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CHIEDO UN’OPERAZIONE VERITÀ SULLE REGIONALI

Lo sciopero della fame di Maurizio Bolognetti

Dalle ore 23.59 di lunedì 18 marzo darò corpo all’ennesima azione nonviolenta (sciopero della fame) per chiedere che, in queste elezioni regionali lucane, si onori quel diritto a poter conoscere per deliberare, che è sinonimo di democrazia. Cosa chiedo? Intanto un’operazione verità su quel che è realmente avvenuto in Basilicata nella fase di preparazione e presentazione delle liste. Non è necessario guardare dal buco della serratura per comprendere che il presunto “campo largo” è deceduto a causa di veti di matrice stalinista, opposti da un politburo composto da una parte del Pd e dai 5 stelle. Un veto e vieto divieto concentratosi sulla figura di Marcello Pittella, leader di Azione, socialista storico e di certo persona che ha fatto la storia politica della regione Basilicata. Un veto e vieto divieto espresso da una componente del cosiddetto centro-sinistra, dedita ormai ad emanare bolle, scomuniche ed editti bulgari. Ci sono silenzi che parlano e i silenzi di chi in queste ore ha coperto di ridicolo la nostra regione dicono molto. Al netto del fatto che son convinto che oggi, ora, l’unica agibilità politica per Azione viva nell’ambito del centro-destra, spero e oso augurarmi che in tutti gli addetti ai lavori alberghi la consapevolezza che stiamo andando a decidere i destini di una regione e che quella che ci apprestiamo a giocare non è una partita di calcio. Spero che quella che sta per iniziare sia una campagna elettorale che onori i fatti, la verità, il merito delle questioni e che non si alimenti una lotta tra tifoserie. L’unico “tifo” che accetto è quello di coloro che hanno realmente e concretamente a cuore i destini della Basilicata, che è una terra di straordinaria bellezza e altrettanto straordinarie suggestioni. Occorre tornare alla politica e alla nobiltà della politica. Occorre andare oltre il voyeurismo, il costante desiderio di solleticare il guardare dal buco della serratura, laddove le porte sono aperte se non addirittura sfondate. Occorre, dico, onorare la memoria di quel che è accaduto tra il 2018 e il 2019. Un popolo senza memoria è un popolo che non può avere un futuro e nemmeno un presente e di certo non ha un passato. Infine, ma non ultimo, occorre chiarire che chi ha rappresentato e rappresenta la storia radicale in Basilicata ha fatto una scelta chiara. Il sottoscritto, che ha goduto della stima e dell’amicizia di Marco Pannella, oltre ad essere Segretario dell’Associazione Radicali Lucani è oggi, e me ne onoro, uno dei componenti della segreteria regionale di Azione con delega ai diritti umani. Spacciare, come hanno fatto alcune testate nazionali per storia radicale, storie altre, magari da centro-democratico, è un insulto alla verità e alla storia politica lucana, e non solo lucana. Mi dico convinto, o quanto meno oso sperare che andrà così, che i destinatari di questa missiva sapranno onorare il vero e non narrazioni che mirano a confondere le idee.

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