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PRESENTATO A PICERNO IL PROGETTO “A-BRACCIO” PER UNA NUOVA INCLUSIONE NEL MARMO MELANDO

Laurino: «Migliorare la qualità della vita con la tecnologia, ma occorrono nuovi stimoli e superare il tradizionale concetto di inclusione»

Presso la sala consiliare del comune di Picerno, ospite del Sindaco del Comune Capofila Giovanni Lettieri, Giusy Laurino, in qualità di responsabile coordinatrice per conto della cooperativa sociale Cerere, vincitrice di un finanziamento dell’Agenzia per la coesione territoriale, ha illustrato ai presenti in sala il progetto “A-Braccio” curato dalla dottoressa Marcella de Filippo. «Il progetto in questione –spiega Laurino, Assessore con delega alle attività produttive e commercio, reti e innovazione tecnologica del Comune di Tito- si rivolge a circa 125 minori dell’ambito territoriale del Marmo Melandro e vuole “abbracciare” metodologie didattiche nuove, quali la robotica educativa attraverso la creazione di un laboratorio sociale e tecnologico complementare alla didattica tradizionale». Sin dalla scelta del nome si evidenzia l’ambizione del progetto: «Abbracciare le fasce più deboli dei minori, abbracciare metodologie didattiche nuove, che altrove hanno dimostrato di essere particolarmente funzionali». All’incontro erano presenti con il Sindaco di Picerno, i colleghi in fascia dell’area Marmo Melandro, a cominciare dai più vicini territorialmente, Setaro del Comune di Muro Lucano, Sabato per il Comune di Bella, Umberto Vita per Satriano di Lucania, e poi Dirigenti scolastici come Vincenzo Vasti, e poi i partners, le assistenti sociali e chi a vario titolo ha contribuito a dare inizio al progetto destinato a «durare 20 mesi ed i cui beneficiari saranno i ragazzi speciali dagli 11 ai 17 anni» prosegue a spiegare Laurino. Le attività riguarderanno la «formazione robotica per educatori e psicologi delle scuole e dei servizi sociali del territorio; Summer Camp sull’informatica di base e la robotica, con certificazione delle competenze; Sedute di robotica con terapisti per minori con BES; Iniziative di orientamento scolastico e lavorativo; Laboratori di storytelling, per supportare i beneficiari nella scoperta e nel racconto di se stessi, attraverso l’ideazione e la produzione di materiale audiovisivo da utilizzare per la comunicazione e la promozione del progetto (web, social, ecc), ma anche sostegno genitoriale e alla comunità educante attraverso un percorso di coaching gestito da esperti dell’età adolescenziale e l’istituzione della “Robot Mate Academy”, attraverso cui un gruppo di beneficiari potrà imparare a programmare i robot per minori con BES. Le attività di progetto saranno erogate per fasce d’età, e per gruppi omogenei e profilate a seconda degli utenti». Il tema dell’inclusione «va affrontato con delicatezza, consapevolezza e professionalità. Per migliorare la qualità della vita attraverso la tecnologia sono necessari nuovi stimoli per superare il tradizionale concetto di inclusione – conclude Laurino- sempre più limitato difronte ai mutamenti che la società ci impone»

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