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GIUSEPPE DI LEO NON È PIÙ CON NOI

CIAO GIUSEPPE : Sit tibi terra levis

CIAO GIUSEPPE : Sit tibi terra levis  

Avvocato DONATELLO GENOVESE :

“Sono senza parole! Eri, oltre che un valente imprenditore, una persona buona, disponibile, religiosa, generosa, altruista e caritatevole. Riposa in pace, caro Giuseppe Di Leo, amico mio. Una preghiera per te! 😢🙏💐”

Una delle tante iniziative benefiche del compianto imprenditore Giuseppe Di Leo, attraverso la quale l’ho conosciuto, che ha dato e dà accoglienza a tante persone sfortunate:

Casa don Tonino Bello per la Città di Potenza nasce il 9 dicembre 2015 con l’obiettivo di dare un luogo agli invisibili, a quanti non hanno alcun altro posto dove andare.

La Casa don Tonino Bello assume il nome dell’incredibile nostro fratello nella Fede, instancabile operatore della carità, è un luogo di ricostruzione degli uomini nel quale ad essere protagonisti non sono soltanto gli accolti, quanto proprio i tanti volontari che sperimentano nell’altro il desiderio di vita piena e vera.

A ciascuno di loro è assicurato tutto quanto necessario per potersi ricostruire un futuro di dignità, serenità e gioia; innumerevoli, a volte persino incredibili, le storie vissute, pressoché tutte con un minimo denominatore comune: l’abbandono. Abbandonati da un sistema economico egoista, abbandonati da famiglie disintegrate, abbandonati da un mondo diviso tra i ricchi ed i poveri, abbandonati dalle istituzioni, anche pubbliche, sempre più lontane, abbandonati da una società che fa finta di non vedere, che si gira dall’altra parte.

Tanti gli italiani, tanti i migranti fuggiti dalle persecuzioni, a volte semplicemente dalla fame e da un futuro che non c’è; tutti accolti con amore e senza distinzione alcuna, fratelli cristiani, piuttosto che mussulmani o di altro credo, tutti insieme per fare comunità, per ricostruire il proprio essere.

Assicuriamo a ciascuno di loro un progetto di risocializzazione, per quanto possibile adeguato alle loro possibilità e speranze, nonché ogni assistenza materiale, anche per le esigenze di salute, piuttosto che nella incredibile quotidiana lotta con la burocrazia.

Un edificio scolastico totalmente ristrutturato, grazie alla Divina Provvidenza e all’aiuto di tanti volontari e benefattori che nel silenzio hanno reso possibile il concretizzarsi di un sogno per i nostri fratelli e sorelle nel bisogno.

La Casa gode di una ampia area di socializzazione, di una importante cucina del tutto attrezzata, di diciotto posti letto, sette bagni, lavanderia e locali di deposito, oltre che di due ambienti per le attività scolastiche e, dulcis in fundo, una Cappella nella quale potersi raccogliere in preghiera”.

Casa Don Tonino Bello

La Dottoressa MARIA CARMELA PADULA ricorda GIUSEPPE DI LEO 

“Sei stato la massima espressione della serendipità, il più bell’incontro serendipico della mia vita: quando ho messo piede nella tua azienda come cliente, mai avrei pensato che avrei portato a casa un amico.
Non un amico comune, ma un amico speciale del quale potrei dire tanto. Nessuna parola, nessun aggettivo sarebbe sufficiente, in quanto eri troppo. Troppo umile, troppo delicato, troppo grande nel lavoro, nella fede, nell’amore per la famiglia, nel dare all’altro. Avevi per me troppo affetto e troppa stima, mi manifestavi costantemente entusiasmo, amore e gratitudine per la vita, senza pari e senza sconti.
Tra un caffè e l’altro, tra un momento familiare e l’altro, tra un messaggio e l’altro, sei stato un modello per me, fonte costante di ispirazione, di “ricarica” e di gioia, persino nei lunghi momenti di prova che hai vissuto nell’ultima fase della tua vita.
Spero di averti trasmesso, con le parole e con gli abbracci, quanto sono grata alla vita e a Dio per il dono di averti incontrato e di aver vissuto in questi anni la tua presenza e la tua amicizia, in una meravigliosa reciprocità, nonostante vivevi a 10X.
Non ti auguro buon viaggio perché sei già da Dio: sei arrivato in un attimo, veloce com’eri in tutto, ma soprattutto in virtù delle innumerevoli opere di carità che hai compiuto quaggiù e sono convinta che sei stato strappato da questa terra così presto (tu che di vite ne meritavi due) perché servivi Lassù.
Pertanto concludo con quel “Ti voglio bene” che continuerò a scrivere e a leggere, in maniera immaginaria, in ogni nostro messaggio settimanale.”


Giuseppe Di Leo

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