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STAZIONE BUS, ALLA CONSEGNA DEL CHIOSCO LA SCOPERTA: FATTO AD ARTE, MA È “ABUSIVO”

Invitalia è fuori, chiavi al Comune di Matera che non sarebbe però il proprietario dell’area: apertura al pubblico rinviata a chissà quando

Il «piccolo volume edilizio» con servizi per viaggiatori e non nel piazzale di via Sturzo adibito a stazione degli autobus, nasconde un grande “papocchio”. A Matera, cambiano le Amministrazioni, ma certe questioni continuano a ripetersi. A titolo esemplificativo e non esaustivo, vicenda analoga, ma con inconsapevoli coprotagonisti alcuni privati, già accaduta in parte con i terreni relativi a particelle della Cava del Sole ed in quel caso ad accorgersene i Forestali. In qualità di soggetto attuatore degli interventi del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”, Invitalia, con ultimo verbale redatto il 21 novembre, ha consegnato il “chioschetto” servizi al Comune. Dopo i ritardi, si è arrivati al 2023 quando un primo rinvio riportava di un termine coincidente con il 30 settembre del 2020, comunque già oltre rispetto al 2019, la sorpresa sorprendente: il «piccolo volume edilizio» sarebbe tecnicamente abusivo. Comune, pertanto, committente dei lavori per la completa realizzazione dell’intervento “Sistema viario Serra Rifusa-Villa Longo-Via Sturzo (Stazione bus)-Via san Pardo”, ma non proprietario dell’area. In via ufficiosa, conferme dallo stesso Ente. Scavando, scavando, è saltato fuori anche l’erroneo sillogismo applicato in origine dal Comune: «Le aree di intervento sono riportate in catasto ai fogli 51, 52, 68, 70 e 159 e sono tutte di conclama- to uso pubblico e quindi nella disponibilità del Comune di Matera, non sussiste, la necessità di avviare procedimenti per l’acquisizione ed o esproprio in tutto o in parte delle aree di intervento». Tuttavia, sembra proprio non essere così. La proprietà, verifiche ufficiali di conferma in corso, in capo all’Ater di Matera. A distanza di pochi mesi, una riproposizione in versione più articolata del pasticcio della scorsa estate occorso con l’allestimento delle giostre in occasione dei festeggiamenti per la festa patronale della Madonna della Bruna. In quel caso, però, la temporaneità facilitò l’agevole risoluzione della vicenda con l’Ater che ufficialmente concesse in uso al Comune di Matera, l’area di sua proprietà in Via Venezia. In questo caso, non parco divertimenti provvisorio, ma interventi per lavori da 700mila euro. Non essendo il proprietario del suolo, il Comune che già si è fatto committente all’insaputa dell’Ater, non può proseguire sulla scia di errati sillogismi e procedere come se nulla fosse a programmare anche la gestione del «piccolo volume edilizio in cui allocare i servizi per i viaggiatori» ubicato nell’area adibita a stazione autobus, con ogni probabilità ricorrendo all’affidimento a privati. Opere Commissionate dal Comune ad Invitalia, oltre alla puntualità dei lavori abbondantemente saltata, scartato l’“impacchettamento” della recinzione che proteggeva il cantiere, anche la sorpresa del manufatto tecnicamente abusivo. Problema di accatastamento da risolvere e apertura al pubblico del “chioschetto” della stazione degli autobus, ultroneamente rinviato a chissà quando.

Di  A. Carponi

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