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CONTE A SPERANZA: “CANDIDATI TU”

Nel centrodestra la difesa ad oltranza di Musacchio aumenta il solco tra il Generale e FdI. L’ex Ministro, fallita la strategia Chiorazzo, terrorizzato da una sua candidatura

La tattica e la strategia in politica sono importanti ma di tatticismi si muore. Lo sta imparando anche Roberto Speranza. L’ex Ministro potentino, noto alle Cronanche per la pessima gestione del Covid, la tattica l’aveva congegnata bene: è andato dalla Schlein convincendola che il Movimento Cinque Stelle avrebbe accettato l’ipotesi della candidatura di Chiorazzo,su questo assioma ha spinto il segretario del PD lucano a forzare la mano e sostenere subito il re delle cooperative. Il diavolo, però, fa le pentole ma non i coperchi e Conte, resosi conto che la base del M5S non avrebbe accettato il nome, ha sospeso e, di fatto, congelato il sostegno del suo partito a Chiorazzo. Intanto sono arrivati i “no” anche di Italia Viva e Azione, dei Socialisti e di altre forze politiche del campo largo nonché i mal di pancia di parte del PD stesso. Il risultato è che, pure in assenza di una alternativa chiara da parte del centrodestra, la candidatura di Chiorazzo appare sempre più isolata.

CANDIDATI TU

Ma i problemi per il Ministro del Covid non sembrano finire qui. Conte, che è uomo pratico, ha invitato Speranza a candidarsi alla Presidenza della Regione. Davanti al suo Ministro, il M5S non potrebbe dire di no e la coalizione sarebbe salva. Tutto sarebbe semplice se non fosse per un piccolissimo particolare: Speranza ha il terrore di misurarsi elettoralmente in Basilicata. Nelle agiografie scritte al suo ingresso al dicastero, qualcuno lo ha addirittura paragonato ad Emilio Colombo dimenticando, però, che il leader della DC è diventato deputato sfidando e battendo un signore che si chiama Francesco Saverio Nitti e consolidando il suo consenso nella sua regione al suono di centinaia di migliaia di preferenze. Speranza, invece, è stato eletto deputato una volta in Toscana, un’altra volta in Campania. Se fosse stato per i voti della Basilicata non avrebbe mai fatto il deputato. Chi lo conosce lo evita o, quanto meno, non lo vota. Ora, però, Speranza è a un bivio, la sua strategia è fallita, alcune voci di dentro dicono che Chiorazzo starebbe per ritirarsi, a lui resta una sola alternativa: accettare la sfida o accettare la sconfitta.

GLI APPARATI DI POTERE A SENSO INVERSO

«Quando all’orizzonte si profila il cambiamento alto si alza il muro degli apparati di potere. La Basilicata dimostra come purtroppo questo detto sia vero», avevano suonato ieri quelli di “Basilicata Bene Comune” che sostengono la candidatura di Chiorazzo. Ma la dimostrazione che la candidatura di Chiorazzo tutt’altro che unisce arriva da un tweet del sempre lucido Margiotta che in quanto ad “apparati di potere” ricorda chi sono i sostenitori della candidatura del Re delle Coop. bianche: «Apparati di potere: un ex Ministro, due parlamentari in carica, tre ex Sottosegretari, sei ex parlamentari, tre ex Presidenti di Regione, il capogruppo regionale, il Segretario regionale… etcetera, etcetera. Intelligenti pauca».

IL CENTRODESTRA LAVORA

Al di là delle dichiarazioni di facciata, intanto, il centrodestra è al lavoro per trovare soluzioni condivise sulle presidenze. A differenza di ciò che accade nel litigioso centrosinistra, l’assemblearismo non va di moda dalle parti del Presidente del Consiglio e dei suoi alleati. La Meloni difende lo schema 3-1-1 per le elezioni regionali, Forza Italia e Lega stanno fermi sul- l’ipotesi della riconferma degli uscenti. Tutti, però, sanno che non è assolutamente immaginabile che Fdi prenda lo stesso numero di Presidenze di quando era quotato al 3/4%. Fratelli d’Italia ha già chiarito che vuole la Presidenza della Regione Basilicata, oltre alla Sardegna e all’Abruzzo, lasciando alla Lega l’Umbria e a For-za Italia il Piemonte, al di là delle smentite di facciata dopo che l’incontro tra Salvini e la Meloni doveva rimanere per ora riservato. Ma che il leader del Carroccio si è fatto scappare con la Tidei che lo pressava per il bis in Umbria. Gli alleati provano a trattare ma la matematica è materia ostica malgrado Tajani e Salvini continui- no a dire il contrario, con il primo che difende a spada tratta Bardi.

MUSACCHIO AFFOSSA BARDI

L’ultima pietra dello scandalo che rischia di distruggere definitivamente il Generale è la difesa ad oltranza che il Presidente sta compiendo nei confronti di Musacchio. Le polemiche innescate sulla nascita di Acqua del Sud Spa fortemente voluta da Lollobrigida, hanno definitivamente chiarito il fastidio che il partito del Presidente prova nei confronti di Musacchio. Agli stati generali di FDI a Potenza, alla presenza del Segretario Regionale Quarto e del Segretario Provinciale Giuzio, il Commissario dell’Eipli Decollanz è stato molto chiaro nelle critiche alla gestione Musacchio. Il Generale, però, ha fatto orecchie da mercante e ancora non si decide ad agire per rimuoverlo dal suo posto malgrado le continue prove di inettitudine amministrativa del Consorzio di Bonifica. Tutto ciò ha ulteriormente allontanato Bardi da Fratelli d’Italia con il Partito del Presidente del Consiglio che resta molto freddo rispetto ad ogni ipotesi di ricandidatura. Tanto più che qualcuno racconta, fonte da verificare, che Musacchio stia lavorando alla costruzione delle liste per Chiorazzo, dato la sua vicinanza amicale e professionale a Patron Macchia, di cui è legale in vari affari (anche commercialmente quasi fallimentari) come il Santavenere. Altra prova ne è quanto si raccontava ieri proprio da queste colonne sugli incarichi che, al limite dell’incompatibilità, Musacchio sta prendendo come avvocato da dagli enti e dagli imprenditori che dovrebbe controllare, vedi i 10.000 € circa che Cariello gli ha affidato col Comune di Scanzano Jonico. Cariello al momento mantiene la tessera della lega ma pare essere tornato a dialogare con gli amici di un tempo del centro sinistra, vedi foto in pagina. La partita è ancora aperta e il centrodestra vincente in ogni sondaggio e con qualsiasi Presidente, aspetta l’ultimo minuto per sciogliere le riserve come ha sempre fatto. Bardi può ancora fare la mossa giusta per una ricandidatura ma il tempo inizia a stringere e deve iniziare a muovere. Rimuovere Musacchio sarebbe un’importante apertura che onestamente non comprendiamo perché non avvenga. Qualcuno a via della Scrofa inizia a chiedersi come mai il Generale è stato sempre così pronto a rimuovere persone vicine a Fdi mentre cincischia rispetto agli uomini che vengono dal centrosinistra. Una domanda che, ancora senza risposte, resta il vero nodo da sciogliere.

Di Massimo Dellapenna

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