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RIFIUTI, MA ANCHE MANCATI PAGAMENTI IVA: IL RICORSO ANTE ARRESTI DELL’ANTIMAFIA

Traffico internazionale illecito, per la Sra Srl oltre all’inchiesta della Procura di Potenza pure la contestata evasione di circa 300mila euro

Oltre all’inchiesta dell’Antimafia di Potenza sul traffico illecito ed internazionale di rifiuti lungo l’asse Italia-Tunisia, per il pollese Antonio Cancro, in una intercettazione lo si sente dire «la Sra, il proprietario è Alfonso (Palmieri, ndr), io sono l’amministratore è vero, ma sono la testa di legno», anche il ricorso respinto dalla Cassazione. La controversia giuridica, in quest’ultimo caso, ha riguardato la misura cautelare reale stabilita dal Tribunale di Lagonegro consistente nella confisca per equivalente connessa al quantum dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per «operazioni soggettivamente inesistenti i a fini di evasione dell’Iva per gli anni 2016 e 2017, e per le somme di 99mila e 509 euro in ordine al 2016 e di 202 mila e 841 euro per il 2017». La contestazione è addebitata a Cancro in qualità di legale rappresentante della “Sviluppo Risorse Ambientali Srl”. Nel luglio scorso, il Tribunale di Potenza ha parzialmente respinto l’appello presentato da Cancro contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Lagonegro di rigetto dell’istanza di dissequestro di somme di denaro e beni. Nel ricorso in Cassazione, dati per esistenti i presupposti di fatto che determinano l’operatività del meccanismo della compensazione, e, di conseguenza , l’estinzione dei debiti tributari derivanti dai reati costituenti titolo per il sequestro. L’estinzione invocata da Cancro, però, non dipende da una ordinaria operazione di adempimento alla scadenza, ma dalla definizione di un procedimento di accertamento con adesione e di conciliazione giudiziale. La Cassazione ha riscontrato come l’atto di definizione del procedimento di adesione «non risulta mai esibito nel procedimento cautelare», né davanti al Gip, né davanti al Tribunale, e «né l’Agenzia delle Entrate ha dato conferma del perfezionamento della vicenda estintiva». Considerando che il credito opposto in compensazione ai fini dell’estinzione del debito fiscale per il quale è stato disposto il sequestro è un credito risultante dalla dichiarazione Iva 2022, presentata per l’anno 2021 dalla Sra Srl, per gli “ermellini” a non tornare anche il mancato allineamento temporale. Il credito opposto in compensazione si riferisce all’anno 2021 ed è stato riportato nella dichiarazione Iva 2022, mentre i debiti in relazione ai quali è stato disposto il sequestro si riferiscono all’Iva dovuta per gli anni 2016 e 2017: «In materia di Iva, l’operatività della compensazione tra crediti e debiti è subordinata al rispetto del principio di contiguità temporale dei periodi di imposta». Per questi ed altri motivi, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Per quanto riguarda l’inchiesta dell’Antimafia di Potenza, per gli inquirenti ai vertici dell’organizzazione Alfonso e Tom- maso Palmieri. Nei confronti di Cancro, ipotizzata una condotta delittuosa “servente” rispetto ai citati. L’inchiesta ha tratto origine dal un contratto, asseritamente stipulato a Polla nel 2019, della durata di 1 anno per la gestione di complessive 120mila tonnellate di rifiuti, tra il rappresentante della società tunisina “Soreplast Suarl di Noureddine”, in qualità di impianto di ricezione, recupero e smaltimento del rifiuto, sito nella città di Sousse, ed il rappresentante legale della società Sviluppo Risorse Ambientali Srl, Antonio Cancro, in qualità di produttore del rifiuto nell’impianto sito a Polla. Il Gip di Potenza, in base alle emergenze investigative dell’inchiesta dell’Antimafia, ha disposto il sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca, nei confronti della Sra Srl, per un valore corrispondente nella somma di 1 milione di euro, ovvero, in mancanza di tali disponibilità, il sequestro preventivo per equivalente dei beni di cui Cancro e i due Palmieri hanno la disponibilità a qualsiasi titolo per un valore corrispondente al profitto indicato. Secondo i calcoli della Procura del capoluogo, l’illecito traffico di rifiuti avrebbe consentito alla Sra Srl un indebito profitto ammontante ad 1milione e 371mila euro, costituito dal risparmio dei costi derivanti dal conferimento in Tunisia, ad un prezzo circa 4 volte più basso rispetto allo smaltimento in Italia, oltre all’evasione dell’ecotassa determinata in 118mila euro circa.

Ferdinando Moliterni

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