AttualitàBasilicata

INCONTRO SU COMPARTO AGRICOLO MARMO PLATANO

Bella, Angrisani: «Molte aziende sono tecnologiche, come quelle che danno il latte a Granarolo»

Sono state sospese le attività didattiche al plesso di Sant’Antonio Casalini di Bella, per
convocare un “Consiglio comunale aperto, straordinario e urgente» in merito alla crisi del
comparto agricolo nel territorio del Marmo Platano. Un numero cospicuo di trattori, oltre
50, simbolo della protesta a livello internazionale si sono ritrovati davanti al plesso
scolastico e prima del Consiglio hanno fatto sentire il rombo dei motori, diventato
simbolicamente la “voce” del mondo agricolo.
«Riteniamo necessario ascoltare il grido d’allarme degli agricoltori e sostenere un settore
che, va ricordato, è strategico per la Basilicata. Agricoltura non vuol dire solo il prodotto
della terra ma anche storie, persone e famiglie che stanno attraversando un momento
difficile» spiegano gli amministratori bellesi che hanno recepito le principali istanze da
parte degli allevatori e agricoltori del comprensorio del Marmo Platano, ovvero
«l’eradicazione totale o comunque contenimento sostanziale della fauna selvatica
prevedendo un indennizzo al 100% per chi subisce danni da fauna selvatica per tutto il
periodo di crisi; Il miglioramento e potenziamento della viabilità rurale e degli acquedotti
rurali; Gli investimenti infrastrutturali per la costruzione di un bacino di accumulo idrico da
realizzarsi in località “Fiumicello-Martiniglio-Limitoni” in agro di Bella per soddisfare un
grande bisogno di acqua per uso irriguo; L’impiego di una quota parte delle royalties per
affrontare i problemi predominanti nel mondo agricolo e l’applicazione in tutti i Comuni
lucani dell’esenzione Imu e Tari sui fabbricati agricoli, previa approvazione di un
provvedimento governativo che assicuri ai Comuni un ristoro economico corrispondente
alle minori entrate comunali».
Il Comune, presieduto dal Sindaco Leonardo Sabato si è «impegnato a sostenere le
richieste e le iniziative avanzate dagli agricoltori e allevatori del comprensorio del Marmo
Platano al fine di rappresentare le loro legittime preoccupazioni» condividendo l’atto
amministrativo con gli altri Comuni dell’Area Interna del Marmo Platano e trasmettendo
l’Ordine del giorno al Prefetto di Potenza, al Presidente della Regione, all’Assessore
regionale all’Agricoltura, ai Consiglieri regionali, al Presidente della Provincia di Potenza,
ai sindaci dei comuni del Marmo Platano, all’Anci Basilicata, alle Associazioni di Categoria
e Referenti locali e alle rappresentanze sindacali interessate. All’incontro hanno
partecipato molti Sindaci e amministratori dei comuni limitrofi, grande segnale di
condivisione del problema e di presa in carico della richiesta di aiuto dei concittadini.
L’Assessore all’Agricoltura Maria Antonietta Angrisani a Cronache entra nel merito di
alcuni punti citati: «Sul problema dell’acqua potabile, solo in parte risolto coi pozzi di Muro
Lucano, ci sono a disposizione fondi rurali del Fondo sociale europeo e del Fondo per lo
sviluppo rurale, con il supporto della Cia, manderemo l’idea progettuale affinché vengano
per un sopralluogo con geologi e ingegneri idraulici. Per quanto concerne le energie
alternative, in particolare il fotovoltaico -aggiunge Angrisani- va ad incidere sui terreni
coltivabili, togliendoli dall’economia. Infine, avevamo pensato, sempre capendo se sia
fattibile, ad una ridistribuzione seppur parziale, delle royalties che comunque sono dei
Comuni limitrofi».
Angrisani incalza: «Sant’Antonio Casalini di Bella è una zona a massima vocazione
agricola del nostro territorio. Questo appuntamento è stato di grande impatto emotivo e
carico di responsabilità, sia da parte nostra che dei rappresentanti del mondo agricolo,
alcuni dei quali sono intervenuti palesemente commossi. Ci sono stati anche interventi da

parte di giovani allevatori e coltivatori, molti dei quali hanno ereditato le aziende dei propri
genitori e decidono di portare avanti l’attività di famiglia. Si tratta, per quanto concerne
questo territorio, di aziende medio grandi che hanno non meno di un centinaio di capi, con
strutture e stalle all’avanguardia, tecnologie robotizzate e che seguono precisi standard,
anche elevati, per rispondere ad esempio alle normative della Granarolo, che preleva poi il
latte, proprio da qui».
Non è la prima volta che gli amministratori bellesi fanno sintesi, hanno già incontrato
anche i capisquadra dei cacciatori per cercare di arginare il problema dei cinghiali, e si è
tenuto «un incontro preliminare venerdì 23 con i rappresentanti degli agricoltori e degli
allevatori, e nell’ambito poi della riunione abbiamo deciso di stilare il documento condiviso
in seno al Consiglio, ovvero la Delibera, da inviare poi agli organi regionali e provinciali,
concentrandosi sui problemi che l’Amministrazione vorrebbe affrontare presso le sedi
competenti».

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