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LE COMUNITÀ ENERGETICHE AFFASCINANO LA BASILICATA: CASTELMEZZANO UN MODELLO

L’assessore regionale all’Ambiente Latronico e il sindaco Valluzzi fanno il punto sul progetto innovativo

Le comunità energetiche Rinnovabili rappresentano la nuova frontiera dell’efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile e passa anche dai piccoli comuni. Una sfida allettante che in Basilicata ha un vero e proprio modello: quello di Castelmezzano dove si lavora ad un progetto che prevede la realizzazione di una comunità energetica di 1 mega watt a trazione pubblica al servizio del territorio. Ad “Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto da Paride Leporace parleranno di Comunità energetiche rinnovabili l’assessore regionale all’Ambiente Cosimo Latronico e il sindaco di Castelmezzano Nicola Valluzzi. «La condizione generale in cui ci troviamo porta ad una transizione ecologica e ad un rafforzamento della produzione da fonti rinnovabili. In un piccolo borgo che consuma annualmente 2 milioni kilowattora di energia elettrica attraverso un’operazione come la nostra si abbatterebbero circa 300 tonnellate annue equivalenti di CO2. Se noi lavorassimo su un doppio binario: produzione da fonti rinnovabili insieme ad una forte spinta della formazione dei nostri consumatori e quindi famiglie e imprese, noi potremo arrivare ad una elettrificazione dei consumi che si approviggioni dal vento, sole e acqua. Noi vogliamo assumere una autosufficienza energetica nella produzione da fonti rinnovabili sul nostro territorio e perseguire questo obiettivo attraverso la conciliazione con la tutela dell’ambiente tout court e quindi il paesaggio che rappresenta per noi una fonte di ricchezza» afferma il sindaco di Castelmezzano Nicola Valluzzi. Un progetto questo che la Regione Basilicata guarda con molto interesse. «Le Comunità energetiche sono una grande innovazione. La comunità che si mette insieme per rispondere al suo fabbisogno energetico e diventa, non solo consumatore, ma anche produttore. Questa possibilità non era scontata fino a poco tempo fa. Con questa normativa europea si possono costituire liberamente le comunità energetiche che possono produrre energia e poi scambiarsela. Altro aspetto positivo è che all’interno della comunità ci possono essere le famiglie ma anche le attività commerciali. Per cui, un’abitazione vuota, con il suo tetto, può diventa- re produttore di energia e scambiarla con un commerciante o artigiano. Quindi è un’idea rivoluzionaria che noi guardiamo con l’interesse che ha un quadro normativo in via di definizione» afferma l’assessore Latronico. Le Comunità energetiche possono dare nuovo impulso alle realtà locali che si aggregano e producono energia per soddisfare il proprio fabbisogno ma anche per combattere la povertà energetica, abbattere i costi delle bollette e aiutare l’ambiente. Ma andando più nel concreto a Castelmezzano si procederà con lo studio di fattibilità: «Lo studio di fattibilità esclude l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti ed è questo l’elemento caratterizzante del nostro progetto. Ed è per questo che è diventato il progetto bandiera dei Borchi più belli d’Italia con una partner ship molto qualificata dal Kyoto Club, Legambiente ed EnelX che con noi ha iniziato una collaborazione che ha portato già alla realizzazione dell’unico impianto su tetto che, è stato possibile realizzare in un comune assoggettato a vincolo paesagistico e a tutti i vincoli ambientali». «Noi puntiamo a realizzare – continua il sindaco Valluzzi – un impianto fotovoltaico a terra nell’unica area del territorio non utilizzata da decenni a 7 km dal centro abitato, è l’area artigianale, che costruisce questo scambio virtuale con il centro storico, con le 350 famiglie e le 60, 70 attività artigianali ricettive e ristorative. Quindi lo studio di fattibilità ci indirizzerà alla diffusione e alla promozione di fonti rinnovabili per produrre energia. Il secondo punto è la manifestazione di interesse, noi indiremo un bando entro l’estate, al quale tutti i cittadini, tutte le famiglie e le imprese del territorio potranno aderire in qualità di soci consumatori, che entreranno in maniera libera e aperta a far parte di questa comunità energetica, ne potranno uscire quando vorranno e assumeranno l’impegno di consumare in maniera con- testuale alla produzione da fonte solare l’energia che in quel preciso contesto, in quel preciso istante, viene prodotta. Questo meccanismo genera in maniera virtuosa, un incentivo che contribuisce a redistribuire sia utili ai soci attraverso la riduzione della bolletta energetica, e a combattere la povertà energetica delle fasce più deboli. Dopo la manifestazione di interesse si costituisce la comunità energetica, si definisce il regolamento che nel nostro caso riguardderà il consumo e i benefici derivanti da questo consumo virtuoso». E per la tempistica di attivazione il sindaco Valluzzi ricorda che tutto dipenderà dai tempi di promulgazione dei regolamenti. La Basilicata punta molto sull’energia rinnovabile ma è anche il più grande hub continentale di petrolio e quindi di fossile, una contraddizione che l’assessore all’Ambiente Latronico spiega: «Noi abbiamo una situazione singolare perché siamo la regione che dà di più in termini di fossile sia per petrolio, che per gas e per l’olio in generale al nostro Paese. Siamo il giacimento più grande, ci sono delle concessioni, abbiamo provato a rinegoziare le risorse, anche con un discreto successo. Per il gas abbiamo ottenuto 200 milioni di metri cubi di gas con cui stiamo finanziando la transizione energetica, perché buona parte di queste risorse ci servono per finanziare la costruzione di risposta energetica da fonti rinnovabili alle famiglie, e speriamo di arrivare anche all’impresa, quindi un grande piano di transizione energetica finanziato con le risorse del fossero, questa è una bella contraddizione ma oggi la Basilicata è una regione bandiera perché il suo fabbisogno energetico totalizzato e già largamente coperto dalla energia prodotta da fonti rinnovabili, quindi si può dire che noi i nostri compiti rispetto agli obiettivi del 2030 li avremmo già assolti ma noi continuiamo ad investire nelle fonti rinnovabili»

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