AttualitàBasilicata

ALL’ASP IL COCCO DI STOPAZZOLO

Come previsto da Cronache, continua l’invasione: il neo direttore amministrativo pescato dall’elenco della Toscana


Il Dg veneto nomina il collega che stava con lui all’Ulss di Vicenza: lucani ancora una volta umiliati


Alla dogana, l’ex finanziere Bardi si gira dall’altro lato e così Stopazzolo importa Cocco dal Veneto. Per riflesso d’emanazione, l’operazione “delucanizzazione” della Sanità regionale, tanto cara al presidente Vito Bardi, attualmente su 4 Dg soltanto uno è autoctono, com’era prevedibile, continua a coinvolgere anche, nel complesso, le strutture apicali delle varie Aziende sanitarie della Basilicata.

Nel frattempo, com’è noto, i lucani s’adeguano e fuggono. Come fatto, per esempio e in settimana, da Maria Mariani che è stata nominata, dal commissario straordinario Ilario Lazzaro, direttore amministrativo dell’Asp di Catanzaro ha un nuovo direttore amministrativo. Sul dettaglio della chiusura ai lucani, altri elementi risultano più che indicativi e corroboranti la tesi. Di questo sassolino lanciano, nel finale verrà mostrata anche la mano.

Ad ogni modo, a rinnovare codici e ritualità del “venghino signori venghino”, il Direttore Generale dell’Azienda sanitaria locale di Potenza (Asp), l’italo-vicentino Giampaolo Stopazzolo. Nominato dal presidente della Regione Bardi il 13 gennaio scorso, Stopazzolo ha sottoscritto il contratto il 17 dello stesso mese e, adesso, dopo un mese di riflessioni, ha proceduto alle nomine del Direttore sanitario e del Direttore amministrativo dell’Asp.

Nel primo caso, confermato nel ruolo che ha ricoperto già sotto la direzione dell’ex Dg Bochicchio, l’avellinese, è di Sant’Andrea di Conza, Luigi D’Angola. Stopazzolo sembra come quegli allenatori che pur riuscendo nel salto di categoria e assunti in una squadra più competitiva di quella che allenavano, dalla precedente si portano dietro alcuni giocatori non idonei ai nuovi obiettivi di traguardi importanti, ma buoni per placare in qualche modo l’ansia da prestazione del mister, che ha reagito alla nuova sfida rifugiandosi nelle vecchie sicurezze non più valide.

Stopazzolo, che ha un passato nella Sanità militare da Sottotenente medico, era responsabile dell’infermeria con astanteria, è stato prelevato da Bardi dall’Ulss 8 Berica dove svolgeva l’incarico di Direttore dei Servizi socio- sanitari dell’Azienda ospedaliera.

ALL’ASP IL VENETO RADDOPPIA

Col salto di qualità a Dg, proprio all’Ulss 8 Berica ha continuato a rivolgere lo sguardo per completare la sua rosa all’Asp. Il Dg Asp ha evitato di citare espressamente il riferimento alla comune Unità locale socio sanitaria (Ulss), preferendo ricordare, nel conferimento d’incarico, che la persona scelta ha prestato servizio, in comando, presso la «Segreteria regionale della Sanità della Regione del Veneto».

Veneto-Bardi-Basilicata: per diverse vie, il triangolo puntualmente compare sulle frequenze lucane. La sua prima apparizione, al termine della campagna elettorale per le regionali del 2019: il maggior contributo che Bardi ha incassato da terzi è stato quello di 15mila euro ricevuto dalla Midi Partecipazioni Spa, con sede a Cerea in provincia di Verona. In ogni caso, mettendo da parte la digressione storica, il Dg Stopazzolo ha bypassato l’elenco regionali degli idonei a ricoprire la carica, puntando direttamente a quello della Regione Toscana.

Tra gli oltre 100 della lista, con casualità non verosimile, ha scelto proprio lui: Stefano Cocco. Come da scheda toscana: dirigente avvocato, amministrazione Azienda Ulss 8 Berica-Vicenza. Già che c’era, dallo stesso elenco della Regione Toscana, e sempre dalla lettera c, ha pescato pure, in realtà già lo aveva in organico all’Asp, Giacomo Chiarelli: a lui ha conferito l’incarico di direzione del Dipartimento amministrativo.

ELENCHI LUCANI: IL BLOCCO

In conclusione, la mano oltre al sassolino sulla chiusura ai lucani.

La Giunta Bardi aveva la possibilità di «arricchire» gli elenchi lucani degli idonei all’incarico di Direttore sanitario e amministrativo, con «nuove professionalità sia sanitarie che amministrative», ma non l’ha fatto. Attuamente e nel complesso, sommando i 2 elenchi citati, sono inserite quasi 30 persone, ma i numeri non sono neanche reali perchè figurano nomi sicuramente non disponibili per l’incarico.

Per comprendere l’affaire elenchi, punto di partenza il seguente inizio. La stessa Giunta regionale ha, a suo tempo, dato mandato all’Irccs Crob di organizzare e gestire il corso di formazione manageriale per Direttori generali, sanitari ed amministrative delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario della Regione Basilicata, e il Crob lo ha fatto tanto che, al termine del corso stesso, i relativi attestati li ha già da mesi consegnati ai diretti interessati.

Mancava e manca, da mesi, un solo passaggio. L’esecutivo Bardi deve approvare l’Avviso pubblico per l’aggiornamento dell’elenco regionale degli aspiranti all’incarico di direttore amministrativo e di direttore sanitario di Aziende ed Enti del Sistema sanitario lucano, offrendo così agli eventuali nuovi ingressi freschi dell’attestato del Crob, di avanzare la richiesta di inserimento.

Dovrebbe, ma, circostanza che appare, casualmente o causalmente, comunque strana, ancora non finalizza l’iter procedurale. A voce, dal centrodestra, lo slogan “prima i lucani”, nei fatti, invece, colonia Basilicata: dal Veneto, arriva il Cocco di Stopazzolo.


 

Ferdinando Moliterni

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