Eventi e Cultura

COLLEZIONE DORIA A MELFI

Dipinti splendidi nel museo diocesano di piazza Duomo

Tappa fondamentale per il turista di Melfi è il magnifico museo diocesano dove si possono ammirare 15 tele appartenenti ad una collezione della famiglia Doria che diviene titolare del principato di Melfi nel dicembre del 1531 a seguito della donazione fatta dall’imperatore Carlo V all’ammiraglio genovese Andrea Doria per l’apporto determinante e fornito dalle sue navi nella guerra tra Francia e Spagna. I Doria hanno detenuto il possesso del vasto feudo, esteso dal Monte Vulture al fiume Ofanto, fino al 1806 anno di abolizione della feudalità mantenendo poi interessi economici su questi possedimenti fino all’attuazione della riforma agraria del 1953.  Le serie di 15 tele rappresentano un nucleo di opere di soggetto sacro che costituiscono, oltre al telero raffigurante lo stato di Melfi, soggetti di caccia e l’intero corpo della raccolta melfitana.  Le cacce sono state attribuite nel 1981 dalla studiosa Anna Grelle a Carlo Ruther, pittore di Danzica attivo tra l’Abruzzo e Roma dove molto probabilmente lavoro’ sul finire del 1600 al seguito del cardinale Benedetto Pamphili mecenate di vari artisti. Nelle schede di catalogo Isabella La Selva inserisce questi dipinti nell’ambito della produzione pittorica di matrice fiamminga con espliciti riferimenti all’opera di Franz Snjders attivo in Italia a Milano a Roma e a Napoli sulla base di raffronti stilistici con alcune tele dell’artista presenti nella pinacoteca di Bologna.

Nel gruppo delle 15 tele con soggetto di caccia si possono distinguere due nuclei differenti stilisticamente tra loro e appartenenti ad ambiti culturali diversi. Il nucleo più consistente omogeneo sia culturalmente che cronologicamente comprende cinque dipinti raffiguranti tre scene di caccia al cinghiale una caccia al cervo. Le tele sono caratterizzate da una pennellata materica e vibrante che contribuisce a determinare un’ambientazione vivacemente naturalistica. Per il visitatore di Melfi, il museo diocesano in piazza Duomo rappresenta una tappa culturale da non perdere.

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