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I PARADOSSI GREEN DI CIFARELLI

Sarebbe giusto far pagare ai cittadini le sanzioni Dem, ma aiutarli con l’energia pulita no. Multe strada e fotovoltaico flottante: una modificata visione della cosa pubblica

Roberto Cifarelli ha acceso un computer per mandare un comunicato stampa contro la realizzazione di un impianto fotovoltaico nella diga di San Giuliano a Matera. Quel computer è alimentato da energia elettrica. Quell’energia elettrica in qualche modo deve essere prodotta. Senza quell’energia elettrica Roberto Cifarelli non avrebbe potuto mandare il comunicato stampa contro la produzione di energia elettrica. Sembra il gioco dell’oca ma, in realtà, è il regno del paradosso dei luddisti del terzo millennio. I luddisti nel XVIIIsecolo iniziarono a rompere i telai per protestare contro la prima rivoluzione industriale credendo che l’introduzione del telaio a vapore avrebbe distrutto la società e il lavoro. Ovviamente non andò così. La rivoluzione industriale andò avanti e i luddisti finirono nelle più dimenticate pagine dei libri di storia tra coloro i quali provarono a fermare il progresso e l’industrializzazione. Cifarelli rischia di fare la stessa fine. Sia chiaro, noi abbiamo troppa stima di Roberto Cifarelli per credere che lui sia veramente convinto che produrre energia elettrica sia un male. Siamo, però, convinti che si avvicina la campagna elettorale e, come sem- pre, la sinistra minoritaria sente il bisogno di strizzare l’occhio ai movimentini ambientalisti di estrema sinistra. Cifarelli con la sua interrogazione non fa nient’altro che questo, realizza una mossa elettorale di pancia. Purtroppo per mandare il comunicato non ha usato penna e calamaio, non lo ha fatto partire tramite un pony express a cavallo e, quindi, ha contraddetto in nuce il suo ragionamento.

UNA MACCHINA LANCIATA A VELOCITÀ

E del resto le cronache ci riportano che Roberto Cifarelli da consigliere regionale ha avuto l’abitudine un po’ troppo futurista di caricare sui contribuenti le multe salate dei dem che correvano con la propria autovettura Una prassi poco rispettosa dell’ambiente, della sicurezza stradale ma anche dei conti pubblici. Non sappiamo cosa ne pensino gli ambientalisti cui Cifarelli strizza l’occhio dall’autovettura alimentata a derivati del petrolio che corre sull’autostrada. Sappiamo cosa ne pensa la Corte dei Conti del tentativo di caricare sull’erario i 7 mila euro di multe il cui pagamento chiedeva Equitalia. Cifarelli e Giuzio ci hanno provato a far pagare la loro passione per la velocità ai cittadini. La Corte dei Conti li ha condannati a restituire a noi i settemila euro di autovelox che avevano caricato sui “nostri” soldi. Correre oltre i limiti di velocità non rientra tra le spese istituzionali del Gruppo Regionale. Ora lo sanno anche Cifarelli e Giuzio.

ABBIAMO BISOGNO DI ENERGIA

Gli anglosassoni la chiamano sindrome NINBY, acronimo che sta per “not in my Back Yard”, non nel mio cortile. È una sindrome che attanaglia movimenti, comitati di quartiere e qualche sindaco convinti che per ottenere qualche voto in più sia necessario opporsi ad ogni possibile attività sul proprio territorio. Una logica da primazia territoriale che, per l’appunto, dice che l’energia elettrica serve per far funzionare i computer con cui mandare i comunicati stampa ma non deve essere prodotta vicino casa mia. Una mentalità egoistica quasi da potenza coloniale che delega al terzo mondo l’impatto ambientale. Era del resto questa la logica coloniale delle potenze europee fino alla metà del ‘900: i benefici dovevano arrivare in Europa, i danni dovevano restare in Africa e Asia. C’è solo una piccola differenza tra l’Italia di oggi e le potenze coloniali di un secolo fa: noi non siamo una potenza coloniale. Quindi, se abbiamo bisogno di energia, o la produciamo noi o la compriamo. Comprarla ci rende dipendenti dall’estero in un settore strategico come quello energetico. Il Pnrr e la famosa transizione ecologica, al di là della retorica dell’estremismo green, prova a produrre energia alternativa al fossile (da integrare con il fossile) anche in Italia. I pannelli fotovoltaici cui Cifarelli si oppone è proprio un sistema di produzione di energia alternativa al fossile. Il sole è un produttore pulito e rinnovabile di energia. Per incamerare l’energia del sole, però, servono i pannelli fotovoltaici che da qualche parte andranno pure messi. Secondo Cifarelli nel suo cortile di casa non vanno bene. Qualcuno lo spieghi a Cifarelli che strizzare l’occhio ai NINBY materani dell’ecologismo produce danni all’economia italiana e anche all’ambiente a meno che lui per primo per dare il buon esempio non inizi a spostarsi a dorso di mulo e a mandare i comunicati stampa scritti con penna e calamaio su papiri ricavati a mano.

LA RISPOSTA DI LATRONICO

L’assessore all’ambiente Cosimo Latronico ha immediatamente risposto alle polemiche. Ha precisato che si avvia una procedura di controllo, che nulla sarà iniziato senza la VINCA e senza che tutte le procedure di controllo preventive e successive siano messe in atto. Latronico ha ragione. La grande sfida della modernità cui la nostra regione non può sottrarsi deve essere proprio quella di assicurare i controlli ambientali necessari per lo sviluppo industriale, ricordando che sono proprio le società più industrializzate quelle che inquinano di meno e fanno controlli migliori. A questo tipo di controlli che l’assessore Latronico ovviamente ha bene illustrato e spiegato e che noi condividiamo, però, riteniamo che se ne debbano aggiungere altri che non sono di tipo ambientale ma di natura politico-amministrativo. Purtroppo in molti casi nella nostra regione abbiamo visto che la necessaria produzione di energia si è trasformata anche in speculazione paesaggistica ed economica. Le lobby dell’energia sono molto forti e molto diffuse. Cosimo Latronico è uomo di qualità e siamo certi che non si lascerà influenzare ed è per questo che, con lo stesso vigore con il quale chiediamo a Cifarelli di abbandonare l’estremismo luddista (e la passione perle multe a carico dei cittadini), esortiamo l’assessore all’ambiente a vigilare affinché tutto sia svolto nel supremo interesse dei lucani con procedure chiare, evitando interessi speculativi di chiunque, agendo nella massima trasparenza e tenendosi lontano da ogni tipo di influenza amicale. Siamo certi che è già nelle sue intenzioni e noi siamo fiduciosi nella sua forza e nel suo talento. La grande risposta a chi crede di poter fermare il progresso deve essere fornita proprio con la massima trasparenza. La moglie di Cesare non deve solo essere onesta ma anche apparire tale. Lo ricordiamo a Cosimo Latronico che saprà sicuramente agire nell’interesse esclusivo dei lucani senza farsi condizionare da nessuno. A una Basilicata capace di coniugare sviluppo, trasparenza e ambiente noi ci crediamo. Fare tutto nella massima trasparenza e con il massimo rigore è la migliore risposta da dare a chi crede di poter cristallizzare il tempo all’età preindustriale. Noi sogniamo una Basilicata senza né Luddisti né speculazioni. Tocca a Latronico dimostrare che è possibile. Cifarelli, nel frattempo, paghi le multe.

Di Massimo Dellapenna

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