AttualitàBasilicataBlog

IL MASOCHISMO DI TAFAZZI

Regionali, con polveri bagnate il fuoco amico di Viceconte per indebolire FI alle trattative nazionali

Una coalizione che ha vinto le elezioni regionali e si prepara a ricandidarsi ha il dovere di difendere il presidente in carica. Difenderlo significa dire che si è ben amministrato. Scaricarlo significa prendere atto che qualcosa non è andato bene. La vicenda siciliana, con la sostituzione di Musumeci con Schifani ci ha, però, abituato a comprendere che questo non sempre avviene. Può capitare che, tra una elezione e l’altra, mutino i rapporti di forza tra i partiti all’interno della coalizione e, quindi, si debbano utilizzare pesi e contrappesi tra di loro. Abbiamo visto più volte accadere queste vicende e non ci meraviglia che tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, in considera- zione del differente peso che i partiti hanno rispetto alla tornata elettorale di cinque anni fa, possa avvenire una ridefinizione nell’ambito delle quattro regioni (Piemonte, Abruzzo, Sardegna e Basilicata) al voto in questa tornata elettorale. Riteniamo legittimo che la Lega o Fratelli d’Italia, sulla base di valori in campo e degli equilibri della coalizione mutati, possano chiedere la presidenza della Regione Basilicata. Riteniamo questa richiesta assurda per il buon governo della Giunta Bardi, ma non possiamo sottacerne la legittimità politica.

LE PUGNALATE DI VICECONTE

La genialità della Giallappa’s Band e di Aldo, Giovanni e Giacomo nel 1995 fecero nascere il personaggio di Tafazzi. L’omino interpretato da Giacomo Poretti passava il suo tempo canticchiando e saltellando mentre si colpiva i testicoli con una bottiglia di plastica. Fu l’Unità diretta da Walter Veltroni a farlo diventare un archetipo politico, utilizzato come il modello della sinistra italiana capace di farsi male da sola. Il tafazzismo in Basilicata, invece, abita a destra o, meglio, torna a vivere in Forza Italia che da qualche tempo ha rimesso inspiegabilmente in pista il caro vecchio Guido Viceconte. Noto per caratterizzare ogni sua scelta come causa di qualsiasi sconfitta. Capace di distruggere il “Partito Regione” e di far perdere le elezioni a Gianni Pittella (che fino a quel momento non aveva mai perso) soltanto candidandosi con lui, deve aver deciso di restituire il favore alla coalizione che lo candidò provando con tutte le sue forze a distruggere il centrodestra facendo di tutto per metterlo in condizione di perdere le elezioni regionali prossime. Una fantastica scelta che sta logorando anche Forza Italia. Se, infatti, come detto è politicamente comprensibile anche se elettoralmente inspiegabile, il tentativo degli alleati di ottenere per il proprio Partito la guida della coalizione, è assolutamente un inedito la strategia dello stesso partito del presidente di cambiare cavallo in corsa. Una cosa mai vista che fa sentire tutto il peso della volontà di sconfitta da parte di Guido Viceconte, volontà che viene corroborata da ogni sua azione passata e trova conferma nel- le mosse attuali.

TUTTE LE MOSSE DI VICECONTE

Per quanto neghi ogni ipotesi in tal senso, l’ex uomo forte di Forza Italia ai tempi della sconfitta permanente in Basilicata, ci sta provando con tutte le sue forze ad essere della partita. Il leader di tante sconfitte, nel suo cammino di distruzione, infatti, mette insieme imprenditori e politici, prova a cercare di capire se il suo nome potrebbe essere meno inviso di quello di Bardi agli alleati, si muove nel tentativo di fingere di essere l’unica chiave possibile per un allargamento della coalizione simulando un’esclusiva nel rapporto con Marcello Pittella, sparge veleno contro il Generale all’interno del proprio partito e della coalizione, finge capacità elettorali che non ha mai avuto e non ha mai dimostrato di avere. Insomma, tutto ciò che non si dovrebbe fare e che mai si è visto fare all’interno del partito che dovrebbe difendere il presidente in carica dello stesso partito.

QUOUSQUE TANDEM ABUTERE PATIENTIA NOSTRA

Non ci meraviglia la scelta strategica sbagliata da parte di Viceconte, non ci meraviglia neanche la sua capacità di distruzione di qualsiasi cosa possa essere anche lontanamente vincente. Ha dimostrato questo talento in tutta la sua attività politica. Quello che ci meraviglia è che esista ancora qualcuno nel centrodestra che gli dia retta. Dagli anni ’90 alle scorse elezioni è stato l’unico e pieno dominus della coalizione, il centrodestra ha giocato soltanto per perdere. Uscito da Forza Italia, il centrodestra ha vinto al Comune, due volte le politiche e alle elezioni regionali. Anche soltanto per scaramanzia e per la legge del- la statistica è una forma di tafazzismo tardivo dargli ascolto. Il nostro auspicio è che i giochi romani si concludano in fretta. Che i tre partiti definiscano subito i candidati di Piemonte, Sardegna, Abruzzo e Basilicata e ci diano il candidato presidente. Pur ritenendo chiaramente la candidatura di Bardi come quella più autorevole e logicamente più fon- data, comprendiamo le ragioni della politica e non facciamo finta che non esistano. Quello che troviamo francamente intollerabile è un centrodestra che ancora si affidi a chi è stato capace soltanto di essere un costruttore di macerie ovunque sia andato. Francamente che si possa anche soltanto immaginare di distruggere tutto quanto costruito fino ad ora per dare la soddisfazione all’ex sottosegretario di guidare il centrodestra alla sconfitta assicurandosi una poltroncina da capo dell’opposizione, è quando di peggio possiamo immaginare. Quanto, in realtà, credevamo di non dover mai più neanche ipotizzare nella peggiore delle ipotesi.

Di Massimo Dellapenna

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti