LE MANI SULLA SEGRETERIA
L’altro ieri è stata la giornata di Speranza in Commissione Covid.
Il nostro eroe aveva promesso un intervento a braccio ma era una simulazione, le frasi che ancora doveva pronunciare risultavano già note all’ADN Kronos come ha fatto notare il Presidente Lisei.
Così come simulato era il richiamo alla scientifcita’ di tachipirina e vigile attesa che Speranza ha rivendicato ma il mondo della ricerca ha smentito.
Così come era palesemente falso il riferimento all’immunita’ garantita dai vaccini ed era omessa la presenza di effetti avversi che, in Commissione Speranza è stato costretto a riconoscere, mentre al tempo delle decisioni ministeriali aveva deciso di omettere. In pratica l’altro ieri l’ex Ministro ha unito un po’ di arroganza a tanto pressapochismo senza aggiungere nessuna scusa.
TUTTI IN DIFESA DEL FUGGITIVO
Oggi è stata la giornata in cui i pretoriani si sono chiusi in difesa dell’imperatore fuggito.
Una canzone di un noto gruppo di estrema sinistra chiamato CCCP diceva “fedeli alla linea ma la linea non c’è, fedeli alla linea anche quando l’imperatore è stanco e fugge”.
Così hanno fatto ieri i suoi pretoriani lucani.
Lo ha fatto il Pd Basilicata, lo ha fatto Chiorazzo, lo hanno fatto altri. Tutti hanno sottolineato le difficili decisioni del Ministro in quel contesto pandemico e hanno criticato la volontà della mag- gioranza parlamentare di fare un processo a Speranza. Evidentemente ignorano che il compito delle commissioni di inchiesta è proprio quello.
AVREBBE FATTO MEGLIO A CHIEDERE SCUSA
In realtà Speranza avrebbe fatto meglio a chiedere scusa.
Ai lucani dovrebbe chiedere scusa due volte.
Una volta per la gestione pandemica. Una seconda volta per la fuga dalle responsabilità territoriali.
Speranza è fuggito dall’ipotesi di una candidatura alla Presidenza della Regione ed è fuggito dal collegio di Basilicata.
Si è fatto eleggere a Napoli e non si è più interessato alla nostra Regione. Il risultato delle sue scelte è stato che lui non si è più occupato di Basilicata.
Noi abbiamo eletto un deputato napoletano che si occupa della Campania. A causa del gran rifiuto fatto pervilta’ la Basilicata ha perso una rappresentanza dei suoi intressi.
LA LOTTA PER IL CONGRESSO
L’uomo della vigile attesa si è messo in movimento per la lotta congressuale.
Come suo costume non lo fa sul territorio, cerca di farlo con una imposizione romana.
Ora Speranza vuole prendersi il PD di Basilicata. Ovviamente non vuole farlo direttamente, vuole mettere un uomo suo, qualcuno che gli tenga scaldata la Basilicata se ne dovesse aver bisogno. Speranza cerca un uomo di paglia per se stesso. In questi termini la Basilicata diventa una seconda scelta qualora gli ozi romani non dovessero garantire una rielezione.
LACORAZZA FREME
Chi sul territorio morde il freno è Piero Lacorazza.
L’uomo dell’Appennino sta pubblicando a puntate il suo documento congressuale. Nel titolo ricorda un po’ il manifesto politico con cui la Meloni ha vinto le elezioni.
Giorgia diceva che il declino non é un destino. Piero lo vuole amministrare mentre governa il futuro.
La guerra nel PD è appena iniziata.
O, forse, non è mai finita. La storia, del resto, si presenta sempre due volta. La prima con la tragedia, la seconda con la farsa. Altre volte con tachipirina e vigile attesa.
Massimo Dellapenna

