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3 OMICIDI IN ROMA : LA SVOLTA

La svolta alle indagini sul triplice omicidio di Roma sarebbe legata anche ad alcune testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine nelle ultime ore. In particolare gli elementi forniti da due cittadini cubani e una terza persona avrebbero indirizzato l’attività investigativa sull’uomo

Una supertestimone agli inquirenti: 

“Mi ha detto di aver ucciso tre donne”

“La situazione è sotto stretto controllo e riteniamo di poter affermare che la collettività possa tornare ad essere più tranquilla perché altri fatti collegati a questi tragici avvenuti non ci saranno” 

ha commentato in una nota il questore di Roma, Mario Della Cioppa, impossibilitato a dire di più alla luce delle norme “bavaglio” approvate lo scorso anno.

Mario Della Cioppa ~ Questore di Roma
”Siamo estremamente soddisfatti per il lavoro che sta portando avanti la Squadra Mobile e la Polizia scientifica, in sinergia informativa con l’Arma dei carabinieri, seguendo le indicazioni della Procura della Repubblica”

ma per i dettagli che riguardano lo stato delle indagini

“dobbiamo confrontarci con il procuratore Lo Voi con il quale siamo costantemente in contatto per doveroso rispetto verso chi ha la direzione delle stesse e verso il lavoro che sta conducendo il pm titolare, insieme al capo della Squadra Mobile”

#ègiustoinformare
COMPLIMENTI CONGRATULAZIONI A TUTTI GLI INVESTIGATORI
🔴 Giandavide De Pau chi è il presunto killer delle prostitute di Roma: è l’ex autista del boss Michele Senese‼️

🔹Il 51enne è stato l’autista di Michele Senese, boss della camorra ed ex leader del narcotraffico nella Capitale

🔹È Giandavide De Pau l’uomo sospettato dell’omicidio giovedì di tre donne a Roma, nel quartiere Prati. Il 51enne è ben noto alla giustizia: è stato infatti l’autista di Michele Senese, boss della camorra ed ex capo del narcottraffico nella Capitale.

🔹A dicembre 2020 “’O pazzo” – questo il soprannome del boss – è stato arrestato insieme ad altre 27 persone (4 ai domiciliari) nell’operazione “Alba Tulipano” di carabinieri e Direzione distrettuale antimafia.

🔴 Chi è Giandavide De Pau❓
De Pau risultò essere tra i più fidati collaboratori di #Senese insieme al guardaspalle #MaurizioCannone

🔹Entrambi erano particolarmente attivi nel settore del narcotraffico gestendo un’area che spaziava fra i quartieri Tiburtino San Basilio e nella città di Tivoli

🔹Inoltre, sempre per conto del cartello Senese, De Pau e Cannone hanno avuto un ruolo nel sostentamento economico della famiglia, ma anche nel mantenimento delle relazioni con esponenti di altre organizzazioni criminali e nel recupero crediti con modalità estorsive.

🔹Si ritiene inoltre che De Pau fu il mandante della gambizzazione di un uomo nel 2015:
l’agguato, nel quartiere di Primavalle, per un debito di droga

🔹“È Giandavide De Pau l’uomo sospettato di essere il killer di Roma”

ha precedenti per droga e violenza e legami con la camorra

La svolta alle indagini sul triplice omicidio di Roma sarebbe legata anche ad alcune testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine nelle ultime ore. In particolare gli elementi forniti da due cittadini cubani e una terza persona avrebbero indirizzato l’attività investigativa sull’uomo

Ha precedenti per droga, armi, violenza sessuale, lesioni, ricettazione, violazione di domicilio e due ricoveri psichiatrici, l’uomo sospettato di essere il killer delle tre donne accoltellate giovedì nel quartiere di Prati a Roma. Giandavide De Pau, 51 anni, è legato al clan Senese.
L’uomo, che sarebbe l’autista del boss Michele Senese detto o’ pazzo, è sotto interrogatorio negli uffici della Questura.
È stato individuato questa mattina in zona Primavalle: aveva ancora addosso vestiti macchiati di sangue. Potrebbe avere agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La svolta alle indagini sul triplice omicidio di Roma sarebbe legata anche ad alcune testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine nelle ultime ore. In particolare gli elementi forniti da due cittadini cubani e una terza persona avrebbero indirizzato l’attività investigativa sull’uomo. Il suo come era comparso nell’inchiesta “Mondo di mezzo” perché aveva accompagnato Senese a un incontro con Massimo Carminati

(leggi l’articolo del 2014 di Marco Lillo).

Mafia Capitale, Carminati-Senese.
La lite in diretta dei “Re di Roma”

Le telecamere dei Ros hanno ripreso un incontro tra i due boss in un bar:

“Si trasformava in una discussione accesa; i due gesticolavano l’un l’altro in modo minaccioso”

L’indagine Mafia Capitale si conferma meglio di un film. I due boss della città si incontrano anche nelle fiction per regolare i loro conti ma quasi mai capita di vederli in tv litigare come due bulli da strada. Talvolta la realtà supera la fiction, come nella foto in alto con Massimo Carminati che inveisce contro Michele Senese il 30 aprile durante la lite. Talvolta i due piani si confondono. Per esempio al bar “da Franco” in via Silvano a Roma dove sono ambientate le scene della fiction ‘Romanzo criminale’. Come sempre la location di un film di successo diventa meta di un pellegrinaggio spontaneo dei fan alla ricerca del brivido. Su Yahoo answers si legge: “Lavoro da poco tempo all’Eur… qualcuno sa se il Bar da Franco reso celebre nella serie di Romanzo Criminale, esiste davvero?… se sì dove?”. Risponde Marco: “‘Il bar da Franco’ non si trova alla Magliana ma nel quartiere Pietralata, in via Silvano 15”.

L’appuntamento sul set della serie tv. Giusto. Il punto è che da Franco il 12 novembre del 2013 non c’era il ‘Nero’ della fiction ma quello vero. Lo scoprono con sorpresa i carabinieri del Ros. Alle 16 e 25, annotano gli uomini guidati dal generale Mario Parente, “Carminati a bordo della Mercedes Smart, di colore grigio, targata ER… si fermava e parcheggiava in via Silvano. Scendeva e restava in attesa davanti al Bar da Franco”. Il boss aspetta una ventina di minuti e alle 16 e 46 “Salvatore Buzzi e Alessandra Garrone (moglie del ras della cooperativa rossa, ndr) scendevano dall’auto e andavano incontro a Massimo Carminati. Quest’ultimo salutava Alessandra e poi tutti e tre accedevano all’interno del Bar Franco” dove si trattenevano un quarto d’ora. Nell’annotazione anche i carabinieri non possono fare a meno di annotare la sfrontatezza: “In questo esercizio pubblico veniva girata la serie televisiva Romanzo Criminale”.

La fotografia pubblicata sopra invece non fa parte di un romanzo ma di un’informativa. Anche se è perfetta per un film.
La sceneggiatura è questa: il settimanale L’espresso pubblica a dicembre del 2012 una copertina dal titolo ‘I quattro re di Roma’. In realtà nel pezzo l’inviato Lirio Abbate chiarisce che il vero re di Roma è Massimo Carminati e che l’unico al suo livello è Michele Senese, detto ‘o pazzo’.
Due mesi dopo, il 23 gennaio 2013, i carabinieri, dopo la scarcerazione di Michele Senese, sentono Carminati che commenta con il suo braccio destro Riccardo Brugia: “So’ contento che è uscito Michelino”. Passano pochi mesi e i due re di Roma si incontrano.

L’appuntamento è preceduto da lunghi e complessi preparativi. Prima Carminati incontra Angelo Senese, fratello di Michele, in largo Messico ai Parioli, il 22 aprile. Una settimana dopo è l’autista di Senese che va a incontrare Carminati nell’area di servizio di Corso Francia. Poi c’è una telefonata con gli uffici del fratello e un altro incontro con l’autista. Finalmente alle 12 del 30 aprile i carabinieri seguono Massimo Carminati e filmano minuto per minuto il vertice tra i due ‘Re di Roma’.

Prima di descrivere l’incontro il comandante del reparto anticrimine del Ros Stefano Russo nella sua informativa spiega i protagonisti. Come riferito dallo stesso (boss pentito, ndr) Carmine Alfieri in un’udienza del 2000 “in sostanza, Senese giunse a Roma in qualità di organo operativo della Nuova Famiglia (…) già a partire dai primi anni 80, divenne il punto di riferimento del clan nella Capitale (…) una delle ultime importazioni di consistente valore di sostanza stupefacente, di cui si abbia prova, che vedeva coinvolto il gruppo delinquenziale facente capo a Senese Michele, era avvenuta verso la metà del 2008”.

Senese arriva all’incontro accompagnato dall’autista Giandavide De Pau, mentre Carminati è solo. Secondo il Ros “che all’incontro Carminati non avesse ritenuto opportuno far partecipare propri sodali, non faceva altro che rafforzare l’idea che l’uomo fosse ben conscio del potere espresso dalla propria organizzazione (tanto da non temere un incontro vis a vis con Senese) e che avesse intenzione di relazionarsi con il proprio equivalente”. Da pari a pari quindi. Alle 12 del 30 aprile Carminati entra nel bar “La Piazzetta” in largo Melegari, zona Fleming, Roma nord, territorio di Carminati. Alle 12:46 arrivava una Toyota IQ “condotta da De Pau con a bordo Senese”.

Il summit è amichevole ma poi gli animi si scaldano. Il Ros filma e resoconta: “I tre soggetti accedevano all’interno del bar La Piazzetta e si sedevano a un tavolo sotto la veranda. Alle ore 13:21 si alzavano e proseguivano a dialogare lungo la strada. (…) la conversazione, inizialmente molto cordiale tra i due, dopo qualche minuto si movimentava al punto che il Carminati e il Senese apparivano palesemente contrariati e iniziavano a inveire l’uno nei confronti dell’altro”.

Scrive il Ros: “Al termine l’incontro si trasformava in una discussione accesa; personale di questo Reparto Anticrimine, infatti, appurava che, sia il Senese sia il Carminati apparivano molto contrariati e gesticolavano l’uno in direzione dell’altro in modo minaccioso”. A questo punto interviene l’uomo di Senese. “Tanto che, in un secondo momento ai due si avvicinava anche l’autista e factotum De Pau rimasto in disparte durante le prime fasi della controversia che prendeva parte alla discussione”. Alla fine i due boss si lasciavano “in maniera brusca”. Per non far saltare le indagini i Carabinieri non si sono avvicinati. Negli atti non c’è traccia delle ragioni della lite. Lo scopriremo alla prossima puntata di Romanzo Criminale, quello vero.

da il Fatto Quotidiano del 9 dicembre 2014

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“La situazione è sotto stretto controllo e riteniamo di poter affermare che la collettività possa tornare ad essere più tranquilla perché altri fatti collegati a questi tragici avvenuti non ci saranno”

ha commentato in una nota il questore di Roma, Mario Della Cioppa, impossibilitato a dire di più alla luce delle norme “bavaglio” approvate lo scorso anno.
“Siamo estremamente soddisfatti per il lavoro che sta portando avanti la Squadra Mobile e la Polizia scientifica, in sinergia informativa con l’Arma dei carabinieri, seguendo le indicazioni della Procura della Repubblica”, ma per i dettagli che riguardano lo stato delle indagini “dobbiamo confrontarci con il procuratore Lo Voi con il quale siamo costantemente in contatto per doveroso rispetto verso chi ha la direzione delle stesse e verso il lavoro che sta conducendo il pm titolare, insieme al capo della Squadra Mobile”.

Le vittime erano tre prostitute, due cinesi e una colombiana, uccise nelle loro abitazioni, a poche centinaia di metri di distanza, in via Riboty e in via Durazzo

Secondo quanto accertato il primo omicidio è avvenuto in via Durazzo, nelle primissime ore della mattina di giovedì. Martha Castano Torres, colombiana di 65 anni, è stata uccisa nel corso di un rapporto sessuale con una arma da taglio simile a uno stiletto.


La donna è stata colpita più volte al torace ed è morta riversa sul letto. Dopo essersi allontanato con l’arma dal sottoscala al civico 38, è la ricostruzione degli investigatori, l’assassino ha raggiunto poi via Riboty 28, un percorso di circa 850 metri, circa 10 minuti a piedi molti meno, circa 4, con l’auto o un motorino. Lì l’uomo ha raggiunto una delle due donne cinesi nell’appartamento al primo piano: si è appartato per avere un rapporto sessuale durante il quale l’ha aggredita. Sentendo il trambusto e forse le grida d’aiuto la seconda donna presente nell’abitazione è intervenuta per bloccarlo ma il killer l’ha accoltellata a morte. In quel frangente l’altra ragazza, completamente nuda, ha tentato una fuga ma è stata raggiunta sul pianerottolo e colpita.


#tolleranzazero
#sapevatelo2022

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