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CONTRADA LAVANGONE, UNA “DISCARICA A CIELO APERTO” DI FRONTE AL PALAZZETTO ABBANDONATO

Il punto di raccolta pieno di rifiuti ingombranti. Mobili, divani e materassi attendono che qualcuno, tra Acta e Polizia Locale, si accorga di loro

L’ abbandono selvaggio dei rifiuti è con ogni probabilità il problema maggiormente sentito dai potentini. La città è percepita come sporca, la società Acta spa offre un servizio che non soddisfa e che andrebbe rivisto quanto prima a questo però si aggiunge anche il comportamento incivile di alcuni cittadini che non conferiscono come e dove dovrebbero i propri rifiuti. Tanto in città quanto nelle zone periferiche trovano dimora sempre più spesso montagnette di rifiuti di ogni genere e non passa giorno che non si segnali “l’apertura di una nuova discarica”. Sono tanti i punti di raccolta alle porte della città capoluogo di regione prese di mira dai “furbetti della spazzatura”. Buste di rifiuti organici, plastica, carta, rifiuti ingombranti. Preoccupante, a tal proposito, è la situazione di fronte al Palabasento in contrada Lavangone. Il palazzetto dello sport in disuso da anni che il Comune vorrebbe acquisire per riqualificare è un’area ancor più degradata a causa di cartoni, materiali di risulta, divani, mobili, materassi, pneumatici e buste di immondizia che si sono impossessati letteralmente della piazzetta lì davanti. Metri e metri di immondizia abbandonata da chi non rispetta l’ambiente e non rispetta chi in quella contrada ci abita. Quella postazione infatti come tutte le altre dislocate in periferia, è a servizio dei residenti e non degli altri cittadini di Potenza o dei paesi limitrofi. Per i rifiuti ingombranti, inoltre, è a disposizione tutti i giorni il centro di raccolta. Questi episodi che purtroppo sono diventati la normalità, portano alla luce, ancora una volta, la questione della necessità di incrementare i controlli da parte della Polizia Locale e dell’assenza di telecamere di videosorveglianza per “acchiappare” e sanzionare i furbetti. Misure queste più volte annunciate dall’Amministrazione comunale ma non ancora attive dappertutto o quanto meno nei punti maggiormente sensibili.

Rosamaria Mollica

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