AttualitàBasilicataBlog

AL “CASO” HA SEMPRE CORRELATO IL CRITERIO DEL “RISOLVERE”, DELLA RESPONSABILITÀ CIVICA

La circostanza che fa riflettere: la pioggia fa rinviare a sabato la Manifestazione contro l’Autonomia differenziata ma ha però favorito l’attenzione sugli ex Rmi e Tis

Talvolta il “caso” incide sulle scelte e dunque sulle decisioni politiche! Allo scadere del primo turno della L. 285/76, i 900 giovani che, assunti temporaneamente, avrebbero dovuto lasciar posto ad altri 1.200, si raccolsero a protestare sotto la sede della Giunta regionale, nella piazzetta ora intestata a Carmelo Azzarà. Essendo piccola e raccolta, apparve talmente gremita da “impressionare” ed orientare una trattativa dalla quale uscirono vincenti quasi 2.300 giovani. I quali, con appositi corsi di formazione (“chiave” importante per l’occupazione),sono poi risultati preziosi per reggere-negli anni Comuni, Provincie, la Regione stessa. La trattativa s’impose dunque per l’emozione suscitata dall’aggregazione! Altro “caso” per il recente accordo con i lavoratori forestali, che hanno ottenuto finalmente le 180 giornate e, con esse, la Cassa integrazione per il resto dell’anno. Anche questa soluzione ha avuto il suo “ca- so” d’origine (in realtà il presupposto necessario) in una scelta della prima metà degli anni ’80, quando, in Commissione regionale per l’impiego, si decise di confermare nell’apposita Lista soltanto chi aveva svolto la mansione per non meno di 50 giorni in 5 anni. Da una maggiore serietà conseguì il ridimensionamento a 6 mila circa delle ben 13 mila unità; le quali, con il tempo, sono giunte alle 4 mila odierne, infine compatibili con le disponibilità economiche. Anche qui, il “caso”, ha dunque incentivato la soluzione? Di nuovo lunedì 17 è stato un “caso” che, con la pioggia, si rinviasse a sabato la Manifestazione contro l’Autonomia differenziata e che risultasse maggiore l’attenzione ai Lavoratori con Reddito Minimo di Inserimento e dei Tirocini di Inclusione sociale, rimasti soli, appunto sotto la pioggia battente, in uno spazio tanto vasto da non con- sentire la sensazione della moltitudine. La circostanza ha tuttavia invitato alla riflessione: su questa periferia che ha tolto identità alle manifestazioni e sull’architettura dell’attuale Palazzo che non aiuta (come in tutti gli Stati democratici) l’incontro almeno visivo tra Gente e Governanti; e sull’indifferenza che obbliga le Rappresentanze ad esprimersi non con l’Entità del numero ma con quella umana e sociale della nostra cultura secolare. Ed ecco quella tenda, che diffonde la sensazione tristissima di simbolo di un rapporto degradato tra l’Istituzione e la sua Società, del disagio di coloro che sono costretti ad utilizzarla, ma anche e soprattutto dell’ arcigna indifferenza del Palazzo: una Rocca “biturrita”,che s’ostenta imperiosa come a voler intimidire la sua Plebe. Molto dolore! Un misto di disperazione che continua a sperare ..anche attraverso l’immagine degli ombrelli che s’accalcano intorno ad un tentativo di rivendicazione: ma anch’essa senz’ascolto o attenzione di Eletti, su lunghezza d’onda come ignota alla Fortezza!! E chi sono questi? In quale strano rito sono impegnati? E perché mai son proprio qui? Ma si tratta dei lavoratori impegnati in lavori socialmente utili come per an- ni i forestali; con la sola differenza di settore: questi negli Uffici pubblici (scuole, tribunali, Comuni) proprio come i giovani di fine anni ’70 (che infine si rivelarono una “fortuna”, reggendo la barca anche nei momenti difficili). Ora, invece, dovrebbero arrivare momenti migliori perché siamo dinnanzi al Pnrr ed al rilancio degli Enti locali e di Uffici che già lamentano ulteriori necessità di personale! Siamo alla vigilia della rete territoriale per la Sanità, che, già da sola, avrà grande bisogno di personale ausiliario; e non sarà facile reperirne e prepararne entro i tempi disponibili! Dunque, perché non tentare di cogliere “i due piccioni”? Non si potrebbe riprodurre l’esperienza dei Forestali e, nei limiti del possibile, dei circa 3 mila della 285? Ovviamente, c’è bisogno di un grande e complesso e faticoso lavoro per individuare competenze, le corrispondenze tra mansioni svolte e quelle possibili … anche rispetto alle Zone.. e dunque interventi formativi di raccordo ed avvicinamento ai fabbisogni: la F.P.è strumento tanto efficace e flessibile quanto ricco di finanziamenti Eu. Al limite, e per casi, affidandosi al sistema cooperativo, ma alla condizione che le prestazioni non conoscano interruzioni, come dai due esempi: perchè in questa materia niente è stato finora impossibile alla Regione Basilicata, mai Essa indifferente ed altezzosa come ll’Architettura attuale. Al “caso” ha sempre correlato il criterio del “risolvere”, della responsabilità civica ed istituzionale, del non lasciare la “Gente in mezzo alla strada”, come raccomanda la nostra Tradizione Sicché, non si è trattato soltanto di “caso” ma soprattutto di un criterio, di un principio culturale ben radicata! Ed anche per equità che la Fortezza potrebbe-dovrebbe aprirsi e liberare anzitutto se stessa- e la sua dignità- da quella tenda che mortifica l’intero Territorio…, la bandiera impudica- ad un tempo- e della sofferenza di 1800 famiglie e di un’onta indelebile per gli Eletti nel Palazzo!! Se il “caso” incide sulle scelte, tocca però alla Coscienza ed Buona Politi- ca esser fedeli ai criteri sempre adottati! E dunque di la- vorare sodo per costruire le soluzioni eque e coerenti con la Tradizione.

Di Nicola Savino

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti