È GIUSTO INFORMARE 
PRINCIPALI RAPPORTI ISPRA 2026

Il tempio di Serapide a Pozzuoli in alcuni anni, a causa del bradisismo, sceso sotto il livello del mare e ora completamente riemerso


L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha pubblicato i principali documenti ufficiali e rapporti tematici nel corso del 2026, tra cui il rapporto di sintesi “Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme” e i diversi aggiornamenti settoriali.
Principali Rapporti ISPRA 2026
• Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme: Il rapporto generale che analizza oltre 300 indicatori ambientali nazionali. Fotografa un Paese con progressi nell’economia circolare e nella qualità dell’aria, ma ancora penalizzato da crisi climatica, perdita di biodiversità e consumo di suolo.
• Emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici (Rapporto 429/2026): Pubblicato il 10 aprile 2026, contiene l’Inventario nazionale delle emissioni 1990–2024 (presentato nell’ambito di UNFCCC e Accordo di Parigi), insieme alle proiezioni e agli scenari emissivi per il 2030 e il 2055.
• Rapporto sullo stato delle acque in Italia (Rapporto 427/2026): Aggiorna il quadro quali-quantitativo dei corpi idrici superficiali, sotterranei, di transizione e costieri in linea con il terzo ciclo di attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque (2022–2027).
• Settore elettrico: emissioni di CO2 e altri impatti (Edizione 2026): Analizza le emissioni di CO₂ e i fattori emissivi del settore energetico in attuazione del DM MASE n. 224/2023.
• Rapporto Rifiuti Speciali (Edizione 2026 – Rapporto 433): Realizzato dal Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare con il contributo del sistema ARPA/APPA.
Puoi consultare i testi integrali direttamente sul Portale Ufficiale ISPRA – Rapporti.
In occasione della Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio dei Disastri Naturali (13 ottobre 2026), l’ISPRA ha presentato la nuova “Carta d’Identità Geologica” (o Urban Geo-climate Footprint) per le aree urbane italiane.
Cos’è la Carta d’Identità Geologica
• L’indicatore: È un nuovo strumento sviluppato da ISPRA per misurare il livello di interazione e fragilità tra il contesto geologico-climatico e il tessuto edificato delle città.
• Cosa analizza: Fattori geologici, climatici e l’impatto delle attività antropiche sul sottosuolo.
Le città più a rischio (Graduatoria ISPRA)
L’analisi ha coinvolto tutti i capoluoghi di regione e provincia autonoma, posizionando le seguenti città in cima alla classifica per complessità geologica e climatica:
1. Napoli: 359 punti (città più a rischio)
2. Genova: 304 punti
3. Palermo: 265 punti
4. Bari: 255 punti
5. Catanzaro: 250 punti 
Puoi consultare i dettagli ufficiali direttamente nel Comunicato Stampa ISPRA

GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DEI
DISASTRI NATURALI 2026
COMUNICATO STAMPA
CITTÀ, ORA SAPPIAMO QUANTO È FRAGILE IL SOTTOSUOLO SU CUI SORGONO NASCE LA “CARTA D’IDENTITÀ GEOLOGICA” DELLE AREE URBANE

Un valore unico misura pressioni geologiche, clima e pun di forza della città

Quanto è fragile il so osuolo della tua ci à? Da oggi un unico valore perme e di avere una risposta
immediata. Analizzando fa ori geologici, clima ci e a vità umane, l’Urban Geo-climate Footprint (UGF) misura il livello di interazione tra il contesto geologico-clima co e il tessuto urbano.
Messo a punto da ISPRA, nell’ambito di un’a vità di ricerca condo a in collaborazione con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys, il nuovo metodo sinte zza le informazioni disponibili nelle banche da pubbliche e a ribuisce un punteggio compreso tra 0 e 500 per esprimere il potenziale impa o dei fenomeni geologici e clima ci sull’area urbana. Più il contesto geologico e clima co condiziona lo sviluppo e il funzionamento della ci à, più alto è il punteggio.
Con questo metodo ISPRA ha già analizzato diverse ci à europee e tu i capoluoghi di regione/provincia autonoma italiani. I risulta nazionali mostrano differenze significa ve: si va dai 94 pun di Trento ai 359 di
Napoli. Tra i valori più eleva si registrano anche Genova (304), Palermo (265), Bari (255) e Catanzaro (250), mentre tra i più contenu Bolzano (144), Milano (155), Aosta (160) e Trieste (162).
Non solo. Lo stesso metodo consente di realizzare una vera e propria Carta di iden tà geologica, il CITY GEO Factsheet (CGF) che, come la CIE per le persone, raccoglie le informazioni essenziali – non solo ca ve no zie ma anche quelle buone – che iden ficano il profilo “ geologico-clima co” dell’area urbana: dal terreno su cui è costruita alle acque so erranee, dalle pressioni clima che e antropiche sul so osuolo fino ai fenomeni di pericolosità geologica, quali risorse offre e quali aspe richiedono maggiore a enzione, fornendo così una
le ura semplice e immediata del rapporto tra territorio e tessuto urbano. .
Maria Alessandra Gallone presidente ISPRA SNPA: “Sapere cosa c’è so o i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra. Con l’Urban Geo-climate Footprint – molto simile alla Carta d’iden tà geologica – basta uno sguardo per capire su quale territorio poggia una città, quali sono le sue maggiori criticità e dove è possibile
intervenire. È questo il passaggio che vogliamo facilitare: trasformare da e competenze scientifiche in soluzioni concrete per chi deve scegliere, programmare e agire. ISPRA, con questo nuovo strumento me e la conoscenza al servizio della prevenzione, perché sapere in anticipo significa intervenire meglio e in tempo”.
Il tool, la guida per utilizzarlo, alcuni esempi di applicazione e anche un documentario esplicavo sono disponibili su
htps://www.isprambiente.gov.it/it/proge /cartella-proge -in-corso/suolo-e-territorio-
1/urban-geo-climate-footprint-1/urban-geo-climate-footprint
Roma, 12 ottobre 2026
UFFICIO STAMPA ISPRA
Alessandra Lasco – tel. 320 430 6684
stampa@isprambiente.it


Nasce la carta di identità geologica delle aree urbane per conoscere la fragilità del sottosuolo
{ FOTO: Il tempio di Serapide a Pozzuoli in alcuni anni, a causa del bradisismo, sceso sotto il livello del mare e ora completamente riemerso}


Si tratta dell’iniziativa portata avanti dall’Ispra. Intanto un gruppo internazionale di ricerca guidato dall’Università di Pechino ha studiato il fenomeno della subsidenza in diversi centri del mondo
Per conoscere la fragilità del sottosuolo delle città nasce la carta di identità geologica delle aree urbane. Ossia uno strumento che analizzando fattori geologici, climatici e attività umane, l’Urban Geo-climate Footprint (UGF) misura il livello di interazione tra il contesto geologico-climatico e il tessuto urbano. A metterlo a punto sono stati i ricercatori dell’Ispra nell’ambito dell’attività di ricerca condotta in collaborazione con la rete europea dei servizi geologici EuroGeoSurveys.
Necessario conoscere il sottosuolo

Sottolinea Maria Alessandra Gallone, presidente dell’Ispra e Snpa:

«Sapere cosa c’è sotto i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra. Con l’Urban Geo-climate Footprint, molto simile alla Carta d’identità geologica, basta uno sguardo per capire su quale territorio poggia una città, quali sono le sue maggiori criticità e dove è possibile intervenire»
L’impatto dei fenomeni

Il nuovo metodo sintetizza le informazioni disponibili nelle banche dati pubbliche e attribuisce un punteggio compreso tra 0 e 500 per esprimere il potenziale impatto dei fenomeni geologici e climatici sull’area urbana. Più il contesto geologico e climatico condiziona lo sviluppo e il funzionamento della città, più alto è il punteggio. Il nuovo metodo è già stato testato con una serie di analisi su diverse città europee e capoluoghi di regione e provincia italiani.
94 punti a Trento e 359 a Napoli

I risultati nazionali mostrano differenze significative: si va dai 94 punti di Trento ai 359 di Napoli.
Tra i valori più elevati si registrano anche Genova con 304, Palermo con 265, Bari con 255 e Catanzaro 250.

Tra le città con dati più contenuti ci sono Bolzano con 144, Milano con 155, Aosta con 160 e Trieste con 162.

Come la Cie delle persone Non solo.

«Lo stesso metodo consente di realizzare una vera e propria Carta di identità geologica, il City Geo Factsheet (CGF) che, come la Cie per le persone – sottolineano dall’Ispra -, raccoglie le informazioni essenziali, non solo cattive notizie ma anche quelle buone, che identificano il profilo “ geologico-climatico” dell’area urbana»
Si passa dal terreno su cui è costruita alle acque sotterranee, dalle pressioni climatiche e antropiche sul sottosuolo fino ai fenomeni di pericolosità geologica, quali risorse offre e quali aspetti richiedono maggiore attenzione.
Attività che forniscono poi una «lettura semplice e immediata del rapporto tra territorio e tessuto urbano»

prosegue la presidente dell’Ispra Maria Alessandra Gallone:

«È questo il passaggio che vogliamo facilitare trasformare dati e competenze scientifiche in soluzioni concrete per chi deve scegliere, programmare e agire»


#sapevatelo2026 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
errore: Contentuti protetti