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Migranti: nave italiana soccorre gommone in difficoltà da 24 ore

Migranti: nave italiana P490 soccorre gommone alla deriva da ieri. Una bambina di 5anni a bordo sarebbe morta

Bambini in fuga e nessuno a soccorrerli

Migranti: nave italiana soccorre gommone alla deriva da ieri. Una bambina a bordo sarebbe morta

di Niccolò Di Francesco 30 Mag. 2019

Migranti: nave italiana soccorre gommone in difficoltà da 24 ore

Migranti nave italiana soccorre gommone

La nave della Marina militare italiana Cigala Fulgosi è intervenuta al largo della Libia in soccorso del gommone con circa 80 migranti a bordo, in difficoltà da ieri, mercoledì 29 maggio. L’intervento è stato deciso per via delle condizioni meteo in via di peggioramento e per le precarie condizioni del gommone sul quale, vi sarebbe una bambina purtroppo deceduta.

Il caso era balzato agli onori della cronaca proprio per il mancato intervento da parte della nave italiana nei confronti dei migranti. La denuncia era arrivata nella giornata di ieri, mercoledì 29 maggio, dalla Ong Sea Watch, che aveva sottolineato come l’imbarcazione si trovasse a poche miglia del pattugliatore Comandante Cigala Fulgosi (P490) della Marina militare italiana.

A distanza di 24 ore, però, nessuno era ancora intervenuto, mentre una bambina di cinque anni che si trovava a bordo sarebbe morta.

La conferma era arrivata anche da altre Ong, tra cui Alarm Phone che su Twitternella serata di ieri scriveva: “Le persone a bordo ci hanno detto che un lato del gommone si é sgonfiato e sta entrando acqua. Non hanno più carburante e sono alla deriva. Dicono che non sopravviveranno la notte se lasciati a mare”.
Un disperato appello accolto anche dalla Mediterranea Saving Human, che aveva sollecitato ancora una volta la nave italiana a intervenire.

Tuttavia, la situazione all’alba di stamani era tuttora irrisolta.
Questa mattina, infatti, Alarm Phone continuava a monitorare la situazione denunciando il totale disinteresse verso gli 80 migranti a bordo del gommone.

Alle 5 del mattino di giovedì 30 maggio, la Ong scriveva sempre su Twitter: “Le persone a bordo stanno ancora soffrendo e sono in grave pericolo. Il sole sta sorgendo nel Mediterraneo centrale ma ora possono vedere con chiarezza che nessuno è nelle vicinanze. Sono ancora abbandonati a mare e non c’è nessun soccorso in vista”

Un’ora più tardi, era stato proposto un ulteriore aggiornamento, sempre sui social.
“Le persone a bordo ci hanno contattati di nuovo. Vedono un elicottero volare intorno a loro ma non vedono alcuna imbarcazione. Ci chiedono se siamo a conoscenza di una possibile operazione di soccorso in arrivo, ma anche noi non sappiamo nulla.”

A bordo del gommone vi sarebbero anche 15 minori, tra cui un neonato di 9 mesi a rischio di ipotermia, e una ventina di donne, tra le quali anche una incinta, che starebbe molto male.

A confermarlo era stato in precedenza anche Luca Casarini, dell’ong Mediterranea Saving Humans, che interpellato da Rai News 24 aveva dichiarato: “La situazione è conosciuta alle autorità italiane e il problema è il solito rimpallo con i libici, che si traduce in una violazione dei diritti umani e della Convenzione di Ginevra”

Migranti. Gommone alla deriva, la Marina salva 100 persone. Andranno a Genova

FONTE

La Marina smentisce che nel barcone ci fosse una bambina morta. La Marina Maltese salva 75 migranti che erano appesi a una recinzione per tonni. Tre sbarchi a Lampedusa

Si è conclusa, a fine mattinata, l’operazione di salvataggio dei migranti alla deriva su un gommone in avaria in acque internazionali al largo della Libia. Dopo gli allarmi lanciati ieri dall’ong Sea Watch e stamani da Alarm Phone (che parlava di una bambina di 5 anni morta), è intervenuta l’unità della Marina Militare italiana che i migranti vedevano da lontano.

Il pattugliatore d’altura della Marina militare Cigala Fulgosi ha raggiunto il gommone in avaria, a circa 90 miglia a sud di Lampedusa. L’unità, fa sapere la Marina, «constatate le condizioni del natante con 100 persone a bordo, di cui solo una decina provvisti di salvagente individuale, motore spento, precarie condizioni di galleggiamento e considerate le condizioni meteorologiche in peggioramento, è intervenuta in soccorso delle persone che erano in imminente pericolo di vita».

Al termine del soccorso sono state recuperate le 100 persone, di cui 17 donne e 23 minori, per i quali è attualmente in atto la verifica delle condizioni di salute. Non risulta alcuna persona deceduta a bordo.

Alla nave della Marina Militare è stato indicato come porto di sbarco per i migranti soccorsi il porto di Genova.

Gli allarmi di Alarm Phone e Sea Watch
La prima a segnalare il gommone in avaria stracarico, e a dare l’allarme, era stata l’ong Sea Watch. Il gommone era stato avvistato mercoledì mattina dall’aereo Moonbird della ong a poche decine di miglia dalla nave militare italiana P490. La ong sollecitava le autorità a «procedere subito con il soccorso».

Stamani il nuovo allarme dell’ong Alarm Phone, che parlava di una bimba di 5 anni morta a bordo del gommone. «Alle 8.25 h – twittava Alarm Phone – ci hanno detto che l’elicottero era ancora lì e di poter stabilire che la nave (che i migranti scorgono in lontananza, ndr) è un’imbarcazione militare. Siamo quasi certi che sia la P490 della Marina militare italiana. Deve prestare soccorso immediato». Poco dopo è cominciata l’operazione di salvataggio ed è stata smentita la notizia del decesso.

«Ci sono state molte speculazioni rispetto al nostro tweet – scrive Alarm Phone -. Abbiamo trasmesso quello che i migranti ci hanno detto: che una bambina di 5 anni è morta. Non l’abbiamo mai confermato: speriamo non sia vero. Non è necessario che muoia qualcuno perché sia uno scandalo che 90 persone sono state lasciate a rischio per oltre 23 ore».

La portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi: «Quello che resta un fatto: è che queste persone sono state avvistate alle 8 di mattina di ieri e soccorse alle 7 di questa mattina. 24 ore di agonia in mezzo al mare in cui avrebbero potuto essere soccorso, fin da ieri era stato rilevato nelle vicinanze un assetto della Marina militare italiana, che però ha inviato un elicottero senza intervenire».

Un salvataggio a Malta
La Marina maltese ha fatto sapere di aver salvato 75 persone al largo dell’isola, che erano aggrappate a una recinzione per la pesca dei tonni in alto mare. Lo hanno fatto sapere le autorità della Valletta, sottolineando che i migranti saranno fatti sbarcare a Malta in giornata.

Tre sbarchi in poche ore a Lampedusa
Settanta migranti sono sbarcati a Lampedusa tra ieri e stamani, in 3 differenti momenti. L’ultimo riguarda un gruppetto di 7 persone, approdato con una piccola imbarcazione direttamente in porto. Poco prima erano arrivati i 20 tratti in salvo da una motovedetta della Guardia di finanza. Quarantatré, in serata, erano invece giunti direttamente sulla terraferma a Cala Galera. Fra loro tre donne incinte e cinque bambini.

«Non c’è nessuna emergenza, siamo attrezzati per gestire situazioni molto più complesse. Abbiamo attivato subito tutte le procedure di soccorso e accoglienza», commenta il sindaco Salvatore Martello, che ha sempre ribadito che Lampedusa resta, a dispetto di tutte le dichiarazioni, «un porto aperto».

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