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“RIPE” DI MURO,LAVORI PER CIRCA MEZZO MILIONE

«Il Sentiero è un luogo capace di attrarre turisti e che sta stimolando interessanti progetti dei cittadini»

Il “Sentiero delle Ripe e dei Mulini” di Muro Lucano è uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia, che dal profondo dirupo tra le rocce si erge e si ricollega fino all’acropoli dell’abitato, dove svettano il Castello, la Cattedrale e l’ex Seminario, ora Museo Archeologico Nazionale.

Proprio il Sentiero, già da anni percorribile, è oggetto da tempo di lavori, per riportarlo ancor più all’antico splendore. Il Sindaco Giovanni Setaro comunica difatti che «proseguono i lavori sul Sentiero ed emergono dettagli meravigliosi del nostro passato. Grazie al finanziamento della Regione Basilicata dedicato al recupero agro-forestale e paesaggistico degli antichi tracciati dei Mulini e della Madonna di Loreto, stiamo mettendo in sicurezza la strada più antica della nostra città. Un luogo magico che non solo è capace di attrarre turisti ma che sta stimolando anche interessanti progetti da parte di privati cittadini».

Ma è a Cronache che il Sindaco entra nel dettaglio: «L’investimento è di circa mezzo milione di euro e gli interventi nello specifico hanno riguardato la messa in sicurezza del sentiero con il ripristino di alcuni gradoni, in quanto sono ricavati direttamente dal terreno e dalla roccia, ma soprattutto sono state regimentate le fonti d’acqua che invadendo il percorso lasciavano melma e scavavano il terreno, rendendo impraticabile il sentiero. C’è da evidenziare che essendo un luogo ricco d’acqua, e lo testimonia la presenza dei mulini, le fonti molto spesso nel corso degli anni hanno cambiato il loro percorso deviando proprio sul sentiero che diventava disagevole».

Oltre a ciò Setaro aggiunge che «è stata ristrutturata e messa in sicurezza anche una torre in pietra che portava l’acqua ad uno dei mulini. Questo in particolare è stato un intervento molto affascinante e prezioso, intravvedendosi questo canalone in pietra scolpita è stata ripresa una parte di uno dei mulini, recuperando parte di una macina e di lì sono stati ricavati dei particolari da alcune vasche contenitive d’acqua, che oggi sono diventate terrazze, ma scavandone la profondità e svuotandole della vegetazione, sono emersi nuovi dettagli. A ciò si aggiunge la nuova palificazione del tratto principale del sentiero e di un’area dedicata al ristoro. In parte è stato fatto anche un piccolo intervento sulla fontana per evitare la dispersione dell’acqua e incanalarla in un sistema nuovo ma comunque integrato con il percorso, per evidenziare quello che è proprio definito “l’oro blu” di quell’area e che rappresenta segnale di vita antico del nostro territorio».

Ma il Sindaco tiene a sottolineare anche che «se pur si è trattato di un importante finanziamento in termini economici, non basta, e l’Amministrazione vuole intercettare nuovi fondi dedicati per migliorare ulteriormente un altro tratto del percorso e continuare a completare quell’area che per noi, da sempre, dal primo giorno d’insediamento del nostro mandato amministrativo, è punto di riferimento di quello che vuole essere punto di riferimento turistico del territorio murese e non solo».

Molti dunque gli interventi e Setaro conclude: «La previsione per la fine dei lavori è tra aprile e maggio, per cui già da quel momento potremo chiudere il cantiere ed avere il Sentiero pronto per la nuova stagione turistica».

Il Sentiero delle Ripe e dei Mulini, secondo luogo del cuore Fai in Basilicata, fu anche Candidato al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, edizione 2018-19, grazie al partenariato del Comune di Muro Lucano ed alcune associazioni e seppur non risultato vincitore, fu inserito nella galleria dei Progetti italiani. Si tratta di un luogo in cui è possibile individuare l’evoluzione paesaggistica dell’uomo nel contesto natura, ciclo ed uso delle acque.

Le Ripe, sono sia un percorso scavato nei calcari giurassici della piattaforma campano-lucana che la parte vitale ed economica del primo insediamento cittadino, prima con lo sfruttamento delle acque, grazie alla realizzazione di mulini, ancora presenti e oggetto di recupero, successivamente con la costruzione del “ponte del Pianello” e della diga con la centrale idroelettrica (oggi opere di archeologia industriale). Il luogo è intriso dunque di storia, religione e credenze popolari da tutelare e valorizzare.

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