Il sindaco leghista uscente di Potenza Mario Guarente, candidato del centrodestra alle prossime elezioni comunali, è stato ospite della trasmissione “Oltre il giardino” condotta da Paride Leporace su Cronache TV. Guarente ha affrontato vari temi, a partire dalla sua ricandidatura – che ha scatenato il malcontento tra la maggioranza in Consiglio comunale all’indomani della sua riconferma da parte delle segreterie nazionali che appare ora rientrato – passando per il bilancio dei 5 anni di amministrazione e i progetti futuri.

LA CONFERMA DELLA RICANDIDATURA

Respingendo le critiche mosse nelle ultime ore, Guarente ha spiegato: «La mia ricandidatura è il frutto di un accordo tra i Partiti del centrodestra che governano a livello nazionale e regionale. La logica è stata quella della continuità amministrativa e della riconferma degli uscenti, come è avvenuto per il presidente Bardi in Basilicata».

IL SOSTEGNO A BARDI

Guarente ha rivendicato i buoni rapporti con il riconfermato presidente della Regione Bardi e il positivo lavoro svolto dalla Giunta regionale negli ultimi 5 anni, nonostante le difficoltà legate alla pandemia. «Da sempre – dichiara il primo cittadino in carica – ho apprezzato non solo il lavoro che ha messo in campo lui con la squadra che gli dà una mano nell’affrontare le grandi difficoltà che attanagliano la nostra regione, ma anche la disponibilità manifestata nei confronti miei e del Comune di Potenza». LA PANDEMIA Proprio il Covid ha segnato profondamente anche l’Amministrazione di Potenza: «Siamo stati criticati per le scelte fatte nei primi mesi, come la chiusura dei parchi comunali, ma poi i fatti ci hanno dato ragione – ha affermato Guarente – La Basilicata ha retto bene durante la prima ondata». Il sindaco ha ricordato l’impegno e i «frutti positivi delle azioni messe in campo» sue e di Bardi nella gestione dell’emergenza, le misure per limitare i contagi, l’assistenza alla popolazione: «Io ricordo – ha affermato Guarente – che con il presidente concordammo preventivamente una serie di chiusure, nonostante la pandemia non avesse ancora raggiunto il Mezzogiorno d’Italia, proprio perché avevamo la consapevolezza di avere due vantaggi: il primo, il fatto che la pandemia si fosse manifestata per prima nella parte settentrionale del nostro Paese e, il secondo, la distanza tra i territori della nostra regione». Ma in sostanza, di quel periodo Guarente rivendica che «tutti indistintamente abbiano fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità per provare ad arginare un fenomeno che, non solo, era inaspettato ma anche e soprattuto sconosciuto».

TEMPO DI BILANCI

Passando al bilancio del mandato, Guarente ha ammesso una serie di «cose che mi recrimino di non aver fatto bene», alcune mancanze nella comunicazione con i cittadini e nel dare visibilità ai risultati ottenuti, anche a causa dei problemi finanziari del Comune che lo hanno costretto a scegliere dove investire le risorse. «Essendosi trovato il Comune in condizioni finanziarie davvero drammatiche – ha dichiarato Guarente – abbiamo dovuto scongiurare un’altra dichiarazione di dissesto e anche in questo caso ho cercato di farla uscire il meno possibile questa storia ad una comunità che da vent’anni si sente ripiombare sempre il tema della crisi finanziaria, ma che effettivamente esiste e io mi sono trovato nella condizione di dover scegliere». In tal senso, ha rivendicato i quasi 100 milioni di euro ottenuti tra Pnrr e altri fondi, che hanno consentito e consenti- ranno di realizzare opere attese da tempo, ma «una delle cose di cui vado più orgoglioso – enfatizza Guarente – è stata la riqualificazione di alcuni parchi comunali in cui sono stati installati anche giochi per bambini con disabilità».

PACE FATTA IN MAGGIORANZA

Guarente è poi entrato nel merito delle frizioni interne alla maggioranza, con il mancato raggiungimento del numero legale nell’ultimo Consiglio comunale: «C’è stato un segnale politico da parte di alcuni consiglieri, ma la situazione si è ricomposta – ha spiegato – Parlando con i consiglieri, mi è stato spiegato che non era una rimostranza nei miei riguardi, quindi nulla di personale contro di me. Qualcuno voleva lanciare un segnale ai Partiti nazionali rispetto al metodo delle scelta che non era stata condivisa con alcuni dei riferimenti locali».

LA TELEFONATA CON GALELLA

Tra i chiarimenti, inoltre, c’è stato anche quello con Alessandro Galella: «Ho sentito Alessandro Gallella a cui, a prescindere da quelli che sono i rapporti politici, mi lega un rapporto di amicizia e di stima personale. Certo, qualche volta in politica, come in tutte le buone famiglie, c’è qualche frizione, qualche diverso modo di vedere le cose, però l’importante è farle rientrare. Prima di mettere piede in questo studio, giusto per darle la misura – confida Guarente – mi ha chiamato proprio Alessandro Galella, il quale mi ha detto che intende ragionare insieme al nuovo programma elettorale, vuole dare un suo contributo».

UNO SGUARDO ALLE COALIZIONI

Uno sguardo quindi è stato rivolto alle elezioni, con Guarente che si dice favorevole alla possibilità di allargare la coalizione anche a esponenti del centrosinistra, come Italia Viva: «Sono assolutamente favorevole ad un allargamento. Conosco tante persone che militano in quel partito, conosco i vertici di quel partito come Mario Polese con cui abbiamo condiviso tante cose per questa città e per questa regione, quindi – prosegue Guarente – a me farebbe piacere poter allargare questa coalizione a realtà che possono dare un contributo importante». Guarente ha poi respinto le voci di un accordo tra Francesco Cannizzaro (Noi Moderati) e il centrosinistra: «Come spesso accade nel gossip politico e cittadino, si immaginano percorsi che a me non risultano in questo momento. E soprattutto non vedo la motivazione per cui dovrebbe sostenere un’altra coalizione avendo fatto parte della nostra ancora oggi. Non è suo costume oltretutto essere altalenante nelle decisioni e nelle scelte, quindi ritengo che sia un’invenzione giornalistica del tutto strumentale».

L’INCALZO CONTRO «CERTA STAMPA»

Guarente ha, quindi, respinto le critiche mosse da «certa stampa» e, in particolare, del giornalista Grasso: «Quando le critiche vengono mosse da chi fino a qualche anno fa ha fatto parte di un sistema di potere per il quale è stato anche lautamente pagato come capo dell’ufficio stampa del Consiglio regionale, e oggi – incalza Guarente – dispensa consigli o ricette politiche. Ebbene, non accettiamo lezioni da quella politica di cui lui ha fatto parte e che ha sostenuto per anni è che è stata già sonoramente bocciata». GLI AVVERSARI In merito alla sfida con gli altri candidati a sindaco del capoluogo lucano, Guarente ha commentato: «Ho grande rispetto di tutti gli avversari. L’ho avuto nella precedente campagna elettorale, l’ho avuto in questi cinque anni in cui alcuni di essi hanno avuto la possibilità di sedere tre banchi dell’Assise comunale e ce l’ho ovviamente anche per quelli attuali». E invita Smaldone, tra i primi a lanciare in largo anticipo la sua candidatura a primo cittadini ma che secondo Guarente si è risvegliato «improvvisamente innamorate della città», a «frequentare alcune zone della nostra città dove c’è gente che davvero viene “dal basso” e che si spacca quotidianamente la schiena tra mille difficoltà», riferendosi alle critiche dell’attuale consigliere di minoranza alla scarsa attenzione rivolta dal- l’Amministrazione Guarente alle varie criticità della città capoluogo di regione.

L’APPELLO AL VOTO

In conclusione, Guarente ha lanciato un appello al voto: «Chiedo un voto pieno e convinto. Credo che debba essere cambiata la legge elettorale, con l’abolizione del voto disgiunto che crea delle storture che fanno male alle Amministrazioni e alle comunità». La sfida elettorale è lanciata, il sindaco uscente Guarente ha ribadito la sua ricandidatura forte dei risultati ottenuti in questi anni di amministrazione, ma con la consapevolezza che per completare il lavoro avviato servirà un secondo mandato

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
errore: Contentuti protetti