E’ un presepe particolare che si rifà alla vecchia tradizione di tanti decenni fa quando non esistevano le statuine già pronte ma ogni abitante della natività doveva essere costruito a mano. Così nel terzo millennio nasce ad Avigliano, in una casa di riposo, il presepe fatto con bottiglie di plastiche e materiale di riciclo: si creano i personaggi- tutti al femminile- ma anche gli abiti sempre con vecchi pezzi di stoffa, vecchi berretti di lana che gli ospiti del centro hanno lavorato o modificato con le proprie mani.
Un lavoro certosino nato dalla passione ma anche dalla devozione e certamente dallo spirito di iniziativa di chi, magari ricordando i vecchi giochi d’infanzia, è riuscito a riprodurre un numero ben consistente di personaggi che popolano il suggestivo presepe. Che non è certamente piccolo, ma nasce sulle misure di un gazebo. La particolarità è che, come dicevamo, è tutto al femminile e rappresenta gli antichi mestieri. Perché la donna, da sempre, è fulcro della famiglia e simbolicamente lo è anche di questa rappresentazione in cui inevitabilmente San Giuseppe e il bambinello, sono contornati dall’amore materno.
Un modo unico e rappresentativo per ricordare alla comunità civile l’importante ruolo degli anziani che rappresentano un bagaglio culturale ed un enorme patrimonio immateriale che non hanno eguali.
