Le associazioni Vola (Volontari per l’Ambiente), La Quinta Porta, Gean (Guardie equestri ambientali), Briganti D’Italia ed il Comitato cittadini no autovelox nel corso di una conferenza stampa finalizzata alla raccolta firme per l’avvio di una class action hanno ribadito con forza la necessità di arrivare al più presto alla rimozione del dispositivo di rilevamento della velocità posizionato sulla Statale Basentana, alle porte di Potenza, all’altezza di Varco d’Izzo: «Bisogna rimuovere l’autovelox e bisogna rimborsare tutti i cittadini che illegittimamente si sono visti sanzionati». Autovelox approvato, ma non omologato: di conseguenza multe nulle come ribadito anche dalla Cassazione. Come spiegato dagli “ermellini”, non è rilevante allo scopo «la mera approvazione preventiva di tale mezzo di rilevazione, siccome non equipollente all’omologazione ministeriale, posto che quest’ultima autorizza la riproduzione in serie del prototipo di un apparecchio testato in laboratorio, mentre la semplice approvazione è riconducibile ad un procedimento di tipo semplificato che non richiede la comparazione del prototipo con caratteristiche ritenute fondamentali o previste da particolari previsioni del regolamento». Neanche una circolare ministeriale, come quella del 2020, può modificare l’esito: «Non possono avere un’influenza sul piano interpretativo – a fronte di una chiara ermeneusi basata sulle fonti normative primarie – le circolari ministeriali, le quali sembrerebbero avallare una possibile equipollenza tra omologazione ed approvazione, basata, però, su un approccio che, per l’appunto, non trova supporto nelle suddette fonti primarie e che, in quanto tali, non possono essere derogate da fonti secondarie o da circolari di carattere amministrativo». Nonostante ciò, dal Comune di Potenza nessun passo indietro. Tra l’altro, essendo nel tratto autovelox il limite 70 chilometri orari, gli automobilisti ricevono multe anche procedendo a 80 chilometri orari su un rettilineo facente parte di una strada statale con limite di velocità a 90 chilometri orari. Varie le anomalie. Per esempio, «questo autovelox – ha spiegato l’avvocato Antonio Grazia Romano, rappresentante delle associazioni citate – si trova collocato su una strada comunale mentre risulta essere operativo sulla strada statale, nel senso che le multe che vengono registrate e poi notificate riguardano gli autoveicoli che transitano sull’adiacente strada statale in palese violazione di quanto disposto dal codice della strada». «Oltre al danno anche la beffa – ha proseguito Romano -. Cioè ai cittadini vengono tolti in maniera “veloce” soldi dalle tasche per le multe e poi gli stessi devono anche pagare le spese sostenute dal Comune per il servizio di notifica affidato a esterni. Per la sicurezza stradale gli autovelox vanno piazzati in punti veramente strategici dove davvero c’è il rischio di incidenti». «Il caso di Varco d’Izzo – ha concluso Romano – è veramente paradossale. Cioè nelle curve precedenti si può procedere a 90 chilometri orari, e ci sono anche curve pericolose che tendono a portare verso l’esterno, poi sul rettilineo bisogna rallentare perchè il limite abbassato a 70 chilometri orari».
