Le Cronache Lucane

STORIE D’AMORE E RIVOLUZIONE

Dino De Angelis racconta la lettera di una madre alla figlia in arrivo



Non ci sono soltanto lettere di uomini e donne famosi.

Le lettere vengono ancora scritte ogni giorno, certo meno di una volta, ma qualcuno ancora usa carta e penna e scrive con il cuore in mano ad una persona che gli sta a cuore per comunicargli, per iscritto, un certo sentimento.

In genere le lettere sono riservate a momenti importanti della vita delle persone. Spesso rappresentano un bilancio, fanno il punto della situazione oppure preannunciano qualcosa che deve succedere e questo qualcosa non ha assolutamente nulla di ordinario, o di scontato.

Uno di questi casi è una nascita. Sovente le madri scrivono una lettera ai figli che stanno per arrivare, una lettera che poi conservano per un domani, quando quel figlio – quella figlia – sarà abbastanza grande da leggere ciò che la madre pensava qualche ora prima che una nuova vita venisse al mondo.

È un modo per fermare il tempo e i suoi pensieri in un certo momento. Un momento particolarmente importante nella vita di ciascuna persona di questo mondo: il momento in cui si sta per diventare genitore.

E ecco allora questa lettera di una madre per la figlia in arrivo. Questa donna, non famosa, non conosciuta, ci ha colpito per la sua umanità e per il contenuto che in quel momento voleva trasmettere. È una lettera piena di umanità, di pathos e di avvertenza sul mondo che aspetta questa bimba in arrivo.

Figlia mia,
all’inizio ho davvero sperato che tu fossi un maschietto perché ero (e sono ancora) convinta che la vita di un uomo sia semplicemente 
più facile. É più facile anzitutto vivere senza essere preda degli ormoni per tutta la vita, inoltre non dovrai dimostrare sempre che sei anche intelligente, e tuttavia dovrai essere costantemente bella, magra, simpatica, divertente.

Non ti potrai permettere di essere migliore di un uomo in nessun campo: dallo sport al lavoro, dalla cucina al giornalismo.
Questo mondo é un mondo di uomini, comandato dagli uomini per gli uomini, sebbene in tanti Paesi le donne abbiamo conquistato tanti importanti diritti (non di legge, quelli in Italia ci sono, parlo di diritti acquisiti e riconosciuti dalla società).
Se ti commuoverai ed avrai un cuore buono, sincero ed onesto, ti etichetteranno come una femminuccia romantica e “frignona”, mentre se sarai ligia al dovere e razionale sarai etichettata come “stronza”.
Speravo fossi un maschietto perché avrei voluto risparmiarti tutte le volte in cui un uomo, sentendosi inferiore, ha cercato di prevaricarmi.
Ma poi sei arrivata tu: una femminuccia. E non ti cambierei per nulla al mondo: so che dovrai farti valere tutta la vita, ma avrai la forza di farlo, quella forza immensa che ogni donna ha dentro di sé e che ci fa superare delusioni, incidenti di percorso, lutti e dolori.
Ti auguro di lottare sempre per affermare tutto quello che sei e quanto vali, perché ad un certo punto della tua vita troverai il senso del tuo essere donna: dare la luce della vita ad un altro essere umano ed essere pronta a donare la tua vita per lui ogni singolo giorno.
É questo il senso, mia piccola donna.

Tua madre

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