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LE PROPOSTE DI VERRASTRO PER RILANCIARE L’UNIBAS: TASSE RIDOTTE E ACCORDI CON UNIVERSITÀ STRANIERE

La consigliera Ardsu per evitare il declino dell’Ateneo lucano lancia delle modifiche sui contributi, e sollecita Bardi per sopperire «alla carenza di personale dell’Ardsu»

Rilanciare il ruolo e l’azione dell’ateneo lucano, favorendo una maggiore coerenza tra l’insediamento universitario e le agevolazioni per gli iscritti su tasse e contributi consentendo al nostro ateneo di sviluppare un proficuo profilo competitivo e attrattivo per garantire ai giovani lucani l’acquisizione delle migliori competenze tamponando il fenomeno di “fuga” verso altre Università: è la proposta di Barbara Verrastro, consigliera del Cpa dell’Ardsu di Basilicata. Con una lettera inviata sia all’Ardsu che al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, Verrastro mette nero su bianco una serie di proposte di modifiche e integrazioni da discutere per al prossimo Cpa: un esonero contributo onnicomprensivo per chi si trasferisce da altre università; un esonero tassa regionale per immatricolati con voto di maturità da 90 a 100 e 100 e lode, ed infine un esonero totale per le studentesse madri. Secondo Verrastro è possibile anche applicare una riduzione 80°/o per studentesse iscritte a corsi STEM, o una riduzione pari all’80°/o per laureati Unibas che scelgono una magistrale nello stesso ateneo. Infine la consigliera dell’Ardsu propone un «Accordo con le università straniere, in particolar modo con le università dell’America Centro-Meridionale. Secondo i dati CGIA i lucani residenti all’estero sono più di 800.000, solo in Argentina sono di origine lucana più di 100.000. Centinaia di migliaia di giovani discendenti dalla Basilicata hanno intenzione di studiare in Europa. Il fine è quello di dedicare una borsa di studio, onnicomprensiva di alloggio per far rientrare, attraverso lo studio, i discendenti degli emigrati lucani. La proposta ambiziosa, ma necessaria, visto il gravissimo dato di spopolamento che sta interessando la Basilicata, è da inserirsi in un piano di crescita demografica della nostra Terra». Per afre tutto questo però è necessario che l’Azienda regionale per il diritto allo studio possa garantire determinati servizi. Per farlo però l’Ente non può più «essere sotto organico» secondo quando denunciato dalla stella Verrastro. È chiaro che il rilancio dell’Unibas passa anche dalla stabilità e dalla performance che gli Enti che gravitano intorno al suo sistema siano in grado di garantire. Le difficoltà che da sempre vive l’Ardsu sono ormai sotto gli occhi di tutti, per questo Barbara Verrastro ha proposto di «trasformare il regime lavorativo dei dipendenti Ardsu da part time a full time». La Verrastro ha fatto domanda per una seduta apposita del Consiglio Paritetico, per affrontare «la non più procrastinabile questione della carenza del personale dell’Ardsu di Basilicata, che rischia di compromettere l’eroga- zione dei servizi agli studenti. Pertanto, propongo di deliberare una proposta scritta e formale, affinché venga chiesta alla Regione Basilicata la cessione di una quota assunzionale, per consentire, altresì, di trasformare il regime lavorativo del personale da part time a full time». L’appello è rivolto al presidente della Regione Bardi affinchè sopperisca «al più presto alla carenza di risorse umane presso il suddetto ente regionale, assumendo, i soli 3 dipendenti dell’azienda stessa, entro e non oltre il 31 dicembre 2023».

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