Che il capitale umano sia una risorsa strategica per il futuro è cosa ovvia, eppure dalle parti comode dell’Unibas pare non la pensino così visto che non c’è report che non ne tratteggi le criticità.
Naturalmente sappiamo bene che in Italia 92 atenei, di cui 61 statali, si danno felice battaglia per contendersi il merito degli studenti e che al vertiginoso calo della popolazione giovanile si sia però affiancato un provvidenziale aumento degli iscritti ai corsi di laurea, ma francamente questa storia che l’Università degli studi della Basilicata debba essere sempre una specie di Cenerentola povera e bella inizia a stufare e pure ad indignare, non per altro perché tra Ministero (36 meuro) e Regione (14 meuro) il volume dei finanziamenti movimentato è di ben 50 meuro annui.
Ora vivaddio con quel budget in groppa felice scoprire dall’Istat che il 72% dei nostri studenti sceglie ancora di fare l’università altrove e che per giunta l’indice di attrattività mette in fila come peggiori d’Italia Calabria (-83,9), Sardegna (-78,8) e guarda caso proprio la Basilicata (-78,0) è davvero un colpo allo stomaco insostenibile.
Canta Kainz:“Nulla di attrattivo…”
