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«IL TIME TO DIE DEL CENSORE BUSCIOLANO: BARDI ORA VENGA IN CONSIGLIO A RIFERIRE»

Sul caso Stabile, attacco a tutto tondo di Braia: «Gestione patronale e dittatoriale della cosa pubblica»


«Dire la verità, per Busciolano vuol dire censura». All’indomani della revoca, a Roberto Stabile, dell’incarico di presidente della Lucania film commission, così ha esordito il capogruppo consiliare di Italia viva in Regione, Luca Braia. Il duo presidente della Regione e capo di Gabinetto, Bardi-Busciolano, non condivideva alcune “idee” di Stabile che, però, appaiono del tutto condivisibili. Tra queste, quella contenuta nel “Piano attività 2021” della Lucana film commission, consegnato a via Verrastro già nel gennaio scorso: «Vorremmo rendere la fondazione una struttura di servizio, agile ed efficace, per le produzioni che attireremo, ed erogare servizi di prim’ordine spendendo noi sul territorio i fondi destinati al supporto delle produzioni, e non distribuire denaro come un bancomat». Peggio ancora, ma solo per Bardi e Busciolano, quando poi Stabile, nel novembre scorso, ha pubblicamente sottolineato alla stampa nazionale che «il lavoro della Regione è gestito da una maggioranza poco coesa e per questo particolarmente rallentato ». Per queste affermazioni, “defenestrato” da un CdA convocato d’urgenza per le «valutazioni sulle dichiarazioni rese pubblicamente dal dottor Roberto Stabile». L’assurdo che col centrodestra regionale diventa realtà.

I MODI BULGARI DEL CENSORE BUSCIOLANO

«Senza presidente del Consiglio generale di LFC, infatti – ha spiegato il consigliere regionale Luca Braia -, Busciolano presiede in maniera praticamente bulgara autoconvocando il CdA e autoapprovando la sua mozione. Via Stabile con il benestare, a meno di smentite, del Sindaco e dei componenti del direttivo e tutto per una lunga dichiarazione fatta dallo stesso su Repubblica sullo stato del cinema in Basilicata? Dopo 30 mesi si annulla praticamente un’agenzia che è stata in grado negli ultimi dieci anni di far diventare la Basilicata dal nulla, terra di cinema riconosciuta dal mondo».

«Le più grandi produzioni mondiali, è noto – ha evidenziato Braia -, hanno scelto Matera e la Basilicata per una bellezza riscoperta ma anche per la vivacità che la Lucana Film Commission ha dimostrato nelle variegate attività con cui ha sicuramente contribuito a far nascere e crescere un settore, oggi diventato realtà e capace di produrre centinaia di posti di lavoro anche per le maestranze locali, oltre che di generare promozione territoriale con ritorni straordinari e inimmaginabili solo qualche tempo fa, se pensiamo a quanti turisti hanno portato a Matera le sole produzioni di Wonder Woman, Sorelle, Imma Tataranni, James Bond e No Time to Die ecc. per non andare a ritroso fino a Pasolini, a Ben Hur, a The Passion».

«Attendiamo per martedì prossimo in Consiglio Regionale – ha rimarcato il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva -. una relazione del Presidente per chiarire tutta questa situazione e comprendere dove siano finiti gli annunci e le promesse sull’industria dell’audiovisivo e sul futuro del comparto. Il tema non è più quanti turisti attraiamo o quante produzioni riusciamo a convogliare in regione – prosegue Luca Braia – ma le opportunità che il cinema e l’audiovisivo trovino qui un centro nevralgico e un polo produttivo.

Potremmo e lo abbiamo dimostrato, fornire alla cinematografia tutta, servizi di primo ordine e fondi specifici se non ci perdessimo tra le rivalità campanilistiche e nei vari inghippi gestionali sia a livello regionale che a livello cittadino, per Matera città dove anche all’Amministrazione comunale è richiesto impegno e risorse per la location principale e innegabile che è la città dei Sassi ».

PRIMA NON GLI DANNO I FONDI, POI LO CACCIANO

«In 30 mesi di governo regionale, invece – ha specificato Braia -, la triste realtà è che si è immobilizzato amministrativamente il Consiglio Direttivo del Presidente Paride Leporace e fatto in modo di renderlo impossibilitato a operare senza bilanci approvati per 2 anni consecutivi. Ora sono riusciti ad immobilizzare anche il Presidente Roberto Stabile, da loro eletto tra l’altro, un anno fa e oggi, apprendiamo, revocato dall’incarico solo per aver detto la verità in merito alla situazione critica di Lfc su una testata nazionale. Un epilogo sconcertante, ancora una volta generato da una gestione patronale e dittatoriale della cosa pubblica, in disprezzo dell’autonomia e delle professionalità coinvolte che provano solo a difendersi dicendo la sacrosanta verità in una intervista. I rapporti conflittuali nella maggioranza e le paranoie territoriali portano sempre più a un immobilismo amministrativo e contabile».

DA LEPORACE A STABILE: CON BARDI, LA TRISTE STORIA DELLA LFC

«Come accadde con Leporace, nemmeno adesso – ha lamentato Braia -si riesce a mettere la Lfc in condizioni di operare neppure con Stabile che è stato nominato e indicato direttamente da Lucia Bergonzoni della Lega, venuto gratuitamente a operate in Basilicata. Il censore Busciolano praticamente lo licenzia, senza neanche il rispetto delle regole democratiche a cui seguiranno certamente ricorsi legali insieme, questo è peggio, a una ulteriore perdita di dignità, di risorse economiche e soprattutto opportunità per la nostra terra di Basilicata ». «La produzione Rai della fiction tv Imma Tataranni – ha denunciato Braia – attende ancora di essere pagata, pur avendo platealmente portato su Matera e per la nostra Basilicata oltre 5 milioni di telespettatori a puntata e relativa ricaduta sul territorio lucano alla scoperta dei luoghi dove sono ambientate le storie. Il rischio è che la produzione, delusa e ignorata da chi, per la Regione Basilicata, dovrebbe occuparsene, possa magari fare in futuro scelte diverse di location e trasferire il seguito altrove, a beneficio di chi saprà riconoscere e valorizzare cinema e tv.

Abbiamo tutta una serie di campani atterrati in Basilicata e forse per loro il problema appare inesistente non conoscendo e amando questa terra nella sua interezza, non vivendo le nostre realtà. Forse non sanno che per conquistare questo grande spazio di opportunità attraverso il cinema ci son voluti anni, tempo, dedizione, impegno, promozione e sinergie istituzionali. Tutto questo viene consapevolmente sprecato dal Presidente Bardi, dalla sua maggioranza di centro destra e dal “colonnello” Busciolano, diventato ormai l’onnipotente che tutto sa e tutto può e tutto governa». «La Basilicata- ha concluso il capogruppo consiliare di Italia viva in Regione, Luca Braia – è terra di cinema ma soprattutto libera, civile e democratica. Non ha bisogno né di colonizzatori, né di censori. Il Presidente Bardi e la sua maggiorana intervengano di conseguenza sulla questione, altrimenti saranno stati, evidentemente, complici dell’accaduto»


 

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