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CONNESSIONI IN DIVENIRE TRA PAESI DELLA LUCANIA

L’appuntamento con una ricerca dialogica su Comunità cariche di “risorse”

Si chiama “castanea sativa”, ed è uno spettacolare castagno secolare, un albero dalla circonferenza di 7,5 metri. Questa preziosità si trova a Marsico Nuovo (località Camporotondo). Se volete immortalarlo con le sue foglie multicolor questo è il momento propizio. A circa 14 km di distanza, si trova un altro esemplare di circa 400 anni, è il Faggio di san Michele un albero secolare che inorgoglisce Sasso di Castalda (nel Bosco di Costara) con un tronco di circa 6 metri. I due paesi sono altresì legati da una storia d’amore. È come se i due alberi avessero tenuto a battesimo la famosa Mariele Ventre, fondatrice del Piccolo Coro dell’Antoniano. Eh sì, perché era di Sasso di Castaldo la mamma, mentre di Marsico Nuovo era il papà. Ed è dedicata proprio a Mariele un Sentiero che collega i due Comuni, attraverso quattro tappe che rievocano le canzoni di Mariele Ventre. Mi piacerebbe che proprio questi due Comuni ideassero insieme un “VentreCoro” made in Basilica- ta da proporre nelle scuole primarie lucane, riprendendo semmai la lodevole iniziativa-laboratori di agosto u.s. sulle emozioni d’oro zecchino a cura del Comune di Sasso. Dobbiamo essere devoti e grati agli alberi. Rappresentano e sono “ossigeno” per la vita. Un simbolo che riproponiamo nelle nostre case, piazze, giardini e in ogni dove durante il periodo natalizio. La natura ritorna madre imponente in queste realtà. Marsico Nuovo è un Comune del Parco dell’Appellino Lucano- Val d’Agri Lagonegrese, immerso in un’area di boschi, torrenti, prati e montagne (64mila ettari di territorio). E non è da meno Sasso di Castalda con i due ponti tibetani: il Ponte Petracca (alto 30 metri e lungo 95 metri) e il Ponte della Luna (alto 102 metri e lungo 300), vanta inoltre “il sentiero della legalità” dedicato al martire Mimmo Beneventano e si affaccia sul geosito del Vallone Arenazzo, tra una natura variegata, con paesaggi mozzafiato. Altro singolare sentiero quello di san Cosmo-Damiano-Canelecchia-Affitta. E nei pressi di Sasso si trova un’oasi-area faunistica del cervo, oltre ad altri animali del bosco. In questi luoghi non mancano personaggi di grande spessore. A Sasso di Castalda, oltre alla già citata Mariele Ventre, don Giuseppe De Luca, editore e saggista di fama nazionale, da visitare la casa della nonna di Rocco Petrone, ingegnere ingegnere dell’impresa Apollo 11 con lo sbarco dell’uomo sulla luna. Il padre del già citato Domenico Benevento, e più recentemente celebrati per il legame con Sasso il nuotatore Domenico Acerenza e il noto disegnatore-animatore Frank Macchia (i nonni di Sasso). Marsico Nuovo ha dato i natali a Michele Gerardo Pasquarelli (30 maggio 1868), medico e antropologo italiano; al cantautore Gino Volpe nonché coreografo, regista di spettacoli di varietà. Al- tro personaggio illustre, il poeta, scrittore e saggista di fama nazionale, Antonio Lotierzo. Alle innumerevoli iniziative si potrebbe aggiungere un’altra, faccio appello ai sindaci Rocchino Nardo e Massimo Macchia su un possibile “Simposio” a tema attraverso l’esperienza e la voce dei protagonisti citati (rievocazione attraverso esperti). Infine, è d’uopo fare un accenno ai beni artistici-architettonici. Marsico Nuovo nella parte alta, Civita, conserva il fascino medievale tra vicoli e piazzette con i suoi palazzi nobiliari, come il palazzo Pignatelli (1572), attualmente sede comunale. Tanta è l’arte e di rilievo, come la firma di Girolamo Todisco o Giovanni da Nola tra quelle presenti nel Museo di arte sacra all’interno della chiesa di san Michele arcangelo. Altro gioiello la chiesa di San Gianuario del 1075. Sasso di Castalda ha le sue casette di pietra, i ruderi della Chiesa della Pietà, la chiesa di sant’Antonio Abate, il Palazzo Langone e l’Hortus conclusus, come pure il quartiere storico della Manca e come dal ponte giapponese si arriva alla chiesetta della Madonna delle Grazie. E su questo sodalizio dei Comuni sembrano ancora più vere le parole di Wendell Berry: «Se noi rappresentiamo la conoscenza come un albero, noi sappiamo che le cose che sono divise sono anche connesse. Noi sappiamo che osservare le divisioni e ignorare le connessioni significa distruggere l’albero».

Di Maria De Carlo

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