazione, rapina aggravata, tentata e consumata, vili-pendio di cadavere e resistenza a pubblico ufficiale.

Bilancia avrebbe voluto otte-nere un permesso premio per potere coltivare «interessi affettivi» nei confronti di un bambino disabile, che lui assisteva mediante l’invio periodico di somme di denaro, nonchè chiedeva di poter contattare il difensore del marito di una delle sue vittime al fine di comunicare personal-mente la disponibilità a forme di riparazione del danno.

Bilancia, però, è ancora socialmente pericoloso.

Come si apprende dagli atti vagliati dalla Cassazione, da esame medico-psichiatrico era, a carico di Bilancia, emersa la presenza di un «multiplo e molteplice disturbo di personalità», non costituente, tuttavia, «un elemento francamente psicopatologi-co». Bilancia aveva «agito in modo assolutamente lucido e razionale», ritagliandosi «il ruolo di serial killer diabolicamente abile a colpire e a mimetizzarsi per depistare le indagini», che «preparava i suoi delitti con precisione e una meticolosità impressionante».

Nell’ultima scheda sul detenuto, risalente al dicembre dell’anno scorso, veniva evidenziato come Bilancia non avesse più rapporti disciplinari a suo carico dal 2012,che «appariva disponibile al confronto con l’interlocutore», che aveva svolto lavoro, a turnazione, alle dipendenze della Amministrazione penitenziaria e altri dettagli.

Nel2016 Bilancia si è anche diplomato in ragioneria e si «era iscritto al corso di laurea triennale in “Progettazione e Gestione del Turismo Culturale”, superando alcuni esami».

Poi la decisione, dopo il per-corso con il cappellano del carcere e «per pulirsi la coscienza», di «sostenere, non solo economicamente, alcuni soggetti in condizioni di grave svantaggio, devolvendo parte della sua pensione a favore di un bambino affetto da gravissime disabilità e ospite di una struttura assistenziale e di una famiglia siciliana con tre figli disabili».

Bilancia, da parte sua, continua a dichiarare «di sentirsi diverso» rispetto a lui “serialkiller” di metronotte e prostitute.

Tuttavia il comportamento in carcere per quanto possa rivelarsi impeccabile e partecipativo, non basta ad ottenere permessi premio.

Per i giudici Bilancia non si è pentito: ha condannato le proprie azioni «solo in maniera formale e meccanica», avendo, inoltre, giustificato l’ausilio economico offerto a bambini malati e a famiglie in difficoltà, asseritamente costituente prova del suo ravvedimento, «con la necessità di “lavarsi la coscienza”, e non avendo ricercato alcun contatto con le famiglie delle proprie vittime in vista di un eventuale discorso di “giustizia riparativa”, affermando che lo trovava «sconveniente».

Non ancora chiarito, inoltre, neanche il dettaglio della “malattia”.

Già per il primo giudice non erano stati acquisiti «elementi tranquillizzanti sotto il profilo della pericolosità sociale», avendo l’osservazione della personalità «palesato una tendenza alla deresponsabilizzazione per quanto commesso», essendo Bilancia «convinto di essere colpito da una specie di malattia non controllabile ma limitata nel tempo», nell’arco di circa 6mesi, dalla quale sarebbe «guarito da sé», sì da essere pronto per «una progressiva apertura verso l’esterno», essendo i reati commessi riconducibili «a una serie di contingenze che mai potranno ripresentarsi».

Il «carattere meramente formale ed esteriore delle positive risultanze» relative alla condotta carceraria, spiegate dal legale di Bilancia, regolarità della condotta, partecipazione alle attività scolastiche, iniziative di sostegno a favore di soggetti svantaggiati, non sono, allo stato attuale delle cose, sufficienti per concedere il permesso premio di un giorno di libertà.

Le Cronache Lucane
error: Contentuti protetti