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CHIORAZZO, L’ANGELICO SMEMORATO

TACCO&SPILLO

Che ci fosse un’agitata battaglia contro l’uso prudenziale della memoria e perfino del surreale amletico nel beato Angelico Chiorazzo disceso negli inferi della politica con la favoletta di portare luce, cambiamento e verbo d’umiltà e pace lo si era capito da tempo, non solo per l’indecente altalena d’annunciarsi governatore e poi di rimangiarsi tutto con cui ha ridicolizzato il centrosinistra su scala nazionale ed infierito su ogni pezzettino della sua già bassa credibilità, cose che avrebbero fatto andare in terapia finanche il buon Freud, ma questo sfalsamento d’intendere il motto evangelico della pagliuzza e della trave sempre a discapito dell’altro e mai verso la coscienza del proprio campo d’appartenenza la dice tutta sulla bontà politica di questi crociati. Così alla faccia della verità dei fatti e con una propaganda da Inquisizione si giudicano i passi dei patrioti e non si nota il trasformismo di gente come Vizziello oppure ci s’indigna per gli incarichi appioppati ai trombati e ci si scorda invece di quello ad Acquirente Unico dato in consolazione da Conte e Speranza allo sconfitto Bubbico. Canta Sad Atlas:“è mi ricorderò che sono smemorato, con questa Polaroid..”.

 

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