LA QUESTUA DI DI SANZAPerché il consorzio industriale chiede i soldi agli imprenditori per organizzare un evento?

LA QUESTUA DI DI SANZA

Sud/Nord Invest” si terrà dal 2 al 6 novembre 2026 a Casa Cava a Matera.

Il Consorzio Industriale nella sua lettera in cui chiede i soldi agli imprenditori per realizzare l’evento parla di un importante evento promosso.

Specifica anche che “per la rilevanza dei temi affrontati e per il profilo dei partecipanti attestati, l’iniziativa rappresenta una rilevante occasione di marketing e di valorizzazione delle realtà che scelgono di sostenere concretamente lo sviluppo del territorio”.

E POI CHIEDONO SOLDI

“Con la presente – scrive Di Sanza nella lettera inviata agli imprenditori – vorremmo invitarvi a sostenere con un contributo libero l’evento, entrando a far parte del network del partner di “Sud Nord Invest”.

Noi non è che vogliamo fare proprio le pulci alla logica ma qui qualcosa non quadra. Il principio di non contraddizione è sufficientemente violato.

Per chi avesse poca dimestichezza con gli studi filosofici e non avesse letto Aristotele, ricordiamo che lo stagirita nei suoi principi della logica disse che “È impossibile che la stessa cosa, ad un tempo, appartenga e non appartenga ad una medesima cosa secondo lo stesso rispetto” concetto che viene tradotto banalmente e volgarmente con “se una proposizione A è vera, la sua negazione non può essere vera contemporaneamente”.

È un principio sul quale si è fondata la cultura europea, è uno dei più grandi lasciti della cultura classi- ca che chi amministra un polo industriale vicino alle tavole palatine dovrebbe conoscere.

Se il “tema è rilevante” l’iniziativa deve essere fatta. Un ente pubblico organizza le iniziative che ritiene vertenti su temi rilevanti.

È proprio la sua funzione. Ma se è rilevante l’ente pubblico deve mettere le risorse per farlo. Ma se mette le risorse per farlo perché chiede i soldi agli imprenditori? Le risorse non sono sufficienti? Non ci sono soldi?

SE GLI IMPRENDITORI NON METTONO I SOLDI?

E, se le risorse non sono sufficienti e il Consorzio non dispone della liquidità sufficiente per fare l’evento, cosa accade se gli imprenditori non mettono soldi a sufficienza?

L’evento non si fa? Lo si fa in modo meno rilevante? Cioè è mai possibile che un evento rilevante per la promozione del territorio e il marketing sia legato al buon cuore degli imprenditori che vogliono fare un’offerta libera?

Francamente ci sembra un poco surreale. Per dare un senso logico alla cosa ci possono dare due spiegazioni o Di Sanza ha immaginato un evento e non sa come finanziarlo o ha la certezza assoluta di quali siano gli imprenditori pronti a dare il “contributo volontario” al Consorzio e alla sua attività convegnistica.

Tertium non datur, direbbe la logica classica.

CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?

A questo punto sorge la solita domanda che da sempre ci attanaglia in queste situazioni: chi controlla i controllori?

Noi non lo sappiamo ma certamente è un problema se l’amministratore del Consorzio Industriale scrive alle imprese cui offre servizi dicendo che per realizzare l’evento strategico è opportuno entrare in un network dando un contributo a piacere.

Siamo davvero certo che per tutti la scelta sia completamente libera e che non ci sia un condiziona- mento anche involontario nel sapere che a chiedere i soldi è l’amministratore del Consorzio che offre loro i servizi di cui hanno bisogno?

Noi restiamo in attesa di capire e magari di sapere quali imprenditori siano pronti a dare il contributo volontario a Di Sanza per svolgere un’attività strategica del Consorzio Industriale.

Massimo Dellapenna

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