«PRIORITÁ: RICOSTRUIRE IL PD»
La candidatura alla segreteria regionale del Partito Democratico, il rinnovamento generazionale e soprattutto una scelta politica precisa: dedicare tutte le proprie energie alla ricostruzione del Pd lucano, senza ambizioni personali per le prossime elezioni politiche.
Sono alcuni dei temi affrontati da Carlo Rutigliano, ospite di Paride Leporace nella trasmissione di Cronache Tv, Oltre il Giardino, dopo l’annuncio della sua candidatura alla guida del partito in Basilicata.
Un passaggio dell’intervista ha riguardato proprio il suo futuro politico. Alla domanda sull’eventualità di una candidatura al Parlamento, Rutigliano ha risposto senza esitazioni: «Io mi candido a fare il segretario del Partito Democratico perché penso che questo sia un lavoro a tempo pieno.
Ricostruire una comunità, costruire una coalizione, portarla alla vittoria è un lavoro che chiede tutte le energie di cui una persona dispone».
E ha aggiunto, chiarendo definitivamente la sua posizione: «Assolutamente no, non sono tra i nomi papabili».
Una scelta che ha ribadito con fermezza: «Il mio impegno è guidare il Pd e portarlo a vincere le elezioni».
La mozione con cui si presenta al congresso si chiama Buonvento, un augurio rivolto a un partito che, dopo anni di commissariamenti e difficoltà, deve «riprendere il largo».
Tre le priorità indicate: ricostruire una comunità politica forte e radicata, investire sulle giovani generazioni e preparare il ritorno del centrosinistra al governo della Basilicata.
Proprio ai giovani Rutigliano dedica una parte centrale del suo progetto, richiamando le questioni demografica, dello sviluppo e della coesione territoriale.
«Siamo la generazione più formata di sempre, il problema è mettere a frutto queste competenze», ha osservato, sottolineando la necessità di creare condizioni affinché i giovani possano restare in Basilicata o tornare dopo aver maturato esperienze altrove.
Nel confronto con l’altro candidato, Piero Lacorazza, Rutigliano ha auspicato unità e collaborazione, anche dopo il congresso: «Mi aspetto più che una contrapposizione un aiuto».
Spazio anche al ruolo delle donne, alle alleanze del centrosinistra e alla necessità di recuperare le esperienze della precedente classe dirigente attraverso un «patto tra generazioni, non uno scontro generazionale».
In chiusura, il candidato ha rilanciato l’obiettivo della sua proposta: «Mi candido a ricostruire il Partito Democratico per portarlo a vincere le elezioni regionali».
E il suo augurio finale è racchiuso proprio nel nome della mozione: «È il momento di dire buon vento al Partito Democratico e alla Basilicata».
POTENZA DEDICA SETTE VIE AI PROTAGONISTI DELLA CULTURA DEL NOVECENTO
Sette personalità della cultura del Novecento, sette storie da riscoprire e tramandare alle nuove generazioni.
Potenza rende omaggio a Giulio Stolfi, Giuseppe A. Leone, Mauro Masi, Maria Padula, Michele Parrella, Vito Riviello e Beppe Salvia, dedicando loro nuove intitolazioni toponomastiche.
Dell’iniziativa e del valore della memoria ha parlato l’assessore comunale alla Cultura, Roberto Falotico, ospite di Paride Leporace su Cronache Tv.
L’intervista si è aperta nel ricordo di Giampiero Iudicello, scomparso poche ore prima della manifestazione.
Falotico ha spiegato la scelta dell’amministrazione di proseguire con la cerimonia: «Mi sono ritrovato in compagnia di un pensiero: Giampiero che cosa avrebbe fatto?». E ha ricordato l’amico come un uomo capace di trasmettere «la certezza della speranza».
«La memoria è la vita», ha sottolineato, ribadendo l’importanza di mantenere vive le personalità che hanno contribuito alla storia della città.
Al centro della conversazione i sette protagonisti, raccontati attraverso le loro opere e il loro rapporto con Potenza e la Basilicata. Da Giulio Stolfi, poeta e scrittore, a Vito Riviello, capace di trasformare l’ironia in letteratura, fino a Maria Padula e Giuseppe Antonello Leone, coppia di artisti legata anche da un profondo rapporto intellettuale e umano. Spazio anche a Michele Parrella, Mauro Masi e Beppe Salvia. Falotico ha richiamato l’attenzione sul tema dell’emigrazione intellettuale e sulla necessità di creare opportunità culturali sul territorio, ricordando le parole di Tommaso Pedio: «Forse i giovani di questo tempo non hanno più l’ossigeno per respirare».
Le nuove intitolazioni, dunque, non sono soltanto un riconoscimento, ma un’occasione per stimolare curiosità e conoscenza.
«Mi auguro che quanti passeranno di lì si chiedano chi siano queste persone», ha affermato l’assessore, invitando i cittadini a riscoprire un patrimonio che appartiene alla storia collettiva.
«Andiamo a scoprire un pezzo che ci appartiene, perché quel pezzo ha costruito anche come noi siamo oggi».
FANTASTICO MEDIOEVO, LA BASILICATA SI RACCONTA ATTRAVERSO I SUOI SIMBOLI
La Basilicata medievale, attraverso le sue chiese, abbazie e cattedrali, diventa protagonista di un progetto di riscoperta del patrimonio storico-artistico regionale.
Ospiti di Oltre il Giardino sono stati Arnaldo Colasanti, responsabile della sezione “Basilicata, scrigno di simboli”, e Chiara Sonnessa, storica dell’arte e guida del percorso.
La ricognizione è partita dall’Incompiuta di Venosa, passando per Rapolla e Melfi, per proseguire ad Acerenza, Banzi e Monticchio, fino a Matera.
«Il simbolo mette insieme cose lontane, credendo di produrre un significato terzo», ha spiegato Colasanti, sottolineando come il Medioevo sia ancora contemporaneo.
Sonnessa ha illustrato il valore storico dei luoghi, evidenziando il ruolo dei Normanni, delle diocesi e delle antiche abbazie.
«Il progetto -ha sottolineato- prevede anche video e QR code nelle chiese, per avvicinare soprattutto i giovani alla storia del territorio».
«La nostra idea non è banalmente la divulgazione, ma creare un’esperienza spirituale», ha dichiarato Colasanti, aggiungendo: «Dobbiamo riavvicinare le anime della gente alla qualità del territorio».
Per Sonnessa, l’iniziativa rappresenta un’occasione per «leggere diversamente ciò che si ha sempre sotto gli occhi».

