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LETTIERI MUTO, IL PD PARLA

Oggi l’incontro tra dem e forze alternative al cdx. Falotico: «No Chiorazzo, no primarie»

In una delle recenti puntate del programma “Oltre il Giardino” il conduttore Paride Leporace ha esordito descrivendo la situazione di «stallo» e «palude» in cui versa il Partito Democratico in Basilicata a pochi mesi dalle elezioni regionali. Ospite in studio è Roberto Falotico, consigliere Pd del Comune di Potenza e membro della direzione regionale del Partito, chiamato a fare chiarezza e «a metterci la faccia» a Cronache Tv, come evidezia lo stesso Leporace considerato il silenzio stampa in cui versa in queste ore il Partito Democratico in attesa che ci sia il nuovo incontro (previsto per oggi) tra i dirigenti del centrosinistra lucano e il Movimento 5 Stelle per cercare unità di coalizione sulla scelta del candidato per la presidenza regionale.

IL SILENZIO STAMPA E L’IMPASSE DEL PD

Falotico riferendosi alla situazione di impasse. ne riconosce «la fotografia lampante». Ricorda però che il Pd aveva «iniziato con il piede giusto» con un’assemblea regionale che aveva approvato all’unanimità un documento, presentato dal segretario Giovanni Lettieri, che tracciava le linee guida da seguire. Il documento, spiega Falotico, «innanzitutto si imponeva di tracciare all’interno del nostro partito un esame puntuale sotto il profilo programmatico», prima ancora di discutere di nomi e candidature. Un’analisi quindi delle priorità e delle emergenze della Basilicata, «che viaggia or- mai sull’orlo di un baratro da tempo». Falotico rimarca come il documento servisse al Partito per «autodeterminarsi», indicando in tal senso ai membri del Pd di individuare al proprio interno «una proposta da offrire agli alleati», con- vocandoli a un tavolo di confronto. Il Partito Democratico, «pur non più egemone, resta il partito con maggior titolo per guidare la coalizione di centrosinistra». Almeno con tali considerazioni Falotico auspicava quindi che da quel documento si sviluppasse il dialogo con gli alleati, cosa che però ad oggi non è ancora avvenuta. Si ricorda, infatti, che la direzione Pd aveva indicato Angelo Chiorazzo come candidato presidente, suscitando però la fuga degli alleati. Anche lo stesso segretario regionale Pd Lettieri ha dovuto fare marcia indietro sull’aut aut “Chiorazzo o morte” con cui, specie i pentastellati, hanno ribadito il proprio dissenso.

«QUALCUNO HA SCELTO PER NOI»

Di fatto, «a fronte di un documento ricostruito benissimo» Falotico enfatizza come ci si è «ritrovati di davanti ad uno scenario delineato dal mondo civismo che ha individuato una possibile candidatura» che il Pd avrebbe dovuto quindi condividere e fare sua «senza discuterne con scelte fatte a maggioranza». Ma, come evidenzia lo stesso Falotico, in tal modo «non esiste più il senso di Partito, perché è stata scavalcata la decisione dell’Assemblea». Insomma, incalza Falotico «da qualche parte qualcuno ha scelto per noi» del Pd. Chi? Il membro della direzione regionale del Partito non ha alcuna remora ad affermare asplitamente che «l’imposizione, alla fine, in qualche modo offerta alla direzione veniva dall’ex ministro Roberto Speranza». Una scelta che, a maggior ragione, Falotico afferma di non aver condiviso, «perché questo presumeva che da qualche altra parte questa discussione era stata affrontata».

IL «PARADOSSO» DELLA “LISTA DEI VESCOVI”

Tant’è sul tema del presunto «dissenso politico» che si è mosso tra anime laiche e cattoliche del Pd, Falotico respinge questa visione rimarcando come si possa invece coniugare fede e impegno politico laico. Ammette. però, che «non è concepibile legare così intimamente la sorti di una scelta politica alla Chiesa. E la Chiesa – enfatizza il consigliere comunale alludendo a quella che è stata denominata la “Lista dei Vescovi” – è stata a parer mio sempre distante da una condizione che non gli apparteneva assolutamente». Un «paradosso», insomma, per Falotico «su cui si è forzata eccessivamente la mano». Da tali considerazioni, il membro della direzione regionale del partito dem rilancia quindi la necessità di «ripartire da zero» senza imporre nomi e candidature, cosa che finora ha allontanato possibili alleati come M5S e Italia Viva e di «tracciare dei temi per costruire un programma condiviso con gli alleati».

LE PRIMARIE «NON HANNO PIÙ SENSO»

In merito alla discussione sul tema delle primarie, Falotico è persuaso: «È ovvio che, ad oggi, le primarie non hanno più un senso. Nei tempi che corrono, ci dovrebbero essere dei Partiti con il loro segretari che, riunendosi, siano capaci di offrire il miglior risultato in termini di soluzioni e quindi di nomi da offrire» per una coalizione interna che deve rientrare «nei termini di fatto, sia sui temi del programma e sia sui temi della scelta del candidato presidente». E ancora, ormai a conclusione di puntata Falotico sollecita il segretario Lettieri ad arrivare alla riunione prevista per oggi «con gli strumenti giusti della politica, ché la Politica – enfatizza – quando vuol risolvere sa anche come trovare i metodi giusti. Se questo non lo sa fare la politica, credo che non c’è più nessuna speranza», chiosa Falotico.

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