ADDIO ALLO STORICO TRICARICESE ANTONIO MARTINO
Autore di scritti e libri sulla storia e sulle tradizioni lucane, fu amico intimo del poeta Scotellaro
Antonio Martino, originario di Tricarico, storico intellettuale, è deceduto mercoledì 28 ottobre 2026 all’età di 96 anni.
Testimone della storia politica e culturale italiana del secondo Novecento, nonostante si fosse trasferito da giovane a Ferrara, mantenne per tutta la vita un legame viscerale con la propria terra d’origine.
Fu autore di scritti e libri focalizzati sulla storia e sulle tradizioni lucane e fu amico intimo del celebre poeta e sindaco di Tricarico, Rocco Scotellaro.
Martino ne condivise sogni e inquietudini, diventando negli anni uno dei più autorevoli e preziosi testimoni diretti della sua vita e della sua eredità culturale.
Esponente della generazione del dopoguerra, ha militato attivamente nella Democrazia Cristiana.
Viene ricordato dai contemporanei come un’intelligenza giuridica, letteraria e politica di rara raffinatezza e profonda sensibilità culturale.

«Con la scomparsa di Antonio Martino, Tricarico perde una delle sue voci, ma non la sua memoria -dichiara il Comune di Tricarico-
Anche se la vita lo aveva portato lontano, a Ferrara, non aveva mai dimenticato le sue origini e il legame con Tricarico, con la Basilicata e con la sua storia.
La sua è stata una vita lunga, segnata dalla passione per la politica, dall’appartenenza alla Democrazia Cristiana e da un profondo interesse per la storia e la cultura della sua terra.
Chi ha avuto modo di conoscerlo, ascoltarlo e leggerlo sa quanto fossero preziosi i suoi racconti, i suoi ricordi e gli aneddoti che condivideva con generosità.
Attraverso le sue parole riaffioravano persone, vicende e momenti di un passato che non possiamo permetterci di dimenticare.
Tra questi, anche la figura di Rocco Scotellaro, a cui aveva dedicato scritti e testimonianze.
La sua scomparsa lascia un vuoto, ma resta il valore di ciò che ci ha raccontato e consegnato. Perché conoscere la storia della propria terra significa anche custodirne le radici e tramandarle a chi verrà dopo di noi.
Grazie, Antonio, per aver mantenuto vivo il ricordo di Tricarico e della sua gente».

E proprio tra chi lo oggi lo commemora, emergono ricordi senza tempo di una eredità culturale e politica importante.
Tra questi il già Onorevole Giuseppe Molinari, che su Martino asserisce: «Un persona straordinaria ma soprattutto scrigno di tanti ricordi perché tutta la sua lunga vita è stata caratterizzata da relazioni umane, politiche, sociali e culturali.
Martino ha fatto parte di quella generazione del dopoguerra animata da idee, visioni ed orizzonti che è nella storia.
Tonino, come lo chiamavano gli amici ,era un intellettuale di grande sensibilità e statura.
“La sua -come scrive Pierluigi Castagnetti- era un’intelligenza giuridica, politica e letteraria particolarmente raffinata e seducente. Rocco Scotellaro ma anche Gerardo Bianco e Ciriaco De Mita suoi compagni di studio alla Cattolica a Milano erano oggetto delle sue memorie con cui continuava a riempire i suoi giorni di autorecluso.
Nella sua bella casa piena di libri e di vita vissuta intensamente a Ferrara”. Ad Antonio Martino dico grazie – conclude Molinari- per le lezioni di vita indimenticabili che ci ha dato con i suoi scritti e le tante testimonianze su Rocco Scotellaro , sulla DC da democristiano anomalo come si definì in una lettera inviatami a giugno 2024».

L’amico Angelo Colangelo ricorda:
«Ci ha lasciati un uomo di vasta e solida cultura, che ha dato lustro alla sua amata terra lucana con una lunga e intensa attività politica, intellettuale, civile iniziata negli anni Cinquanta in Basilicata e portata avanti in Emilia Romagna per oltre mezzo secolo.
Un profondo senso etico e una viva fede cristiana illuminarono ogni momento della sua esistenza.
Ha speso l’ultimo decennio in un instancabile e illuminato impegno di divulgazione dell’opera letteraria e poetica dell’amato Scotellaro, della cui memoria era il custode più appassionato e autorevole.
Ebbi la fortuna di conoscere Martino grazie al comune amico Gilberto Marselli e ho potuto godere della Sua preziosa amicizia per oltre dieci anni.
Di ciò Lo ringrazio, commosso, per l’ultima volta, mentre ora si appresta a tornare per sempre da Ferrara nella Sua Tricarico».

