ELICOTTERO MILITARE ITALIANO PRECIPITA: 4 MORTI E 11 FERITI
Un elicottero militare italiano, CH 47 Chinook, impegnato nell’ambito dell’operazione europea Eufor Althea è precipitato ieri pomeriggio in Bosnia-Erzegovina.
Si contano 4 morti e 11 feriti, tutti italiani.
Tra le vittime anche civili. L’incidente è avvenuto nel villaggio di Gorice, nel Comune di Brčko, nella zona nord del Paese ai confini con la Serbia.
Restano da chiarire le cause dello schianto. Il comando della missione a Sarajevo ha annunciato un’inchiesta. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha rassicurato «che nessuno tra i feriti versa in pericolo di vita» e che «è stato disposto l’invio di un’equipe medica italiana per garantire il massimo supporto».
Parole di cordoglio da parte della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani. Vicinanza anche da esponenti dell’opposizione.
«L’Europa è in piena solidarietà con l’Italia in questo momento difficile», queste, invece, le parole di Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue agli Affari Esteri.
L’incidente è avvenuto intorno alle ore 16 durante «un’operazione di routine», come confermato da Eufor.
A darne la notizia per primo il Ministero della Difesa italiana, rassicurando sulla tempestività dei soccorsi.
A fornire il bilancio provvisorio delle vittime, all’Ansa di Sarajevo, il sindaco della cittadina Sinisa Milic: «ci sono 3 persone morte e 12 ferite».
«Tutte sono state trasportate nell’ospedale di Brcko. Il personale medico è in stato di allerta». Poi, si è appreso della morte di un’altra persona.
A bordo del velivolo vi erano in tutto 15 persone.
Tra i quattro militari deceduti, secondo quanto comunicato dalla Difesa «due appartenenti all’Esercito italiano e due al Corpo militare della Croce Rossa italiana».
Secondo le prime testimonianze della gente del posto e del primo cittadino «l’elicottero ha iniziato a ruotare su se stesso prima di perdere quota e precipitare al suolo, per fortuna in una zona disabitata, riversando un’enorme quantità di cherosene».
Le immagini diffuse mostrano il velivolo spezzato in diversi punti.
Sul luogo sono intervenute le squadre di soccorso che hanno trasportato i feriti nel centro ospedaliero della cittadina verso le altre strutture per le cure necessarie.
La missione Eufor fornisce supporto e addestramento ai militari bosniaci ed è diretta dal generale Maurizio Fronda.
È stata avviata nel dicembre 2004 su mandato delle Nazioni Unite, a seguito delle guerre civili della ex Jugoslavia, con l’obiettivo di garantire stabilità e sicurezza al Paese.
Il contingente schierato sul campo si avvale di oltre mille militari impegnati sia nell’addestramento delle truppe locali per avvicinarle agli standard della NATO e sia nelle operazioni di sicurezza del territorio.
In un messaggio sui social è arrivato il cordoglio della premier Meloni e del ministro Tajani.
«La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di Eufor in Bosnia-Erzegovina – ha scritto la premier – è motivo di profondo dolore.
Il mio pensiero va alle vittime, alle loro fami- glie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia.
A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del governo italiano».
«Una terribile disgrazia che scuote il cuore di tutti gli italiani, sono vicino alle nostre forze armate», queste le parole su X di Tajani, che ha fatto sapere che il ministero degli Esteri fornirà tutto il supporto necessario.
Vicinanza anche dalla Segretaria dem Elly Schlein: «esprimo il mio profondo dolore e quello di tutto il Pd per la morte dei 4 militari italiani nel drammatico incidente e vicinanza ai militari feriti e a tutte le Forze armate per questa tragedia».
«Il personale di Eufor serve ogni giorno per sostenere la pace e la stabilità in Bosnia-Erzegovina, il loro lavoro rimane vitale», ha evidenziato nel suo messaggio Kaja Kallas, aggiungendo che «l’Ue resta in stretto contatto con il comandante della missione e i rappresentanti dell’Unione sul campo».
Lucia Stefania Manco

