STRADE GREMITE E 1100 FIGURANTI PER LA STORICA PARATA DEI TURCHI
Una tradizione che si rinnova, una giornata bellissima sul piano climatico e la presenza di 1100 figuranti. Nel bel mezzo il calore della gente, l’ascesa dallo Stadio Alfredo Viviani verso il Centro Storico e Piazza Matteotti per l’accensione della Iaccara.
Elementi questi nevralgici per la festa del Santo Patrono a Potenza, San Gerardo che ha portato ancora una volta in evidenza l’attaccamento della cittadinanza verso il Santo Patrono.
Il tema del femminicidio e la bandiera della municipalità dedicata a questo insano fenomeno, la riflessione di Papa Leone XIV, il segno indelebile del ricordo ad 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, questi altri elementi caratterizzanti della festa di Potenza, Il tutto condito dalla presenza delle istituzioni, delle associazioni e delle Forze dell’Ordine che hanno svolto un lavoro eccezionale sul percorso che ha portato i 1100 figuranti in pieno centro storico.
Il colore della festa, la presenza di Civuddin’, del Santo e dei Portatori che hanno ancora una volta fatto da sfondo ad un evento che ha confermato il suo indubbio valore storico, culturale e aggregativo nel segno della festa.
E quelle bancarelle prese letteralmente d’assalto dai cittadini di Potenza e dell’hinterland, la presenza di alcuni italoamericani giunti da Denver per far festa nel segno del gemellaggio che lega le due comunità sin dai tempi dell’Amministrazione guidata da Gaetano Fierro.
Un condensato di rara bellezza che si è fatta aggregazione e tanta passione nel segno della comunità potentina.
Colori, passioni e quel pizzico di sana potentinità si sono unite anche ieri pomeriggio in attesa della Processione di oggi e della Santa Messa che sarà officiata nella Cattedrale di San Gerardo, dal Vescovo di Potenza-Muro Lucano e Marsico Nuovo, Monsignor Davide Carbonaro, prima del concerto finale in Piazza Mario Pagano della cantante Noemi.
Rocco Aquino, che indossa i panni di Gerardino sulla nave ha parlato della sua emozione per questa parte davvero importante: «È già la seconda volta è una bella emozione che si prova.
Si è bello pensare al futuro di questa città grazie alla festa di San Gerardo». Pietro Micca accende da tempo la iaccara e ha parlato della sua esperienza: «Più che un emozione, vedere tanta gente, colmare un anno di lavoro, iniziato comunque subito dopo la parata, facendo varie programmazioni con l’associazione.
E’ un emozione ma anche un onore facendo questo piccolo gesto di devozione verso la città e verso il nostro Santo Protettore.
L’impegno si può trasformare in una semplice parola, passione, verso una tradizione che sta divampando di anno in anno». Massimo D’Onofrio, al sesto anno da Civuddin’ ha detto la sua su questo evento; «È sempre una bellissima esperienza.
L’adrenalina è a mille.
Quando entri in questo campo sportivo che ti inizi a truccare, ti inizi a vestire, entri davvero nella parte, poi succede che sali sul carretto tra due ali di folla e senti qualcosa di meraviglioso.
Poi in un batter d’occhio arrivi nella Cattedrale, dove si preparano tante cose, la parata poi alla fine passa subito, quando arrivi alla Cattedrale, hai sempre il senso di appartenenza per aver fatto qualcosa di buono per la città».
Vincenzo Telesca, Sindaco di Potenza ha parlato dei festeggiamenti: «Fare dei festeggiamenti con il sole è tutt’altra cosa anche perché tutti i cittadini hanno goduto di queste bellissime serate e giornate quindi non è soltanto oggi la parata, sono tutti questi giorni che hanno accompagnato la città ad abbracciare le tradizioni e ad essere insieme e essere uniti a vivere il centro storico.
Tutte cose positive.
Da bambino c’era mia madre che mi accompagnava quando ero proprio piccolo. Avevo paura delle persone scure, delle spade però come tutti, poi cresci, cominci ad apprezzare e cominci anche partecipare, tanto che un anno ho partecipato.
La tradizione deve essere rinnovata, perpetrata tramandata, rinnovata ai nostri ragazzi, al futuro, perché le nostre tradizioni devono essere mantenute e quindi la partecipazione di tanti ragazzi, molti sono quelli che scendono proprio per questo momento, vengono a Potenza anche se lavorano da fuori e dunque vengono da fuori.
Ci sono per esempio dei portatori che hanno famiglia, e per fare i portatori del Santo, lasciano il proprio lavoro, portano la loro famiglia e partecipano tutti quanti insieme.
E’ un modo davvero bello per stare insieme e festeggiare».
Francesco Menonna

