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POLITICHE SOCIALI IN BASILICATA, L’ACI: «DALLA REGIONE INTERVENTI TAMPONE»

L’allarme dei vertici regionali dell’Alleanza delle cooperative italiane: «Welfare in stato comatoso, necessarie iniziative urgenti»

I presidenti delle tre centrali cooperative dell’Alleanza delle Cooperativa Italiane Basilicata, Giuseppe Crocco per la Agci, Giuseppe Bruno, per la Confcooperative, Innocenzo Guidotti, per la Lega delle Cooperative insieme con il Presidente di Federsolidarietà e coordinatore dell’Alleanza delle Cooperative Sociali Basilicata Michele Plati, manifestano la loro profonda preoccupazione sullo stato comatoso in cui versano le Politiche Sociali di Basilicata. «È di qualche giorno fa l’allarme sollevato dai Sindacati e dai Sindaci sulla situazione in cui versa la Programmazione delle risorse relative al Welfare di Basilicata: nubi fosche si addensano sul futuro dei servizi socio-assistenziali e sanitari lucani», affermano i presidenti che elencano diverse le criticità. La prima. «Dopo l’impegno dello scorso dicembre dell’Assessore regionale Fanelli di varare, entro il 30 giugno, norme certe sugli accreditamenti nel settore socio-sanitario e socio-assistenziale, ad oggi non è stato fatto assolutamente nulla (se non interventi tampone che nulla hanno di sistematico) – affermano -: gli operatori sono stati lasciati soli, in balia dei controlli e di meccanismi vessatori che nulla hanno a che fare con la certezza del diritto. Eppure basterebbe poco: ai manuali autorizzativi di cui alle DGR 194 e 1208 del 2017 e successive proroghe, dovrebbe seguire, l’avvio del percorso di accreditamento che per le strutture socio sanitarie troverebbe applicazione nella DGR 170 del 2020, che peraltro non necessita di approfondimenti ulteriori ma solo di applicazione, mentre andrebbe redatto ed approvato il manuale di accreditamento per le strutture socio assistenziali ed educative». Secondo punto rilevato dai tre presidenti «l’annosa ed ormai non più procrastinabile problematicità delle tariffazioni minime per le prestazioni erogate, applicate dagli enti del terzo settore e che si occupano della gestione di servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, che nella maggior parte dei casi non sono aggiornate alla qualità e quantità dei servizi realmente offerti né tanto- meno riviste a seguito degli interventi di adeguamento ai requisiti minimi previsti dalla normativa attuale. Nello specifico per alcune tipologie di ser- vizio già esistenti, attivi e provvisoriamente accreditati sul territorio regionale, non è mai stata definita una specifica tariffazione sebbene la DGR 1190/2011 avesse previsto di definire entro sei mesi dalla data di approvazione del documento, il sistema delle tariffe minime delle prestazioni erogate dai servizi accreditati. A detta disposizione nulla è seguito». Infine, i presidenti sottolineano la questione legata alla «delibera 1218 del 2017 e la legge 28 del 2000 sono del tutto scollegate e scoordinate e l’inerzia nell’affrontare la questione sta di fatto uccidendo il sistema dei servizio socio-sanitari, aggiungendo confusione a confusione senza che nella sostanza nessuno faccia nulla». «La cooperazione tutta – concludono – e quella sociale in particolare, da sempre svolge un ruolo importante di coesione sociale e di interprete del bene comune, che nel caso dei servizi socio assistenziali e sanitari intercetta il bisogno dei più deboli e fragili per i quali vanno ri- pensati i servizi socio assistenziali e sanitari in un’ottica di prossimità e di comunità ed organizzati secondo nuovi paradigmi. Per tale motivo l’Alleanza delle cooperative di Basilicata, invoca a gran voce l’istituzione, immediatamente dopo la pausa estiva, di un tavolo tecnico regionale operativo e permanente su sanità e politiche socio assistenziali nel quale istituzioni, forze politiche, organizzazioni imprenditoriali e sindacali comprendano che occorre un nuovo patto tra pubblico e privato per il welfare lucano».

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