DALLA PROPOLI LUCANA ALLE MEDICAZIONI AVANZATE
UniBas al CNR: le tecnologie verdi della Prof. Pepe rivoluzionano il futuro della ricerca biomedica
Dalla valorizzazione di una risorsa naturale del territorio lucano allo sviluppo di nuovi materiali per applicazioni biomediche: è questo il percorso al centro del progetto presentato al BioMaH 2026 dal Laboratorio di Chimica Biorganica dell’Università degli Studi della Basilicata, sotto la responsabilità scientifica della professoressa Antonietta Pepe, del Dipartimento di Scienze di Base e Applicate.
In occasione del convegno, svoltosi presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma, è stato presentato un nuovo materiale destinato allo sviluppo di bende medicate per le medicazioni avanzate.
«Il progetto si inserisce in un percorso di ricerca che coniuga lo studio dei biomateriali con la valorizzazione della propoli lucana -spiega Alessandra Cillo, Rappresentante degli apicoltori lucani- ponendo al centro la sostenibilità dei processi e la collaborazione tra mondo accademico e realtà produttive del territorio».
LA PROPOLI LUCANA AL CENTRO DELLA RICERCA SCIENTIFICA
La propoli, sostanza naturale prodotta dalle api, presenta caratteristiche che possono variare in relazione all’origine geografica, alle condizioni ambientali e alle risorse vegetali disponibili. Approfondirne la composizione chimica e studiarne le caratteristiche rappresenta un passaggio importante per comprenderne la variabilità e valutarne le possibili applicazioni.
Nell’ambito delle attività del Laboratorio di Chimica Biorganica, la ricerca ha approfondito i metodi di estrazione e la composizione chimica della propoli proveniente da diverse aree della Basilicata, individuando elementi utili per studiarne la variabilità e le prospettive di standardizzazione.
Particolare attenzione è stata dedicata all’impiego degli ultrasuoni nei processi di estrazione, nell’ambito di un approccio orientato alla sostenibilità e alla valorizzazione della materia prima naturale.
Il lavoro scientifico mira così a coniugare la caratterizzazione delle risorse naturali con lo studio di tecnologie di lavorazione e con l’esplorazione di nuove possibilità applicative nel campo dei biomateriali.
IL CONTRIBUTO DELLE AZIENDE APISTICHE: UN DIALOGO TRA UNIVERSITÀ E TERRITORIO
«Un elemento qualificante del progetto – spiega ancora Cillo- è stata la fattiva collaborazione delle aziende apistiche lucane, il cui coinvolgimento ha contribuito a consolidare il rapporto tra ricerca scientifica e tessuto produttivo regionale.
La sinergia tra il Laboratorio di Chimica Biorganica e le realtà apistiche del territorio rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra competenze scientifiche, conoscenze produttive e patrimonio naturale locale.
Le aziende apistiche costituiscono una componente importante di questo percorso condiviso, che riconosce il valore della filiera territoriale e l’importanza di mettere in relazione le risorse disponibili in Basilicata con le competenze della ricerca universitaria.
Si delinea così un unicum di interazione tra università, territorio e ricerca, nel quale il dialogo tra mondo accademico e imprese contribuisce a costruire nuove prospettive di valorizzazione della propoli lucana.
Il progetto testimonia l’importanza di un modello di collaborazione nel quale la ricerca non rimane confinata in laboratorio, ma si sviluppa attraverso il confronto con le realtà produttive e con le specificità del territorio, favorendo l’incontro tra conoscenza scientifica, innovazione e sostenibilità».
UN NUOVO MATERIALE PER LE MEDICAZIONI AVANZATE
In questo contesto si inserisce lo sviluppo di un nuovo materiale destinato alle medicazioni avanzate, presentato al BioMaH 2026 nell’ambito delle attività di ricerca del laboratorio.
Il progetto esplora le possibilità offerte dall’integrazione tra biomateriali e sostanze di origine naturale, con l’obiettivo di approfondire nuove prospettive applicative in un settore di interesse per la ricerca biomedica.
Lo sviluppo di materiali destinati alle medicazioni richiede un percorso articolato di caratterizzazione e sperimentazione, necessario per valutarne le proprietà e verificarne l’idoneità rispetto alle applicazioni individuate.
Il lavoro presentato costituisce pertanto una tappa di un percorso scientifico che proseguirà attraverso ulteriori attività sperimentali, mantenendo al centro la qualità della ricerca e la verifica delle caratteristiche del materiale.
LA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE E I PROSSIMI SVILUPPI
Il progetto prevede ulteriori test presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Copenaghen, affiliato alla LEO Foundation, secondo il programma di sviluppo previsto.
Le successive attività sperimentali saranno importanti per approfondire le caratteristiche del materiale e valutarne le potenzialità in relazione alle applicazioni individuate.
La prospettiva di una collaborazione scientifica internazionale si inserisce nel percorso di crescita della ricerca, favorendo il confronto tra competenze e l’approfondimento delle potenzialità dei materiali sviluppati.
La partecipazione al BioMaH 2026 ha rappresentato un’occasione per condividere il lavoro svolto dal Laboratorio di Chimica Biorganica e portare all’attenzione della comunità scientifica un progetto che mette in relazione ricerca universitaria, risorse naturali e prospettive di innovazione.
RICERCA E TERRITORIO: VALORIZZARE LA PROPOLI LUCANA
Il progetto sottolinea il ruolo della ricerca universitaria nella valorizzazione delle risorse naturali e nella creazione di opportunità di dialogo con il sistema produttivo locale.
La propoli lucana, studiata attraverso la caratterizzazione chimica e l’approfondimento dei metodi di estrazione, diventa il punto di partenza di un percorso che unisce competenze scientifiche, collaborazione con le aziende apistiche e sviluppo di nuovi materiali.
Dalla Basilicata a Roma, il Laboratorio di Chimica Biorganica dell’Università degli Studi della Basilicata porta all’attenzione della comunità scientifica un progetto che fa della collaborazione tra università, territorio e ricerca il proprio elemento distintivo, valorizzando una risorsa naturale locale e guardando alle nuove prospettive dei biomateriali per le medicazioni avanzate.
