È GIUSTO INFORMARE
RIFLESSIONE CONDIVISA CON DOTTORESSA URSULA FRANCO ESPERTA DI STATEMENT ANALYST
{Ursula Franco medico – criminologo – Statement Analyst}

CI RENDIAMO CONTO CHE L’ARTICOLO ODIERNO È MOLTO LUNGO MA PER FARE CHIAREZZA SU UN FATTO DI CRONACA CHE HA OLTREPASSATO I CONFINI NAZIONALI È NECESSARIO ATTENERSI AD ATTI UFFICIALI E PUBBLICARE ANALISI FATTE DA SOLI ESPERTI STATEMENT ANALYSIS
RELAZIONE RAC SU ANDREA SEMPIO

Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche
Procedimento Penale nr. 642/25 RGNR Mod.21 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia
Prima nota tecnico-informativa
Roma, 18 dicembre 2025
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PREMESSA
L’obiettivo della presente nota è quello di descrivere l’attività di analisi specialistica di tipo criminologica svolta sul materiale pervenuto – per il tramite del Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano – in ordine al Procedimento Penale nr. 642/25 RGNR Mod. 21 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia.
La presente nota si articola nelle seguenti distinte parti:
- PARTE PRIMA: Analisi comportamentale su Andrea SEMPIO
- PARTE SECONDA: Conclusiva
Militari estensori della presente nota tecnico-informativa:
Col. RT psc Anna BONIFAZI * Ufficiale psicologo, psicoterapeuta individuale e di gruppo, dottore di ricerca in scienze forensi, esperta in psicologia giuridica, criminologia clinica, vittimologia e psicologia criminale.
Lgt. Maurizio INANGERI **, psicologo, esperto in psicologia forense, criminologia clinica, psicologia criminale, vittimologia e psicotraumatologia.
- Già Comandante della Sez. Psicologia Investigativa del Reparto Analisi Criminologiche e attualmente Ufficiale Psicologo a disposizione per Incarichi Speciali del Comandante del RaCIS.
- * Addetto alla Sezione Psicologia Investigativa del Reparto Analisi Criminologiche del RaCIS.
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SOMMARIO
PARTE PRIMA Analisi comportamentale su Andrea SEMPIO
- 1.1 Analisi specialistica effettuata e risultanze 4
- 1.2 Elenco materiale analizzato.. 4
- 1.3 Analisi video interviste rilasciate da Andrea SEMPIO. … 5
1.3a Interviste Mediaset… 6 … 6
1.3b Interviste Sky. .. 18 - 1.4 Analisi intercettazioni ambientali di Andrea SEMPIO.. .. 21
- 1.5 Analisi materiale documentale.
1.5a Materiale documentale rinvenuto durante la perquisizione avvenuta in data 14.05.2025
presso l’abitazione di Andrea SEMPIO.. .. 23 ~ 23
PARTE SECONDA Conclusiva.
2.1 Conclusioni e spunti di approfondimento….32 ~ 32
BIBLIOGRAFIA .37
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PARTE PRIMA
Analisi comportamentale su Andrea SEMPIO
1.1 ANALISI SPECIALISTICA EFFETTUATA E PRIME RISULTANZE
L’analisi specialistica, di cui alla presente relazione, ha permesso di osservare lo stile comunicativo di Andrea SEMPIO giungendo ad individuarne – come meglio esplicitato nella parte conclusiva – gli argomenti a maggior impatto emotivo e le conseguenti strategie di reazione/ difesa comunicativa verbale, non verbale e paraverbale e le fughe argomentative poste in essere dall’intervistato, al fine “uscire” da uno stato di attivazione stressogena che i quesiti posti, o i ricordi rievocati, sollecitavano.
L’osservazione dell’espressione comunicativa di Andrea SEMPIO, ha restituito due scenari piuttosto ambivalenti e diversi tra di loro.
Più nel dettaglio:
- Nel caso delle interviste televisive sia Mediaset che Sky, l’intervistato ha mantenuto un assetto comunicativo verbale controllato, scarsamente reattivo e privo di colore emotivo anche durante le sollecitazioni ad alto impatto stressogeno. I contenuti del narrato, su quesiti simili ma formulati in interviste diverse, anche a distanza di anni, riportavano risposte altrettanto simili in riferimento ai vocaboli utilizzati e contenuti identici per quanto attiene la sostanza del dichiarato. Per quanto attiene il non verbale, invece, si è registrato un aumento della gestualità durante le interviste Sky, ma mai eccessivo o particolarmente disturbante/ dissonante rispetto all’eloquio, piuttosto poteva fungere da rinforzante dell’espressione verbale.
Si palesa un SEMPIO pronto, preparato e controllato, rigido e privo di colore emotivo come se recitasse una sorta di copione. La narrazione appare riproduttiva, sicura e tendente, quando utilizza la gestualità, a rinforzare il verbale e a raggiungere un obiettivo esterno (apparire estraneo alla vicenda, essere capace di spiegare tutti di dubbi ecc.ecc.). - Nelle intercettazioni ambientali analizzate – con particolare riferimento ad un’intercettazione meglio lumeggiata nella parte conclusiva! -, lo stile del parlato appare più spontaneo, meno controllato e con un assetto che richiama un ricordo che viene rievocato al fine di abbassare il
1 Intercettazione ambientale, nell’auto di Andrea SEMPIO, del 14/04/2025 h. 15:10’27” con trascrizione fornita dal Nucleo Investigativo CC di Milano.
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possibile stato di attivazione emotiva che il contenuto del materiale rievocato provocava nel parlatore.
Si palesa un SEMPIO meno sicuro di sé, meno controllato. La narrazione appare rievocativa e che potrebbe tendere a raggiungere un obiettivo interno (abbassare il livello di stressor che il ricordo di un’esperienza ad alto impatto emotivo potrebbe provocare e di “immergersi” nuovamente all’interno dell’esperienza, rivissuta con il ricordo, al fine di depotenziarne gli effetti e la gravità ecc.ecc.).
3. Nel materiale manoscritto rinvenuto durante la perquisizione domiciliare, si evidenzia uno stile scrittorio schematico, non del tutto spontaneo ma in parte “suggerito” durante corsi/forum orientati al miglioramento delle proprie capacità relazionali e di seduzione.
Si palesa un SEMPIO che ha provato inquietudine e malessere nelle varie fasi dello sviluppo, sin dalla seconda infanzia fino all’età adulta. In particolare, come lui stesso afferma negli scritti, ha difficoltà di natura relazionale (soprattutto con il genere femminile) e identitaria. Da bambino e poi ragazzo inventa storie di fantasia per “affascinare” i compagni e le maestre, pratica forme di autolesionismo, medita anche il suicidio, riferisce di aver commesso cose brutte.
Infine emerge un SEMPIO, come meglio lumeggiato nella parte conclusiva, che decide di iscriversi ad un sito/forum ITALIAN SEDUCTION con lo pseudonimo Andreas per migliorare le proprie capacità di seduzione.
1.2 ELENCO MATERIALE ANALIZZATO
- Nr. 6 interviste Mediaset rilasciate da Andrea SEMPIO;
- nr. 4 interviste Sky rilasciate da Andrea SEMPIO;
- trascrizioni di intercettazioni ambientale, nell’auto di Andrea SEMPIO, dal 28/02/2025 prog. 46
al 27/03/2025 prog. 518; - trascrizione di intercettazione ambientale, nell’auto di Andrea SEMPIO, del 14/04/2025 prog.
1151; - nr. 5 (cinque) gruppi di documenti, relativi a materiale cartaceo rinvenuto presso l’abitazione di Andrea SEMPIO durante la perquisizione domiciliare del 14/05/2025.
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1.3 ANALISI VIDEO INTERVISTE RILASCIATE DA ANDREA SEMPIO
2.3a Interviste rilasciate sulle reti MEDIASET
OPERAZIONI ESEGUITE
Sono stati analizzati nr. 6 (sei) video relativi ad interviste televisive rilasciate da Andrea SEMPIO, in ordine ai fatti collegati all’omicidio di Chiara POGGI, forniti dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano.
1. Video del 3 febbraio 2017 – programma televisivo Quarto Grado
Il video in questione fa riferimento ad un’intervista che si è svolta all’interno dello studio del programma televisivo Quarto Grado in onda su Rete 4, condotto dal giornalista Gianluigi NUZZI.
In studio oltre ad Andrea SEMPIO (all’epoca ventottenne) è presente il padre Giuseppe ed i difensori della famiglia SEMPIO, avvocati SOLDANI, LOVATI e GRASSI
Il giornalista introduce l’ospite e, a più riprese, riferisce che, passati nove anni dall’omicidio di Chiara POGGI, nonostante la Cassazione abbia definitivamente condannato Alberto STASI per l’omicidio, il nome di Andrea SEMPIO viene posto sotto i riflettori dei media per le indagini sul delitto di Chiara. Andrea riferisce che durante la mattina del 23 dicembre 2016 tutte le testate giornalistiche lanciavano la notizia che era indagato per l’omicidio di Chiara POGGI e che sotto la sua abitazione, hanno iniziato a stazionare diversi giornalisti. Il padre di Andrea riferisce che la notizia è stata inaspettata come una sorta di “pugno nello stomaco”. Andrea racconta che il fratello di Chiara, Marco POGGI, suo amico, dopo aver appreso la notizia delle indagini, ha continuato a frequentare Andrea, sostenendolo e non credendo che lui abbia mai avuto un ruolo nell’omicidio della sorella.
Alla domanda diretta di Gianluigi NUZZI se Andrea avesse mai conosciuto Alberto STASI (minuto 05’04”), l’uomo risponde: “Mai visto, mai conosciuto prima”, specificando di non averlo mai nemmeno incrociato né dentro che fuori casa POGGI.
L’avvocato SOLDANI riferisce che, ad oggi, Andrea SEMPIO non ha ancora formalmente ricevuto alcun avviso di garanzia e, di conseguenza, loro come difensori assistono la famiglia come consulenti, mancando l’atto formale della Procura di Pavia di indagini sul suo conto.
Gianluigi NUZZI precisa che Andrea SEMPIO si trova in qualche modo chiamato in causa per l’omicidio di Chiara, come conseguenza delle indagini difensive svolte dai legali di Alberto STASI, i quali hanno evidenziato che alcune prove emerse nel corso delle indagini per l’omicidio non erano state accuratamente approfondite dagli inquirenti. In studio (dal minuto 08’24”) viene
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presentato un servizio nel quale si ricostruisce che, a partire dal 6 ottobre 2016, investigatori privati incaricati dai difensori di STASI hanno svolto appostamenti, pedinamenti e repertato una tazzina, un cucchiaio e una bottiglietta d’acqua utilizzati da Andrea SEMPIO. Dall’estrazione del DNA dai predetti oggetti, i difensori hanno fatto confrontare, in un laboratorio di genetica, quel
DNA con quello ritrovato sotto le unghie di Chiara POGGI.
Il giornalista in studio chiede ad Andrea SEMPIO il motivo per il quale lui, il giorno della condanna di Alberto STASI, avesse pubblicato sul suo profilo social un immagine, inserita nella relazione dei difensori di STASI (documento trasmesso in studio al minuto 12’09” e sotto riportato) raffigurante una vignetta dove sono presenti tre personaggi: una donna, un uomo e una volpe. La donna dice attraverso un “ballon?”: l’essentiel est invisible four les yeux (tr. l’essenziale è invisibile agli occhi) mentre la volpe dice: n’oublie pas mon secret (tr. non dimenticare il mio segreto). Andrea SEMPIO riferisce che “Il Piccolo Principe” è uno dei suoi libri preferiti e, a suo modo di vedere, quella era una bella immagine che riprende la frase principale del racconto e non fa alcun riferimento alla condanna di STASI.
DOCUMENTO
GIALLO DI GARLASCO
PARLA ANDREA SEMPIO
•MEDIASET
Dal minuto 15’41” viene affrontato l’argomento delle tre telefonate che SEMPIO ha fatto a casa
POGGI alcuni giorni prima del delitto. Andrea alla domanda del perché avesse fatto quelle telefonate, risponde che cercava l’amico Marco, come aveva già altre volte detto agli inquirenti.
Rispetto alla conoscenza con Chiara, Andrea riferisce di averla vista qualche volta in casa POGGI e alla domanda se fosse una ragazza bella ragazza risponde positivamente.
2 La nuvoletta o balloon è il segno grafico convenzionalmente usato nei fumetti, vignette e fotoromanzi per contenere i testi pronunciati o pensati da un personaggio, o emessi da una fonte sonora.
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In riferimento, invece, ai suoi spostamenti la mattina del 13 agosto 2007 (giorno dell’omicidio di Chiara), l’intervistato dice di essere rimasto a casa fino alle ore 10.00 con il padre, di essere uscito poi in auto per andare a Vigevano per poi rientrare a Garlasco. Rispetto allo scontrino del parcheggio, che ha consegnato come prova della sua presenza a Vigevano la mattina dell’omicidio, ha riferito di averlo rinvenuto all’interno della sua auto alcuni giorni dopo la prima volta che era stato sentito a S.I.T. Sua madre, nell’occasione, gli aveva consigliato di tenerlo perché: “…non si sa mai, visto che comunque è avvenuto un fatto molto grave che tocca una persona a cui noi siamo vicini, teniamolo”. Alla domanda rispetto al fatto insolito di aver tenuto questo scontrino nel cassetto per molto tempo, Andrea risponde che attese le circostanze, e viste le cose che gli sono accadute in seguito, non appare poi un fatto così insolito.
Alla domanda se fosse stato sorpreso dalla condanna definitiva di STASI, Andrea ha riferito di non aver seguito da vicino la vicenda.
Parlando del suo DNA, che sarebbe compatibile con quello rinvenuto sotto le unghie di Chiara, dichiara (minuto 32′ 35″) che è una questione “tecnica” e che lui non ha le competenze in materia di genetica per rispondere e che è una domanda che andrebbe rivolta agli esperti. Gianluigi NUZZI incalza chiedendo se mai lui, poco prima l’omicidio, avesse avuto un contatto fisico diretto con Chiara (un abbraccio, un saluto ecc.ecc.). Andrea risponde di non ricordarlo perché sono passati 10 anni dall’epoca, precisando che con la ragazza aveva avuto solo rapporti di cortesia, si salutavano e non altro. Con il fratello di Chiara, SEMPIO ha riferito di aver giocato al PC sia nella stanza di Chiara che in altre stanze di casa POGGI ad esclusione della camera da letto dei genitori di Chiara e Marco ove esclude di essere mai entrato.
Durante la trasmissione Andrea SEMPIO a domanda diretta riferisce di non aver paura di essere arrestato (minuto 36′ 07″) e di sentirsi più tranquillo ora che ha dei legali che tutelano i suoi interessi.
Al minuto 44′ 25″, alla domanda se il giorno dell’omicidio avesse visto Chiara, SEMPIO risponde:
“No, assolutamente”, e se avessero litigato (come sorta di domanda di controllo) e anche qui
Andrea nega assolutamente.
Per quanto riguarda la bicicletta che SEMPIO utilizzava all’epoca sia il ragazzo che il padre riferiscono che al tempo possedevano solo una bicicletta da uomo di colore rosso e due di colore bianco.
Elementi salienti emersi dall’intervista
Andrea SEMPIO risponde alle domande dirette del giornalista Gianluigi NUZZI sugli elementi centrali evidenziati dalle indagini difensive poste in essere dai legali di STASI (quali il DNA, le
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vignette pubblicate sui social, le telefonate fatte a casa POGGI, la conoscenza con Chiara, la ricostruzione della giornata dell’omicidio, lo scontrino del parcheggio), in modo apparentemente tranquillo. Anche alle domande dirette se avesse paura di essere arrestato e se il giorno dell’omicidio avesse incontrato Chiara POGGI, risponde in modo calmo e puntuale.
Per quanto riguarda la comunicazione non verbale, non si evidenziano particolari ed evidenti attivazioni: ha assunto una posizione rilassata sulla poltrona dello studio, ha mostrato un tono della voce pacato e senza particolari variazioni verso il basso o verso l’alto, ha utilizzato un linguaggio del corpo adeguato al quesito posto. L’unico elemento degno di nota che è possibile rilevare, riguarda lo sguardo. In particolare SEMPIO prima di rispondere ad alcune domande, sempre legate ai temi focus, ha alzato lo sguardo, come per recuperare informazioni che gli permettessero di rispondere in modo adeguato, evidenziando l’importante carico cognitivo che domande elicitavano.
2. Video del 31 marzo 2017 – programma televisivo Quarto Grado
Il video in questione fa riferimento ad un’intervista che si è svolta all’interno dello studio del programma televisivo Quarto Grado in onda su Rete 4, condotto dal giornalista Gianluigi NUZZI.
In apertura viene presentato un servizio che riassume la vicenda relativa al coinvolgimento di Andrea SEMPIO nell’indagine sull’omicidio di Chiara POGGI a seguito di un esposto presentato dalla famiglia di Alberto STASI, già condannato per il delitto. Vengono descritte le indagini difensive soprattutto in riferimento alla presunta corrispondenza tra il DNA trovato sotto le unghie di Chiara e quello di SEMPIO. Alcuni marcatori di SEMPIO corrisponderebbero a quelli isolati su due dita della mano della vittima ovvero il quinto della destra e il primo della sinistra.
Il servizio prosegue rappresentando che secondo la Procura l’eventuale presenza di irrilevanti quantità di materiale genetico di Andrea SEMPIO, verosimilmente mescolato ad altri soggetti di genere maschile, non assume alcuna valenza probatoria poiché lo stesso SEMPIO frequentava casa POGGI e utilizzava lo stesso computer di Chiara.
In studio Andrea SEMPIO riferisce di essere da una parte arrabbiato per quanto accaduto e, in particolare, per lo stravolgimento della sua vita a seguito delle indagini, ma anche sollevato per l’archiviazione.
Elementi salienti emersi dall’intervista
Andrea SEMPIO risponde alle domande dirette del giornalista Gianluigi NUZZI in modo pacato e chiaro. Ha una particolare attivazione quando in studio si parla della consulenza del genetista della difesa di STASI. In quella circostanza SEMPIO appare più determinato, alza di poco il tono
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della voce, ribadendo con fermezza i punti che hanno portato all’archiviazione; il tutto rimanendo comunque in una cornice di adeguatezza al contesto e di controllo delle emozioni.
3. Video del 21 marzo 2025 – programma televisivo Quarto Grado
Il video fa riferimento ad un’intervista rilasciata da Andrea SEMPIO che si è svolta all’aperto (in una non meglio indicata località in aperta campagna) e si inserisce come servizio facente parte del programma televisivo Quarto Grado in onda su Rete 4, condotto dal giornalista Gianluigi NUZZI.
L’oggetto dell’intervista riguarda il fatto che Andrea SEMPIO è stato iscritto un’altra volta nel registro degli indagati dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara POGGI, questa volta però in concorso. La giornalista chiede a SEMPIO la sua opinione in merito. L’uomo dice di sentirsi sollevato e: “…che è la volta buona che…aspetta” (minuto 01’00”) A questo punto Andrea sorride e si interrompe dicendo alla giornalista di aspettare. Il video viene sospeso e alla riapertura SEMPIO dice: ” … sto pensando come…. (…) se mai riprendi e io ti dico un po'”. La giornalista gli
chiede come mai, se fosse stato veramente lui l’assassino di Chiara POGGI, dopo l’archiviazione della sua posizione del 2017, non se ne sia mai andato da Garlasco. Andrea risponde di non aver alcun motivo per scappare e per nascondersi. Racconta di essersi preso alcuni giorni di ferie dal lavoro perché, dopo l’esperienza del 2017, sa che la prima fase è la più difficile da sopportare:
“…è il momento peggiore dove sei braccato e attento” precisando che con il termine “braccato” fa riferimento ai giornalisti e dai media e non agli inquirenti. Anzi si sente contento che la giustizia e gli inquirenti facciano il loro sperando che vadano: “…fino in fondo per accertare, una volta per tutte, la mia posizione, così da chiuderla e poter tornare ad avere una vita normale senza dover preoccuparmi ogni tot anni di rifinire nel tritacarne”. Rispetto al DNA in casa POGGI, Andrea dice che lui frequentava la casa e quindi se si trovassero sue tracce non sarebbe stupito. Per quanto riguarda il materiale genetico sulle unghie di Chiara a lui riconducibile, SEMPIO afferma che se fosse DNA da contatto diretto con la vittima dovrebbe essercene una quantità più copiosa.
Comunque che si devono attendere le risultanze. La giornalista chiede ad Andrea se ha un doppio peso sulla coscienza, nel senso che secondo le ipotesi accusatorie avrebbe, prima ucciso una ragazza e poi fatto scontare la pena ad un’altra persona. A questa domanda SEMPIO rimane in silenzio e non riesce a rispondere dicendo “no, no aspetta, questa non…” (dal minuto 05′ 07″).
Viene, quindi interrotta la ripresa, (non è noto per quanto tempo) per poi riprenderla con la giornalista che riformula la domanda alla quale SEMPIO risponde che in questa vicenda non ha pesi sulla coscienza, ribadendo di essere innocente e di non aver fatto nulla. Andrea a questo punto dice alla giornalista: “…te l’ho detta di merda scusa” e quindi quest’ultima chiede di
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riprovare. La domanda viene, nuovamente, riformulata ma in modo più diretto (min 06′ 31″)
“Andrea SEMPIO il 13 agosto 2007 entri in casa di Chiara Poggi e la uccidi?”. SEMPIO risponde: “No assolutamente, io non c’entro assolutamente nulla con il fatto”. La giornalista chiede: “Non avevi una relazione nascosta con Chiara Poggi?” e lui: “No, non c’è stata mai stata una relazione, non c’è mai stato nessun contatto personale, non solo fisico, ma non c’è mai stata una chiamata sul cellulare, un contatto, un’uscita con amici. Alla domanda (min 07’47”): “Tutti dicono potrebbe essere andato lì quella mattina aver avuto un contatto diretto che non ha mai raccontato” risponde: “No…no…no”. Si precisa che
SEMPIO nell’atto di rispondere a questa e alle domande sopra menzionate accenna una sorta di smorfia, un sorriso, tanto che, proprio la giornalista stessa, accortasi dell’atteggiamento tenuto dall’uomo, afferma: “Spiega anche questo, perché quando sorridi hai paura che venga anche travisato questo tuo sorriso perché hai detto chiaramente a me, metto una maschera, cosa vuol dire però metto una maschera? …” SEMPIO risponde che l’unico modo per sopravvivere alla situazione mediatica è quello di mettere: “Una maschera di cera, non reagire, far vedere che non sei toccato e andar avanti..”. Questa “maschera” chiede la giornalista se a lui serve per nascondere una verità che non ha mai detto, non ha mai raccontato, per nascondere – quindi –
l’omicidio ma, l’intervistato, risponde che serve solo a sopravvivere emotivamente al turbinio mediatico.
SEMPIO afferma di essersi deciso a concedere questa intervista, dopo il suo lungo silenzio dalla riapertura dell’indagine sul caso Chiara POGGI, perché aveva sentito il bisogno di far sentire la propria voce, di farsi vedere, di dimostrare che non sta scappando e che non ha nulla da nascondere.
Alla domanda secca e diretta (dal minuto 11′ 51″), se fosse stato lui nel 2007 ad uccidere Chiara POGGI, risponde: “No, no” e ancora: “Non sei stato lì per ucciderla quando Marco era in vacanza?”.
Nuovamente la risposta è negativa. La giornalista a questo punto notando ancora l’accenno di sorriso, da parte di SEMPIO nel rispondere a questa domanda, afferma: “Non stoppo perché anche se sorridi, so che è un sorriso amaro, non voglio tagli, voglio una reazione spontanea”.
SEMPIO aggiunge: “… è un sorriso di assurdità, cioè è quello”.
Rispetto alla riapertura delle indagini, afferma di essere arrabbiato e spaventato sia per sé stesso che per gli altri specificando però di non essere spaventato da un punto di vista legale ma dal dolore che coinvolge le persone a lui vicine. Si è sentito quindi in dovere di proteggere anche loro, motivo per il quale fin dal primo coinvolgimento nelle indagini non ha più pubblicato foto e storie sui suoi profili social. Anche rispetto ai capelli trovati tra le mani della vittima, l’intervistato nega che possano essere i suoi.
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Infine è certo che non ci saranno eventi che smentiranno quanto sempre da lui dichiarato, ovvero l’estraneità al delitto.
Alla domanda di ripercorrere la mattina del 13 agosto 2007, racconta di essere uscito di casa, dopo il rientro della madre, per recarsi presso una libreria di Vigevano. Una volta lì aveva constatato che la libreria era chiusa. Durante la permanenza a Vigevano aveva parcheggiato l’auto in un parcheggio a pagamento. Andrea riferisce che questa circostanza era già stata comunque verificata dagli inquirenti anche tramite il tracciamento del suo telefono. Ritornando sul punto durante l’intervista (dal minuto 21’03”), ha tenuto a precisare che lo scontrino del parcheggio non era il suo “alibi”, nel senso che non copriva il momento dell’omicidio ma era solo servito a confermare le sue dichiarazioni in merito agli spostamenti della mattina del giorno stesso. A specifica domanda di quale sarebbe effettivamente il suo alibi, SEMPIO ha riferito: “Il mio unico alibi è che il quel momento io ero a casa, ero a casa con mio padre e poi semplicemente ad un certo punto sono uscito per andare a fare questo giro a Vigevano”.
Elementi salienti emersi dall’intervista
Andrea SEMPIO, in questa intervista, è apparso meno sicuro rispetto a come si è mostrato nelle precedenti occasioni mediatiche summenzionate. Sul piano emotivo pare non sia stato in grado di gestire, con la stessa disinvoltura e controllo mostrati nelle altre interviste, le domande dirette e alquanto “insidiose” che hanno riguardato il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Chiara POGGI.
In particolare più volte nel rispondere a domande dirette della giornalista ha mostrato smorzati sorrisi, evidenziando una facies poco adeguata al contesto e dissonante rispetto ai temi trattati, tanto che la giornalista stessa, accortasi di ciò gli ha chiesto spiegazioni. Anche la risposta di SEMPIO è apparsa altrettanto inadeguata poiché ha precisato di avere questo atteggiamento perché indossa una: “(…) maschera di cera, non reagire, far vedere che non sei toccato e andar avanti (…)” espressione che in realtà dovrebbe essere manifestazione di un atteggiamento diametralmente opposto a quello mostrato, nel quale la sua accennata risata è sembrata più un segnale di disagio emotivo e di inquietudine interiore, piuttosto che segno di impassibilità.
È possibile quindi ipotizzare che SEMPIO avrebbe voluto assumere un atteggiamento di freddezza, impassibilità e distacco emotivo dai contenuti delle domande; comportamento che,
nello specifico, non è riuscito a mettere in atto.
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4. Video del 28 marzo 2025 – programma televisivo Quarto Grado
Il video in questione fa riferimento ad un’intervista che si è svolta all’interno dello studio del programma televisivo Quarto Grado in onda su Rete 4, condotto dal giornalista Gianluigi NUZZI.
In studio sono presenti anche il difensore di Alberto STASI avv. DE RENSIS, il difensore di Andrea SEMPIO, avv. TACCIA, il genetista consulente della famiglia POGGI, dott. CAPRA.
Il giornalista in apertura dichiara che questa è la prima intervista rilasciata da Andrea SEMPIO in uno studio televisivo dopo la riapertura delle indagini sull’omicidio di Chiara POGGI. Segue un servizio che racconta gli ultimi sviluppi della vicenda. In estrema sintesi nei mesi di novembre e dicembre 2023 sono stati prelevati diversi campioni di DNA da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, per conto della Procura di Pavia, a carico di SEMPIO e acquisiti altri reperti per le successive analisi genetiche. Verranno svolte anche ulteriori analisi genetiche sui reperti sequestrati nel 2007, il tutto per svolgere accertamenti e confronti alla luce delle nuove possibilità e strumenti tecnici ora disponibili.
In studio Andrea SEMPIO afferma che la vicenda che lo vede coinvolto procede su due binari, uno, quello legale, relativo alla doppia archiviazione, già avvenuta in passato, della sua posizione, mentre l’altro è quello mediatico. Avrebbe deciso di essere in trasmissione perché non può ignorare la parte mediatica e non farsi vedere perché: “(…) ti possono tirare addosso di tutto (…)”.
Alla domanda se il confronto tra il suo DNA e quello rinvenuto sotto le unghie di Chiara lo preoccupa, SEMPIO risponde di no, perché questo è un esame che è già stato fatto in passato senza esiti. NUZZI ribatte che oggi ci sono però delle tecniche innovative e SEMPIO dubita che ci siano esiti diversi dal passato precisando che, anche se si dovessero trovare altre tracce, lui frequentava casa POGGI. L’intervistato definisce anche il suo rapporto con Chiara POGGI, definendolo superficiale, senza contatti e particolari conversazioni. Parlando di casa POGGI, Andrea SEMPIO conferma di essere stato in tutti gli ambienti ad eccezione della camera dei genitori e asserisce: “(…) io sono stato in salotto, ho mangiato al loro tavolo, sono stato in bagno, sono stato nella camera di Chiara”.
Alla domanda se al tempo conosceva Stefania CAPPA (cugina di Chiara), l’intervistato risponde di no, ribadendo che, della famiglia POGGI, lui frequentava Marco e i genitori di quest’ultimo, oltre a frequentava la loro casa.
Rispetto al giorno dell’omicidio si riprendono le dichiarazioni di SEMPIO sul fatto di essersi recato per due volte a casa della nonna e l’intervistato ha risposto che una prima volta si era recato da solo al rientro da Vigevano mentre la seconda c’era andato con il padre.
In studio viene affrontato il contenuto di un’intercettazione ambientale relativo ad un dialogo tra
SEMPIO e il padre all’interno della loro autovettura il 10.02.2017 alle ore 19.05 nella quale
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SEMPIO dice testualmente: “Ne abbiamo cannata una, che io ho detto che lo scontrino era stato ritrovato dopo che ero stato sentito, che tu hai detto che l’abbiamo trovato prima”. Gianluigi NUZZI chiede come facesse SEMPIO a sapere che il padre aveva fatto quelle dichiarazioni. L’intervistato risponde che l’intercettazione parte nel momento in cui erano saliti in auto, ma il discorso relativo alle dichiarazioni fornite ai Carabinieri era già iniziato dopo l’uscita dalla Caserma e, quindi, prima di salire sul veicolo.
Elementi salienti emersi dall’intervista
Andrea SEMPIO è apparso in studio rilassato e composto. Ha risposto alle domande dirette del giornalista Gianluigi NUZZI e degli ospiti in modo pacato e chiaro senza evidenziare particolari attivazioni emotive confermando il suo assetto controllato e capace di gestire anche situazioni ad alto impatto emotivo.
5. Video del 31 marzo 2025 – programma televisivo Zona Bianca (parte 1)
L’intervista non si svolge in uno studio televisivo ma in un ufficio non meglio indicato. La prima domanda che viene posta a SEMPIO è, se fosse lui l’autore dell’omicidio di Chiara POGGI.
L’uomo risponde di no sottolineando di trovarsi in una condizione di attesa della conclusione delle indagini affinché, una volta per tutte, venga acclarata la sua innocenza. SEMPIO afferma che la sua posizione era già stata archiviata più volte negli anni passati, e di non aver alcunché da temere. Rispetto ai nuovi accertamenti, che verranno svolti sui reperti, l’intervistato dice che frequentava casa POGGI ad eccezione della camera dei suoi genitori. In particolare afferma di essere stato in salotto, in camera di Chiara a giocare con il computer, in cucina e pertanto sugli oggetti di uso comune non si stupirebbe che vengano trovate sue tracce. SEMPIO critica le notizie stampa che affermano che sono state trovate le sue tracce sulla scena del crimine, specificando che probabilmente ci sono sue tracce in casa POGGI, ma che solo in seguito quella casa da lui frequentata è diventata una scena del crimine.
Rispetto al suo DNA sotto le unghie di Chiara, dice che innanzitutto è da dimostrare che ci siano sue tracce perché in passato gli accertamenti svolti avevano stabilito che non era possibile fare un confronto ed inoltre afferma che sotto quelle unghie sarebbero stati isolati altri DNA ad oggi ignoti.
Rispetto ai rapporti tra lui e Chiara, SEMPIO dice di non aver avuto alcun tipo di rapporto ma di averla incrociata e solo salutata qualche volta in casa POGGI. Tra loro due non ci sono stati mai contatti, scambi di messaggi o altro.
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Rispondendo in merito delle tre chiamate che aveva fatto cinque giorni prima dell’omicidio a casa POGGI, mentre il suo amico Marco era in vacanza, l’intervistato spiega di aver chiamato a casa POGGI invece che sul cellulare dell’amico sul numero fisso di casa ma per sbaglio in quanto, avendo registrato sul proprio cellulare i contatti di Marco come “Poggi casa” e “Poggi cellulare”, aveva premuto la prima opzione al posto della seconda. Mentre in seguito afferma di aver provato a contattare Marco sul cellulare ma non gli partiva la chiamata e visto che loro (Marco e i genitori) dovevano partire per le vacanze ma c’erano state delle incertezze sulla data di partenza, aveva chiamato, sempre nella stessa giornata, a casa POGGI dove apprendeva che Marco non c’era. Il giorno seguente aveva richiamato casa POGGI per sapere quando effettivamente lamico avrebbe fatto rientro a Garlasco e, in quell’occasione, gli veniva comunicata la data di rientro. La giornalista riferisce che queste chiamate potrebbero essere state fatte per capire se Chiara fosse stata a casa da sola. SEMPIO sostiene che è inverosimile che contatti avvenuti cinque giorni prima dell’omicidio potessero in qualche modo essere predittivi del fatto che, proprio quella mattina e a quell’ora, Chiara sarebbe stata sola in casa e, soprattutto, senza il fidanzato.
Parlando del rapporto tra lui e Marco POGGI, Andre SEMPIO riferisce che l’amico non ha mai dubitato della sua innocenza, rimanendogli comunque sempre vicino fino ad oggi. Con i genitori di Marco non ha mai avuto particolari rapporti.
SEMPIO spiega che l’unica novità dell’attuale inchiesta sul suo conto è stata il prelievo del DNA, mentre tutti gli altri elementi sono stati già affrontati e chiariti nelle indagini precedenti.
La giornalista chiede di spiegare il motivo per il quale, nel corso di una conversazione intercettata tra lui e il padre, l’intervistato parlando dello scontrino del parcheggio dice: “Ne abbiamo cannata una” facendo ipotizzare che i due si fossero messi d’accordo sulla versione da fornire agli inquirenti. SEMPIO spiega che l’intercettazione ha cristallizzato solo la conversazione che è avvenuta all’interno della loro auto, precisando che questo scambio faceva parte di un più ampio discorso già iniziato all’esterno del veicolo, nel quale padre e figlio si sono confrontati su cosa gli era stato chiesto dopo le rispettive audizioni. Sempre in merito allo scontrino del parcheggio racconta che non rappresenta un alibi ma solo la conferma del fatto che lui si fosse recato a Vigevano quella mattina precisando che, su consiglio della madre, lo aveva conservato a seguito dei fatti avvenuti quella mattina e lo aveva consegnato solo dietro richiesta degli inquirenti
Mentre, parlando del fatto che quella mattina aveva trovato chiusa la libreria a Vigevano (motivo per il quale si era recato in quella località e aveva posteggiato l’auto nel parcheggio a pagamento), racconta che non sapeva il giorno di chiusura settimanale.
Alla domanda di quando aveva appreso della morte di Chiara, SEMPIO, ripercorrendo la giornata dell’omicidio (13 agosto 2007) riferisce che quella mattina si era recato appunto a
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Vigevano e dopo essere rientrato a casa si era recato a far visita a sua nonna, insieme al padre, che abitava a circa trecento metri dall’abitazione dei POGGI. Dopo qualche ora è uscito nuovamente da casa in auto e, ripassando nella via di casa POGGI, strada che ormai era stata bloccata, aveva sentito dire “genericamente” dalle persone presenti sul posto che era stata trovata una ragazza morta in casa. Nel pomeriggio aveva appreso altre notizie, ma le voci erano sempre contrastanti tra incidente, suicidio oppure omicidio. A specifica domanda se lui o i suoi amici (che conoscevano Marco POGGI), avessero fatto delle ipotesi sull’autore del delitto una volta acclarato cosa effettivamente fosse accaduto a Chiara, SEMPIO ha detto che non avevano formulato ipotesi perché non conoscevano né la compagnia di Chiara e né il suo fidanzato.
Elementi salienti emersi dall’intervista
Andrea SEMPIO è apparso capace di rispondere alle sollecitazioni poste in essere dalla giornalista. Si rilevano reazioni non verbali tipo “si dondola” e aumenta il gesticolare in concomitanza con le argomentazioni che riguardano le chiamate a casa POGGI dei giorni 7 e 8 agosto 2007 e la questione dell’intercettazione in cui commentava con il padre la questione dello
scontrino di Vigevano.
6. Video del 31 marzo 2025 – programma televisivo Zona Bianca (parte 2)
In apertura di questa seconda parte della medesima intervista, SEMPIO ha riferito di non aver mai conosciuto STASI. Alla domanda se ritiene Alberto STASI colpevole, SEMPIO risponde affermativamente argomentando di avere fiducia dell’operato della giustizia e di tutti gli accertamenti svolti negli anni.
Viene chiesto se ritiene giusto fare gli approfondimenti investigativi odierni, anche a suo discapito, se vi sono ancora dei dubbi sul delitto dopo tutti questi anni. L’intervistato pensa sia giusto approfondire se vi sono incertezze per la ricerca della verità.
La giornalista cita una dichiarazione del 25 agosto 2007 di una persona vicina alla famiglia POGGI che aveva affermato di aver ricevuto, quel pomeriggio del 13 agosto, una chiamata da un numero privato da parte di una donna, voce femminile identificata successivamente nella voce di Stefania CAPPA, che chiedeva aiuto, e diceva “Andrea aiutami” e chiede a SEMPIO se quell’Andrea poteva essere lui, precisando inoltre che la predetta persona non si chiama Andrea. L’intervistato risponde che di questa chiamata non sa nulla in particolare e di aver appreso questa circostanza solo dai giornali.
La giornalista chiede a SEMPIO la sua opinione in merito ad otto suicidi “abbastanza misteriosi” che sono avvenuti dal 2007 in poi a Garlasco, tra cui quello di un suo amico di infanzia. Rispetto
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a questo SEMPIO dice di non sapere a chi si riferiscono di preciso questi episodi, ma di aver conosciuto questo suo amico che aveva frequentato dall’infanzia fino a metà del ciclo delle scuole superiori, per poi perdersi di vista. Questo ragazzo a dire di SEMPIO non ha nulla a che fare con il delitto e non frequentava la famiglia POGGI. Dice che il nome di questo ragazzo, come quelli altre persone, è finito nel calderone mediatico delle persone coinvolte a vario titolo nella vicenda.
Rispetto a quanto pubblicato sui social da questo suo amico prima di compiere l’atto anticonservativo, SEMPIO non sa nulla di particolare tranne quello che è trapelato dai giornali ovvero che si trattava di un passo di una canzone dei tempi. La giornalista chiede se le vicende di questi suicidi sono in qualche modo collegate al santuario Madonna delle Bozzole. SEMPIO dice di non aver mai frequentato: “Giri di chiesa e oratorio”, sa che esiste questo Santuario ma non sa nulla di più. Altro episodio citato dalla giornalista è la misteriosa morte di un uomo di 88 anni trovato sgozzato e con mai legate. La donna racconta che qualcuno ipotizza che questa persona sia stata uccisa perché aveva visto qualcosa quel giorno. SEMPIO dice di non aver mai conosciuto questo uomo e che l’unica cosa che ricorda di questa vicenda, è stato il fatto di cronaca in sé.
A domanda SEMPIO riferisce di non aver mai incontrato Chiara in qualche locale. SEMPIO risponde anche di non sapere nulla della vicenda del Maresciallo che al tempo indagava sul caso POGGI che era stato coinvolto in un giro di prostituzione all’interno di un locale e di non sapere nulla di ipotesi alternative che possano spiegare il delitto.
SEMPIO, sollecitato riferisce di essere tranquillo e di non temere nulla da un punto di vista legale.
Anche per quanto riguarda la vicenda di un testimone, ritenuto inattendibile e che ha poi ritrattato le ‘sue dichiarazioni che avrebbe visto una donna in bicicletta la mattina dell’omicidio passare nei pressi di casa POGGI, SEMPIO – chiamato a riferire sul punto – dice di non sapere alcunché, aggiungendo che se la Procura avesse trovato un qualche interesse, fa bene ad approfondire.
Viene chiesto a SEMPIO il perché del fatto che le indagini, attualmente, si muovono a suo carico per omicidio in concorso con STASI o con altri. L’intervistato dice di non saperlo, aggiungendo che possono valutare tutte queste piste alternative ma che non troveranno alcun collegamento tra lui e qualcuna di queste piste, perché lui con il delitto non c’entra nulla.
Rispetto all’ultima volta che SEMPIO era stato a casa POGGI, l’uomo ha riferito di non ricordarselo di preciso. La giornalista aggiunge che Marco era partito il 5 agosto: “Boh potrei essere stato lì, non so appena prima, se è partito il cinque, potrebbe essere il quattro? Però non ho in mente una data precisa”.
SEMPIO a domanda se all’epoca fumava, risponde di non aver mai fumato.
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Verso la fine dell’intervista SEMPIO parlando di eventuali paure, riferisce che a livello legale si ritiene abbastanza tranquillo ma la cosa che lo preoccupa, e pesa di più, è la parte mediatica che coinvolge non solo lui ma tutta la sua famiglia. Racconta, inoltre, di aver ricevuto minacce sia sui social che tramite lettere recapitate a casa sua.
L’intervistato riferisce poi che il suo coinvolgimento nelle indagini è stato causato dal fatto che, tra gli amici, lui era quello che frequentava di più casa POGGI e quindi: “(…) nel caso ci fossero tracce, probabilmente troveranno le mie (…) quindi si, questa cosa realmente potrebbe colpire un pó’ chiunque perché tutto quello che ho fatto in questa vicenda è stato andare a trovare un amico a casa (…)”.
In conclusione, a domande diretta, risponde di essere innocente e di non credere che si arrivi ad una misura restrittiva nei sui confronti.
Elementi salienti emersi dall’intervista 6
Andrea SEMPIO durante tutta l’intervista suddivisa in due video è apparso calmo e rilassato. Ha risposto per circa un’ora a tutte le domande con serenità e compostezza, senza mostrare particolari attivazioni emotive. L’eloquio è sempre stato fluido e senza manifeste alterazioni di tono. Le risposte sono apparse in linea con i quesiti posti, senza fughe argomentative o evidenti digressioni. Anche in questa intervista si rileva un aumento del non verbale di tipo “dondolio” e del gesticolare in concomitanza con gli argomenti che rievocavano Alberto STASI e la questione del presunto testimone che avrebbe visto qualcuno in bici il giorno dell’omicidio di Chiara
POGGI nei pressi dell’abitazione della vittima.
2.3b Interviste rilasciate alla rete televisiva SKY
OPERAZIONI ESEGUITE
Sono stati analizzati nr. 4 video relativi ad interviste televisive rilasciate da Andrea SEMPIO, in ordine ai fatti collegati all’omicidio di Chiara POGGI, forniti dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano.
I files delle interviste erano denominati – dall’Arma procedente – con i seguenti appellativi: lunga, impronte, camere varie e breve.
A fattor comune, per quanto riguarda il contenuto degli “spezzoni” di intervista, si specifica che gli argomenti trattati sono risultati piuttosto simili agli altri già menzionati nella parte riferita alle interviste Mediaset nella presente relazione, ovvero il rapporto tra Andrea SEMPIO e la famiglia
POGGI (con particolare riguardo a Chiara), gli spostamenti nei giorni precedenti al delitto e nella
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giornata del 13 agosto 2007, le “telefonate” effettuate all’utenza fissa di casa POGGI da parte del SEMPIO, la sua andata a Vigevano nella mattinata del 13 agosto 2007 con relativo scontrino del parcometro conservato e poi esibito come “riscontro”, la conoscenza o meno di Alberto STASI e così via.
Premesso ciò, di seguito non verranno dettagliati tutti i contenuti delle interviste ma soltanto i passaggi degni di nota dal punto di vista psico-criminologico o della comunicazione verbale, non verbale e paraverbale.
Elementi salienti emersi dal:
1. Video denominato “lunga”
In questo video ciò che emerge all’attenzione è il gesticolare dell’intervistato che appare più corposo, rispetto alle altre interviste Mediaset analizzate, e abbastanza costante durante tutta la ripresa. L’orientamento dello sguardo non è sempre diretto verso l’intervistatore come ad esempio nel passaggio in cui si chiede se Chiara sapesse o meno il suo nome (2′ 18″), in cui scosta lo sguardo dall’intervistatore per guardare in alto e del momento in cui viene trattato l’argomento del noto scontrino del parcometro di Vigevano, in cui scosta lo sguardo dal giornalista per orientarlo verso il basso (3′ 12″).
Screen shot 1 e 2
2. Video denominato “impronte”
Permane in questo video l’orientamento dello sguardo, da parte di Andrea SEMPIO, verso l’alto ed il gesticolare in maniera rilevante.
🔹🔹🔹
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3. Video denominato “camere varie”
In questo video ciò che appare rilevante è il gesto dell’intervistato di “tenersi le mani” in concomitanza con l’argomento del ritrovamento delle tracce del suo DNA sulle unghie della vittima (00′ 46″) e con l’argomento delle chiamate che ha fatto al numero fisso di casa POGGI (7’13”).
Screen shot 3 e 4
Altri elementi degni di nota sono l’orientamento del volto di Andrea SEMPIO verso un sorriso che appare essere una sorta di “ghigno” (8’14”; 9’39”) ed il movimento del sopracciglio sx verso l’alto nel momento in cui si affronta l’argomento dello scontrino di Vigevano (dal 9′ 32″ a 9′ 35″).
Screen shot 5 e 6
Infine, in questo video riscontriamo la presenza di fughe argomentative evasive in almeno due occasioni. Nello specifico si evincono all’inizio dell’intervista ed al minuto 13’25” quando prende diverso tempo per iniziare a rispondere sul tema del suo presunto DNA sulla vittima e
“condisce” la risposta con molte spiegazioni. Si evidenzia anche una leggera perdita di linearità logica al minuto 12’08” quando si affronta il discorso del suo nuovo coinvolgimento
nell’indagine e di quanto se lo aspettasse o meno.
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In questo specifico passaggio il SEMPIO, che solitamente appare molto logico e con risposte estremamente concatenate con i quesiti posti, è apparso attuare un tentativo di risposta evasivo per poi cercare di riportare il discorso sulla descrizione del suo stato emotivo descrivendo però fatti concreti e non vissuti emozionali.
4. Video denominato “breve”
In questo ultimo video dell’emittente Sky si nota un focus argomentale, dell’intervistato, di circa 2′ sul fatto che lui non c’entri alcunché con il reato e che non avesse contatti con la vittima.
Di interesse psico-criminologico, in riferimento a tutte le video interviste analizzate (sia Mediaset che Sky), è il particolare che Andrea SEMPIO, dovendo definire il fatto reato accaduto, ovvero l’omicidio efferato di Chiara POGGI, abbia sempre utilizzato temini quali: la vicenda di Garlasco
– la cosa – la faccenda – il caso – la vicenda – il fatto – sta’ roba qua – caso che ha fatto un po’ la storia – questo. La scelta ricorrente di SEMPIO di utilizzare appellativi generici e neutri, parlando dell’omicidio di Chiara POGGI, verrà meglio commentata nella parte riferita alle conclusioni e
spunti di approfondimento.
1.4
ANALISI INTERCETTAZIONI AMBIENTALI ANDREA SEMPIO
L’ascolto di alcuni stralci di intercettazioni ambientali registrate nell’autovettura di Andrea
SEMPIO, hanno restituito un assetto dell’uomo più spontaneo e orientato verso la conferma e la ricerca di sicurezza e/o “perfezionismo” (a titolo esemplificativo si citano i messaggi vocali che prova anche 3 o 4 volte, risentendoli prima di inviarli al destinatario), ma si nota anche un tono della voce meno impostato e cadenzato, a più riprese, da una sorta di sospiri e/o respiri profondi.
In queste circostanze SEMPIO, da solo senza telecamere puntate e giornalisti che gli ponevano domande, sembra meno recitante e più rievocativo/ produttivo a differenza del narrato – di cui alle interviste già sopra riportate – in cui appare, come già commentato, riproduttivo di un qualcosa di già preparato, acquisito e sedimentato nella memoria.
È stato poi, nel dettaglio, analizzato uno stralcio di un’intercettazione ambientale, di rilevanza investigativa, registrata in data 14 aprile 2025 alle ore 15:10 all’interno dell’autovettura Fiat Panda di Andrea SEMPIO (146 RIT 2025), nella quale lo stesso SEMPIO è da solo e parla con sé stesso.
Di seguito viene riportato quanto trascritto integralmente da personale del Nucleo Investigativo CC di Milano.
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min 21:46
Andrea: inc… delle tre chiamate… lei ha detto ha detto “non ci voglio parlare con te” (imitando una voce femminile, ndr)… inc… gli ho detto “riusciamo a vederti” (riferendosi alla propria risposta, ndr) ciao inc…” e [lei oppure “e li) mi ha messo giù … e mi (gli) ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la inc… (dura) (ride, ndr) mai vista in questo modo… e da un lato l’interesse non era reciproco inc… [pausa] … inc… lei dice… lei dice “non l’ho più trovato”‘… inc.. dire che inc… tutto sbagliato … inc… cioè inc… [pausa] …
“ahhh” (imita una risposta di un interlocutore, ndr) e ha continuato a ributtare giù min 22:46
andrea: cioè mi sta inc… sta cosa inc… (voce troppo bassa, ndr) min 23:17
andrea: inc… perchè inc… “io ti sto dicendo, magari..inc…” (voce troppo bassa, ndr) e adesso che ce l’ho… eh? perchè Chiara è inc… dentro inc… quel video… “e io ce l’ho”… [oppure: quel video ce l’ho]
Dall’analisi di quanto trascritto, dagli operatori che hanno ascoltato le intercettazioni, pare che Andrea SEMPIO – nella prima stringa (min. 21’46”) – facesse riferimento alle tre telefonate che avrebbe fatto ad un l’interlocutore di sesso femminile (parla al femminile facendo riferimento ad una LEI) che gli avrebbe risposto di non voler parlare con lui. SEMPIO avrebbe insistito con le chiamate ma l’interlocutrice, più volte, avrebbe chiuso intenzionalmente la comunicazione. Questo atteggiamento insolito da parte della predetta, pare aver sorpreso SEMPIO. La donna inoltre avrebbe riferito a SEMPIO di non essere più in possesso di un “qualcosa”, non meglio indicato, che non avrebbe più trovato.
Nella stringa al min. 23:17 è SEMPIO che invece dice di essere in possesso di un “qualcosa”, dopodiché, proseguendo, pronuncia il nome CHIARA, persona che dovrebbe essere stata ripresa in un video in suo possesso.
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1.5 ANALISI MATERIALE DOCUMENTALE
2.5a Materiale documentale rinvenuto durante perquisizione avvenuta in data 14 maggio 2025
presso l’abitazione di Andrea SEMPIO
OPERAZIONI ESEGUITE
Sono stati analizzati nr. 5 (cinque) documenti, relativi a materiale cartaceo rinvenuto presso l’abitazione di Andrea SEMPIO, qui trasmessi in formato digitale dal Nucleo Investigativo
Carabinieri di Milano. Dei predetti documenti si riportano gli elementi ritenuti di interesse.
Agenda marrone
Il documento in questione è un’agenda nella quale SEMPIO appunta delle considerazioni riferite alle varie fasi della sua esistenza passata e presente ed ipotizza/manifesta i suoi desideri e obiettivi per il futuro. I contenuti sono quasi sempre suddivisi in tre parti intitolati proprio PASSATO, PRESENTE e FUTURO. Lo scrivente parla di sé in terza persona come se stesse. descrivendo l’individuo Andrea e si ponesse in osservazione esterna e narrativa della sua storia di vita.
Per composizione e suddivisione delle parti scritte non sembra una produzione spontanea (almeno nell’organizzazione schematica), mentre sembrano credibili e sinceri i contenuti riportati.
Più nel dettaglio si richiamano di seguito i contenuti maggiormente significativi emersi dalla lettura dell’agenda specificando che, in diversi passaggi, la grafia risultava difficilmente decifrabile.
In generale Andrea SEMPIO, per quanto attiene il suo passato, evidenzia criticità nella sfera relazionale recitando che non riusciva ad interagire con i suoi coetanei fin dalla scuola materna.
Tali difficoltà sono proseguite anche durante la scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Le problematiche raccontate e riferite alla prima parte della sua età evolutiva, si sono mantenute tali e si sono estese anche alla sfera dell’approccio con le ragazze (come da lui stesso dichiarato), una volta che è diventato adolescente e poi adulto.
Rispetto alla famiglia di origine, SEMPIO riferisce che, pur essendo di ceto medio-basso (ma non povero come invece era solito definirla il padre), non ha mai sofferto.
I momenti più critici del suo passato li rimanda al periodo delle scuole secondarie di primo grado in cui riferisce di far parte del gruppo dei cc.dd. “sbandati”, ma senza spiegare a cosa faceva riferimento tale appellativo e le scuole secondarie di secondo grado ove riferisce di aver subito
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veri e propri atti di bullismo mai sfociati in violenza fisica ma orientati verso la violenza psicologica e la presa in giro. Durante le scuole secondarie di secondo grado si definisce “satanista” ma anche in questo caso non declina esattamente comportamenti, e/o atteggiamenti, e/o affiliazioni a gruppi o sette sataniche che possano giustificare tale modo di definirsi. Si limita a dichiarare di vestire, in quel periodo, spesso di nero.
Di particolare interesse psico-criminologico appare il suo racconto della scuola materna in cui riferisce di aver iniziato a mentire al fine di affascinare gli altri. Questa ammissione si ritroverà anche in altre parti degli scritti analizzati e, addirittura, specificando che tale capacità menzognera gli sarebbe rimasta anche da grande.
DA PiCCOLiNO, ALLA MAtSNNA, IMPANA ONE PUT
MoUtino, NACONtARE StOhiE PoN AFTASCiNARE
ch ALthi BAUBiNi.
QUEsTa CApACitá NAmAtiVA OLi NEStEná poi
ANCIAE DA GRANDE.
Altro passaggio degno di nota è esposto in una frase riferita sempre al suo passato in cui scrive genericamente di aver: “Commesso cose brutte”.
Come reazione al periodo critico adolescenziale in cui veniva, a suo dire, bullizzato e preso in giro, Andrea SEMPIO racconta di aver iniziato a compiere atti autolesionistici consistiti nel tagliarsi sul petto e sulle braccia e nell’essersi provocato delle bruciature.
Con il cambio dei compagni alla scuola superiore (in quarto anno) e l’essere entrato in e un gruppo/ forum che si chiama ITALIAN SEDUCTION – con lo pseudonimo di Andreas – (vedere finestra di approfondimento n.1), pare che le cose siano andate molto meglio. Da li in poi ammette di essere riuscito a vedere anche aspetti positivi della sua infanzia e del suo carattere, come l’essere stato un bambino curioso, a cui piaceva leggere, amante degli animali e delle scienze e dotato di sensibilità.
Nelle varie rievocazioni del suo passato appaiono anche riferimenti sentimentali a relazioni avute con Angela, Federica (che aveva dieci anni meno di lui) e altre, nonché commenti molto personali
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sulla sua attività masturbatoria che avrebbe assunto anche carattere di compulsività (egli stesso la definisce così).
Rispetto all’argomento riferito al fatto reato, in cui Andrea SEMPIO era in quel periodo indagato, vi è un passaggio – nel suo schema narrativo del presente – in cui si limita a dire che è stato in TV perché accusato di omicidio. Non “condisce” questa frase né con particolari oggettivi e né con vissuti emotivi.
Infine, per quanto riguarda i suoi propositi/desideri futuri, SEMPIO riporta una serie di argomentazioni condivisibili in cui dichiara di volere un lavoro con uno stipendio buono, una relazione stabile con uno o più figli e una casa.
Finestra di approfondimento n. 1
ITALIAN SEDUCTION CLUB3
UNISCIT
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Rieposte recenti
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Lounge Privé del Cartelto
224 ма 2074
caserma, to 28 emma sono unatiene
Si tratta di un forum virtuale, esistente dal 2004, che riporta circa 45 mila iscritti e che ha, come argomento principale, il tema della SEDUZIONE. All’interno delle varie sezioni si può partecipare a corsi on line sul tema, entrare in stanze condivise con altre persone accumunate tra loro dall’età o dalla problematica/disagio che riportano nell’ambito della seduzione e così via. Vi è anche un’area dedicata all’interazione diretta con
uno psicologo.
3 https://www.italianseduction.club/forum/
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italianSeduction.club
CARTELLO GALIANO DELLA SEDUZIONE
Kintsugi: lo Psicologo risponde
Psicocogi Geir 800 vs psicologi mode
S08 vinte
3 ларот
112 vole
Volere samoa domAne suo te
Fidanzato cuckhold
日
P Cerca
Navigando all’interno delle varie sezioni del forum vi è anche un riferimento ad una presumibile tecnica di seduzione, chiamata Best Seduction Game, che potrebbe corrispondere all’acronimo BSG che utilizza il SEMPIO in alcuni passaggi degli scritti analizzati più in avanti e precisamente nella parte n. 4 chiamata
“blocco appunti”.
vra rachati per best sedi *© Nuovaschede
Best Seduction Game 2.0 in PRE-LANCIO solo per IS
TAuRus ha pubblicato una discussione in Partiamo di Seduziono
You Can’t read i Grectly.
O 11 Agosto 2014
• 4 risoous
く
SEDUCTION BLACK FRIDAY
Officina del Suecento na pubblicaro una discu
You ceatread a drecty.
© 15 Novemore 2021
• 15 nisposs
Best Seduction Game 2011: ISCRIVITI ORA!!!
TAURus ha pubblicato una discussione in ISCRIZIONI ai nuovi corsi e training
© 18 Dicembro 2010 # 142 risposte
SEDUCTION BLACK FRIDAY
/ Ofticina del Successo ha riaposto a Officina di
You cant read it directly.
O 25 Novembre 2021 • 1S risposte
OTC ha risposto a OTC nella discussione ISCRIZIONI •
You cant read i drestiy.
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Agendina blu aprile-agosto 2018
Il documento in questione riguarda un’agenda in cui SEMPIO, probabilmente in maniera spontanea, annota quasi quotidianamente alcune azioni compiute, altre che deve compiere, fa brevi commenti su fatti accaduti ma sempre con un frasario corto e schematico. Proprio rispetto allo schematismo ed alla sua abitudine/necessità di fare liste troviamo un commento al giorno 4.5.2018 in cui manifesta la volontà di: “Non ricominciare con le solite liste”, lasciando intendere che in passato fosse un suo modo di scrivere e che vi fosse l’intento di abbandonare tale modalità in quanto vissuta con possibile disagio.
Anche in questa agenda c’è un passaggio riferito alla richiesta di archiviazione.
SOLORBAN UNPÓ UNCASIONA
CONEICUOTO IVI, FORMAtORE.
RICHIEStA ANCHiNAZiOLEX
1610t.; 5. VA IN SAHAGEA
Degno di nota, dal punto di vista psicologico, è il fatto che l’argomento dell’archiviazione sia inserito all’interno di una lista di accadimenti che attengono contesti e situazioni molto dissimili tra loro per importanza e significato. Infatti, tra le altre cose riportate, si può leggere: “Scherzato un po’ con cassiera Esselunga – Conosciuto Ivan, formatore – Richiesta archiviazione x ignoti, si va in battaglia – Ho avuto momenti di panico”.
Altro elemento del contenuto degli scritti, che riecheggia più di una volta, è il commento che SEMPIO fa su come sono andati gli incontri a casa sua con i genitori lasciando intendere che sia per lui importante l’andamento ed il rapporto con la sua famiglia di origine e che lo monitori nel tempo.
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Agendina nera Moleskine
Il documento in questione è un’agenda Moleskine con fogli bianchi a righe sui quali SEMPIO annota nella parte superiore un numero riconducibile presumibilmente ad un numero di pagina ovvero il giorno del mese, e sui quali lo stesso ha scritto alcuni suoi pensieri/appunti. La scrittura risulta talvolta indecifrabile.
Alla pagina “10”, SEMPIO parla di due ragazze: Ilaria e Lavinia. Con la prima SEMPIO scrive di aver scambiato due parole mentre rispetto alla seconda scrive che si tratta una gelataia bionda.
Alla pagina “25” SEMPIO scrive “detto 1 parola ad una ragazza in libreria poi…. non ho avuto il coraggio di proseguire”
Alla pagina “23” scrive di essere stato a Piacenza facendo riferimento ad una ragazza “la cameriera dell’Old a Piacenza”
Alla pagina “4 agosto” scrive “lunga passeggiata sotto il sole in campagna. Scoperto dove finisce la strada da cui gira spuntata la bionda…” e in seguito ” salutato tipa 3 all’incrocio”.
Alla pagina “11” scrive “Chiuso bocca alla Jessica”, mentre alla pagina “14” scrive “la bionda col bel culo mi ha salutato e pure la brasiliana giovane”.
Alla pagina “11 agosto” scrive “scherzato un po’ con Claudia che era felice per un appuntamento e la cosa mi da fastidio … non è tanto gelosia, quanto invidia”. Nella pagina successiva scrive “C. ha scopato”.
Alla pagina “20” SEMPIO annota “tornata Claudia tremavo”; “mi ha salutato la gelataia” “salutato una carina”; “devo imparare a riflettere prima di parlare”.
Alla pagina “10” “forse scriverò a Giudi”. Alla pagina “5”: ” una ragazzina nera mi ha sorriso” e in corrispondenza del “6” scrive “i giarda son pedinati, vedremo se cercheranno di dar la colpa a noi”. Alla pagina in corrispondenza dell'”‘” scrive “sognato esorcismo fede e dormito poco”; “sto andando in paranoia”. Nelle pagine precedente a questa (senza indicazioni numeriche) scrive ” si sentono pedinati”.
Alla pagina dopo il numero “5” scrive “Ho ancora in mente Giuditta”.
Blocco appunti
Il documento in questione è composto da nr. 3 fogli manoscritti, in cui alla prima pagina sono presenti le scritte “BSG E OBIETTIVI” e “DIARIO”. Nella parte degli obiettivi SEMPIO ha scritto degli obiettivi da raggiungere nel breve e medio periodo tra cui “Domani dare fiore a Martina –
Entro la settimana imparare a parcheggiare qui – cucinare na’ bistecca decente”.
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Mentre nella sezione dedicata al diario alla data “SAB 17 GIUGNO” scrive “ho capito il discorso eye contact da maniaco … ho fissato Martina più volte. Ogni volta ce n’è una. Una donna che punto e con cui non combini niente … voglio cambiare stà situazione domani dò il fiore a Martina, fotte cazzi.” Alla data di “DOMENICA 18 GIUGNO” scrive “La Marti non c’era quindi niente fiore noia … noia (…) da domani BSG”
Nel terzo foglio sono indicati degli obiettivi che SEMPIO, verosimilmente, si propone di conseguire:
Csett :
VOGLO ESSER A MiO AGiO CON LE DONNE VOGIO FAR SESSO CON 10 DONNE MOVE
VOGLiO FAR SOS CU LA MARtiNA
VOCO IMPAniRo A SEDUME NEi LOULi
VoGtio DaNNE con tattE. Grosso
E BEL CULo
Quadernone arancione
Il documento in questione riporta nuovamente la descrizione delle tappe evolutive di Andrea
SEMPIO suddivise tra passato, presente e futuro. I contenuti sono simili a quelli già commentati ma redatti in maniera più narrativa e meno schematica. Diversi appaiono i passaggi di interesse psico-criminologico che aiutano a cristallizzare e confermare le aree critiche dell’evoluzione di Andrea SEMPIO e aggiungono particolari non emersi nel precedente materiale manoscritto analizzato.
In particolare SEMPIO, nel ripercorrere il periodo in cui è stato accusato di omicidio, riferisce di aver meditato il suicidio. Racconta poi della fine di una relazione sentimentale, del suicidio di un amico implicato in una storia di droga e di problematiche sanitarie genitali, che lo hanno portato a subire un intervento chirurgico al frenulo e ad una diagnosi di varicocele (per le quali non specifica l’eventuale modalità di presa in carico sanitaria). Infine ribadisce il fatto di praticare la
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masturbazione e di non avere rapporti sessuali dall’anno 2016 (questi scritti risalgono all’anno 2018).
SI CASUA Cu FoDERiCA.
FE VANOW VA BONE REi a AvotIO:
Di cosu 2017:
ViSTO ACUAtO D’ONiCDiO. VA Di GoNi
Mosita il svicozo. Vá w ti
VAGVO ASSO ANCITUIATA LA FiA PATICT
DOVACA CAi C’HA ACCSALO ZAreONa AASO CA NSOL
2018
Si trasFonsco a VoGuori nano l’er
HA 24 ANNi.
Di QUANDO HA MAI GiADAGUATO PRiSiA
le Micolo si o aso por ma stoia nonoas
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Di interesse anche la parte in cui riferisce di aver seguito i corsi di autodifesa nonché un corso per superare la paura degli altri.
Inizia co un suico A pontas Abestoa, Auuso Por
LE VANDi LA PAURA DiCi AUti.
Nota Informativa relativa al Proc. Pen 642/2025 R.G.N.R. Mod.21 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia
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PARTE SECONDA
Conclusiva e di approfondimento
2.1
CONCLUSIONI
Dall’analisi del materiale messo a disposizione dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano, si possono evidenziare le seguenti aree di analisi e approfondimento, suddivise per specifiche tematiche.
Riferite ai video delle interviste rilasciate da Andrea SEMPIO
Analizzando la comunicazione verbale, paraverbale e non verbale, gli atteggiamenti e l’eloquio di Andrea SEMPIO durante le interviste, è emerso che l’uomo – in linea generale – abbia sempre mantenuto un assetto controllato, rigido e senza evidenziare scostamenti di “colore” emotivo. Tale compostezza è stata mantenuta anche durante la trasmissione “in diretta” Quarto Grado mentre venivano proiettate immagini ad altissimo impatto emotivo raffiguranti le pozze di sangue sulla scena del crimine, le foto della povera Chiara POGGI, i vari ambienti della casa teatro dell’efferato omicidio e così via.
Le risposte fornite sono sempre state del medesimo tenore e contenuto, come se lo stesso abbia messo in atto una sorta di “copione” accuratamente preparato in precedenza. Questo aspetto viene evidenziato dal fatto che, frequentemente, prima di rispondere ad alcune domande (legate ai temi focus dell’indagine) SEMPIO abbia alzato lo sguardo, come per recuperare informazioni dalla memoria che gli permettessero di rispondere in modo adeguato, evidenziando l’importante carico cognitivo che le domande stesse, elicitavano.
Solo in un’intervista Andrea SEMPIO, è apparso meno sereno e sicuro di sé rispetto a come si è mostrato nelle precedenti occasioni. Nella circostanza sul piano emotivo pare non sia stato in grado di gestire le “domande dirette, improvvise e impreviste”, che hanno riguardato il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Chiara POGGI.
In particolare alcune risposte sono state accompagnate da un inopportuno e dissonante sorriso tipo “ghigno” (elemento evidenziato anche dalla giornalista stessa), che è apparso più come un segnale di forte disagio emotivo e di inquietudine interiore, piuttosto che un segnale di impassibilità, come invece lo stesso SEMPIO ha provato ad argomentare.
Altro particolare degno di nota, come già accennato nella parte riferita all’analisi delle interviste, è il fatto che, in tutte le interviste, dovendo definire il fatto reato accaduto, ovvero l’omicidio efferato di Chiara POGGI, Andrea SEMPIO abbia sempre utilizzato temini quali: la vicenda di 4 Video intervista del 21 marzo 2025, approfondito al punto 3 del paragrafo 2.3a della presente nota tecnica.
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Garlasco – la cosa – la faccenda – il caso – la vicenda – il fatto – sta’ roba qua – caso che ha fatto un po’ la storia – questo. Utilizzare termini neutrali e sostantivi generici, riferiti ad un evento ad elevato impatto emotivo, può essere letto come un tentativo difensivo interno e inconsapevole che ha la finalità di allontanare da sé il fatto stesso, cercando di depotenziarlo nella sua gravità e antisocialità giungendo anche ad abbassare il senso di angoscia che potrebbe, invece, provocare una definizione più diretta, negativa e pregna di significato mortifero e mostruoso. La possibile soluzione per abbassare questo senso di angoscia potrebbe essere, quindi, quella di utilizzare un linguaggio che introduca un tono più neutro, privo di giudizio, riflessivo o addirittura catartico.
Per quanto riguarda gestualità di SEMPIO durante le varie interviste, in linea generale, si è notato che, nei video di Mediaset essa è apparsa molto coartata, mentre nei video di Sky è sembrata più sciolta e con movimenti più accentuati.
In alcune circostanze l’intervistato ha utilizzato, come già accennato, delle fughe argomentative che rappresentano delle strategie difensive, di solito automatiche ed inconsapevoli, messe in atto da un individuo, al fine di eludere una risposta diretta, spostando così l’attenzione dai punti cruciali/focus stimolati da un quesito di difficile gestione interna/psicologica. Queste possono manifestarsi in vari modi: cambiando argomento, rispondendo con altre domande, evitando di dare risposte precise, prendendo tempo parlando di altro.
Nel caso specifico gli argomenti che hanno sollecitato in Andrea SEMPIO delle fughe argomentative sono stati:
- la questione del ritrovamento delle tracce del suo presunto DNA sotto le unghie della vittima;
- le domande dirette sul suo coinvolgimento nel delitto;
- il fatto che il giorno del delitto sia andato due volte a trovare la nonna paterna;
- le domande riferite alle sue reazioni emotive dopo la comunicazione di essere stato indagato.
Riferite alle intercettazioni ambientali di Andrea SEMPIO
I soliloquis – prodotti da SEMPIO -, e descritti nella parte dedicata alle intercettazioni, potrebbero essere stati facilitati dal fatto che lo stesso SEMPIO fosse in una condizione di abbassamento del controllo e dei freni inibitori comunicativi.
Solitamente i contenuti del narrato, prodotti in un siffatto contesto (in solitudine, lontano da stimoli stressogeni, in un ambiente che contiene e protegge come l’abitacolo di un’autovettura e
5 In linea generale il soliloquio non è sintomo di patologia e può essere utilizzato per vari scopi, come riorganizzare i pensieri, processare informazioni, o gestire stati d’ansia.
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così via), potrebbero far riferimento a eventi effettivamente vissuti che vengono, quindi, rievocati nel dialogo tra sé e sé in un momento riflessivo e/o meditativo.
Tali rievocazioni, interne ma a voce alta, potrebbero rispondere alla necessità di abbassare il livello di stressor che i ricordi sollecitano. Il ripercorrere degli eventi mira a trovare una spiegazione o giustificazione al proprio agito con il conseguente lenimento dello stato di attivazione stressogena.
Infine per dare forza rappresentativa alle immagini, SEMPIO utilizza anche l’imitazione della voce (femminile), del suo interlocutore, al fine di scandire bene i rispettivi ruoli avuti dagli attori nel fatto rievocato.
SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE ANALISI E RISULTANZE
1. INTERVISTE TELEVISIVE MEDIASET E SKY
|
Stile comunicativo |
Fughe argomentative |
Argomenti focus |
|
Non verbale Senza reazione emotiva evidente icuro di se Contolate Rigido Gestualità Presente solo nelle interviste Sky |
•INTERCETTAZIONI AMBIENTALI IN AUTO
Stile comunicativo
Verbale
Modalità più spontanea e rievocativa con finalità riustificativa e tendente ad abbassare lo stato di tensione
Meno sicuro di sé.
Argomenti focus
Rievocazione riferita alle “tre chiamate” nelle quali narra lo scambio con un soggetto, presumibilmente di sesso femminile, del quale ne imita la voce.
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Riferite alla documentazione rinvenuta presso l’abitazione di Andrea SEMPIO
L’analisi dei documenti ha permesso di tratteggiare alcuni elementi riferibili a specifiche caratteristiche dell’autore degli stessi. Si precisa che il presente approfondimento è esclusivamente riconducibile a quanto letteralmente riportato di suo pugno dall’interessato senza porre in essere valutazioni di natura interpretativa e/o clinica. Quello che emerge con chiarezza è l’inquietudine e il malessere provati da SEMPIO nelle varie fasi dello sviluppo, sin dalla seconda infanzia fino all’età adulta (passando dalla preadolescenza e l’adolescenza). In particolare, come lui stesso afferma negli scritti, le difficoltà principali sono di natura relazionale (soprattutto con il genere femminile) e identitaria, e si concentrano soprattutto nel periodo della scuola secondaria di primo e secondo grado. SEMPIO afferma anche di essere stato vittima di bullismo con violenze subite soprattutto dal punto di vista psicologico.
Le strategie utilizzate da SEMPIO, per fronteggiare queste sofferenze interiori – che addirittura pare siano iniziate alla scuola materna – ed il probabile conseguente senso di inadeguatezza, sono state diverse nel tempo ed alcune di queste, una volta apprese, sono state mantenute anche nell’età adulta (come ad esempio la capacità di dissimulare la realtà inventandosi storie di fantasia per
“affascinare” i compagni e le maestre). Oltre a ciò, SEMPIO ha praticato anche forme di autolesionismo (con tagli e bruciature al torace e agli arti superiori), arrivando persino a meditare, nel periodo in cui era stato per la prima volta iscritto nel registro degli indagati, un agito estremo
come il suicidio.
Nel suo passato SEMPIO oltre a sentirsi a disagio riferisce di aver “commesso cose brutte” senza specificarne però la natura ed il periodo di commissione.
Negli scritti analizzati, emerge comunque la sua volontà di superare le difficoltà e le fragilità relazionali in generale e, in particolare, con le donne con le quali desidererebbe fare sesso più spesso, cambiando più partner. Le strategie che Andrea SEMPIO sceglie per migliorare le sue capacità di relazione e di seduzione appaiono, in questo caso, costruttive e non distruttive come le anticonservative summenzionate. Infatti decide:
- di iscriversi ad un sito/ forum ITALIAN SEDUCTION con lo pseudonimo Andreas, che offre agli iscritti vari strumenti e supporti finalizzati a migliorare le proprie capacità di seduzione;
- di migliorare il fisico e la sicurezza nei confronti degli altri dei quali ammette, in un passaggio dei suoi scritti, di avere avuto paura;
- di seguire corsi di autodifesa e di arti marziali.
Roma, 18 dicembre ’25
Lgt. Maurizio INANGERI
Col. RT psc Anna BONIFAZI
Nota Informativa relativa al Proc. Pen 642/2025 R.G.N.R. Mod.21 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia ~ pagina 36 di 36
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La criminologa Ursula Franco sull’analisi del RACIS delle interviste di Andrea Sempio

L’analisi delle dichiarazioni è un buon approccio ad un’indagine, è infatti una tecnica che permette di stabilire una strategia investigativa. La miglior tecnica di analisi delle dichiarazioni è la Statement Analysis e ha regole ferree. Se le regole non vengono rispettate non si possono trarre conclusioni di valore.
A mio avviso l’analisi del RACIS non è neanche analizzabile. Non è chiara. È sbagliata nel metodo. È una lunga conclusione, non un’analisi meticolosa.
LE NEGAZIONI CREDIBILI
STASI NON HA MAI NEGATO IN MODO CREDIBILE DI AVER UCCISO LA POGGI
L’INTERROGATORIO DI STASI
LE DICHIARAZIONI SPONTANEE DI ALBERTO STASI
CONCLUSIONI
ANALISI DELLA TELEFONATA DI STASI AL 118
CONCLUSIONI
ANALISI DI UN’INTERCETTAZIONE
CONCLUSIONI
Stasi non ha detto a Giarda di essere entrato in casa Poggi né di aver visto Chiara poco prima della telefonata al 118. Affermare il contrario è frutto di un’interpretazione e non della giusta lettura delle parole di Stasi. Io credo alle parole di Stasi, non entrò in casa Poggi in quell’occasione.
Ne consegue che non poteva che conoscere la scena criminis perché autore dell’omicidio.

