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TUTTI GLI UOMINI DEL CSX PRESTATI AL CDX

La mancata discontinuità di Bardi: dalla Regione agli Enti nei posti di comando tutto cambia per non cambiare

DI MASSIMO DELLAPENNA


Non c’è giorno che il Presidente Generale della Regione Basilicata eletto a furor di popolo nel 2019 asfaltando il centrosinistra padrone incontrastato della Regione dal 1995, non recluti nel suo esercito dirigenti del centrosinistra, pronti a cambiar divisa per trenta danari. Cronache Lucane sin dall’inizio del nuovo corso a trazione napoletana segnalò ai lucani gli uomini dell’apparato burocratico, vale a dire quelli che contano, cresciuti e pasciuti nell’“ovile”, politicamente inteso, del centrosinistra di Bubbico, Folino, De Filippo e Pittella, e passati a servire Bardi, Rosa e Cupparo, tanto per citare gli amministratori che più fanno rumore. Si cominciò con Antonio Bernardo, defilippiano prima e pittelliano dopo, come uomo di punta dell’assessore Cupparo che per un pelo non conquistò la Direzione generale del Dipartimento Attività produttive, dopo essere stato il dominus nell’era Pittella dei fondi comunitari.

Quello cioè che su disposizione dell’allora Presidente, distribuiva a destra e a manca milioni di euro dei fondi strutturali. Grazie alla battaglia di Cronache Lucane e alla vergogna che provarono gli uomini del nuovo corso, Antonio Bernardo venne dirottato ad un ruolo di comprimario della Direzione generale dell’assessorato di Cupparo affidata alla moglie di un ex consigliere regionale del centrosinistra. Ancora l’immarcescibile Domenico Tripaldi, ex sindaco di centrosinistra del comune di Avigliano, ex Direttore generale del dipartimento regionale Sanità, ex direttore generale del Consiglio regionale e attuale direttore generale di Bardi alla Programmazione e finanze.

L’elenco continua con l’ex fedelissimo del governatore Pittella, Giuseppe Musacchio, già Commissario del Consorzio di bonifica, passato armi e bagagli con il governatore Bardi e difeso al oltranza dalla Lega del senatore Pepe. Stessa cosa vale per l’amministratore unico di Acquedotto Lucano, ex direttore generale dell’assessorato alle attività produttive durante il governo Pittella e sicuramente uomo di lunga militanza nell’area del centrosinistra. Non sfigura di certo Liliana Santoro, passata dalla Direzione generale dell’assessorato alla formazione sin dal governo Defilippo, con Vincenzo Viti assessore, per transitare all’assessorato alle infrastrutture sempre come direttore generale guidato prima da Nicola Benedetto e poi da Carmine Castegrande, entrambi assessori del governo Pittella.

Oggi la Santoro guida la potente Direzione generale della Stazione unica appaltante della regione, per intenderci la struttura che decide milioni di euro di appalti da assegnare. Forse l’ultima riforma organizzativa di portare la gestione degli appalti sotto la presidenza della Giunta regionale amministrata da un gruppo di esperti napoletani è il primo ravvedimento del Presidente Generale che ha capito come su postazioni strategiche ci vogliono uomini di fiducia.

Nelle aziende sanitarie all’Asl dominano a Potenza incontrastati il duo Bochicchio-Pedota, entrambi pittelliani a 24 carati. Al San Carlo, Giuseppe Spera, che non ha bisogno di presentazioni, Foliniano da sempre sinanche nel Dna, divenuto tutto ad un tratto, uomo di punta del Presidente Generale Bardi, con a fianco l’ex direttore amministrativo dell’Arpab ai tempi di Edmondo Iannicelli e il direttore sanitario Angela Bellettieri, ex direttore sanitario ai tempi di Attilio Nunziata. Tra le uniche 2 nomine fatte dalla Giunta Bardi, c’è quella del Direttore generale dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture, Gerardo di Martino, affiancato però da 2 uomini di provata fede di centrosinistra, Antonio Colasurdo, direttore sanitario, e Gianvito Amendola, direttore amministrativo.

L’altra nomina, invece, è quella ultima del Commissario dell’Asm di Matera, Sabrina Pulvirenti, proveniente da Roma, dove però ci sono lotte per la nomina del direttore amministrativo e sanitario per individuare sempre uomini di provenienza centrosinistra. Insomma si potrebbe andare oltre per spiegare ai lucani che hanno votato il centrodestra e si trovano ai posti di comando quasi tutti uomini del centrosinistra e quando questi non si trovano, ecco i napoletani pronti ad occupare le caselle vuote per carenza di figure da pescare nel centrosinistra.

Sono in molti nel centrodestra ad essere demoralizzati e delusi per aver votato l’alternativa alla vecchia coalizione di centrosinistra quando invece nulla è cambiato… anzi molto è peggiorato. È il caso di dire: “Pensavo fosse amore invece è un calesse”.

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