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UNA GUERRA A FORMA DI PACE

TACCO&SPILLO

Non sappiamo se alla fine l’abbia levato di mezzo pur di sbarazzarsi del non facile ingombro dei suoi terribili baffetti, ma viste le incombenze di vicinanza stretta fino al correntismo di Roberto Speranza, l’Angelico Chiorazzo avrebbe potuto benissimo dialogare sulla pace più che col rassicurante Marco Tarquinio con l’immarcescibile Massimo D’Alema, vista peraltro la sua nonchalance bifrontista a fare il pacifista e nello stesso tempo l’intermediario di caccia da guerra nientemeno che con il ministero della difesa della Colombia. Ora lasciamo stare la solita iconografia di buttare il religioso in politica, approfittando all’occasione anche del povero Papa Francesco manco fosse un’immaginetta da propaganda elettorale e d’attorniarsi d’una cricca di crociati, belligeranti e scristiani dem che praticano a piacimento morale la guerra a bassa intensità con tattiche machiavelliche e scomuniche d’annesse beatitudini, ma questa curvatura che le anime belle devono riscrivere a loro modo le cose è veramente insopportabile per avere un po’ d’onestà intellettuale e lascia l’amaro in bocca come quando s’assaggia un dolce ormai andato a male. Canta Luca Carboni:“Sembra una guerra a forma di pace…”

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