Le Cronache Lucane

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO E COVID19

«In ogni Istituto dev’essere garantita la presenza di un Dirigente in grado di presidiare ogni giorno a garanzia della sicurezza»


I Sindaci Leonardo Sabato del Comune di Bella, Antonio Murano di Barile, Antonio Giancristiano di Brienza, Antonio Massari di Corleto Perticara, Fausto De Maria di Latronico,  Sabino Altobello di Lavello, Antonio Rizzo di Viggianello, Nicola Massimo Morea di Irsina, Enrico Mascia di Policoro, Vincenzo Carbone di Tricarico, Salvatore Cosma di Tursi, ed il Presidente della Provincia di Matera Piero Marrese, coordinati da Vito Leone, Presidente del Consiglio Comunale di Bella, scrivono all’Assessore regionale Francesco Cupparo, preoccupati per il “dimensionamento scolastico al tempo del Covid 19” scrivono le loro motivazioni e chiedono oltre ad un incontro, «di applicare la deroga al mantenimento dell’Istituzione scolastica come per l’anno 2019/2020 e non applicare il sottodimensionamento per gli istituti che per l’anno scolastico 2020/2021 andranno in reggenza».

La scuola sta vivendo, come tutto il nostro Paese, un momento di particolare difficoltà; l’emergenza del Covid-19 ci impone di trovare nuovi modelli di rapporti sociali, lavorativi e anche scolastici.

In questo mutato scenario, «il ruolo del Dirigente Scolastico diviene fondamentale per promuovere e favorire la massima creatività organizzativo-didattico-pedagogica per scelte innovative. Tutti dovranno essere coinvolti, comprese le strutture periferiche degli enti locali e delle associazioni che svolgono sostegno educativo extrascolastico nel territorio, specie in zone particolarmente a rischio, dove la collaborazione di tutta la comunità risulta determinante -incalzano le istituzioni- Ciò sarà particolarmente necessario con la ripresa nel prossimo anno scolastico, se si dovranno garantire condizioni di sicurezza che dovranno ridurre il numero di alunni presenti contemporaneamente negli edifici scolastici. Se si guarda dal punto di vista della Dirigenza, occorre definire quali sono le “funzioni da presidiare”: quella amministrativo-gestionale, quella dei rapporti con il territorio o quella educativo-didattica. Non si può escludere nessuna, ma allora la dimensione dell’Istituto va riferita alle concrete possibilità di presidiarle tutte».

In sostanza la questione del dimensionamento in questa particolare congiuntura di emergenza e straordinarietà -spiegano ancora- «non solo va sottratta alle esigenze di carattere economico (la spesa per le Dirigenze e le Segreterie) pur importante, ma va inserita in un discorso più complesso e delicato da collegare ad un progetto speciale e a tempo. Sarà un ritorno auspicato ma non facile. E sarà condizionato dai livelli di sicurezza previsti per quei mesi dalla scienza epidemiologica. Pre-condizione di qualsiasi attività sono gli standard essenziali di garanzie da prevedere per tutti gli operatori (tamponi, mascherine se necessarie, spazi e tempi ecc). Si rende quindi necessaria una forte presenza territoriale di forme nuove di governance tra scuola, ente locale, servizi del territorio. In ogni istituto scolastico deve essere sempre garantita la presenza di un Dirigente Scolastico in grado di presidiare quotidianamente le attività che vi si svolgono a garanzia della salute e della sicurezza della popolazione scolastica. D’altronde, tra i suoi compiti, spetterà al dirigente scolastico fornire indicazioni alle operazioni di entrata e di uscita degli alunni, che venga rispettata la distanza di sicurezza, l’accesso ai servizi igienici con le dovute attenzioni anche per gli studenti diversamente abili. In questa prospettiva appare improponibile gestire questa eccessiva complessità determinatasi anche dall’attuale emergenza, ricorrendo all’istituto della Reggenza per le scuole cosiddette “sottodimensionate”. In questa fase, infatti, il DS reggente difficilmente potrebbe assolvere pienamente ai suoi compiti gestionali ed organizzativi, né nella sua scuola di titolarità, né tantomeno nella scuola affidatagli in reggenza. Anche questa è una novità significativa. Lasciare la scuola senza una dirigenza stabile e continua, sarebbe un vulnus che pagherebbero soprattutto i bambini e le loro famiglie.

 

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