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DI LEO, L’IMPEGNO PER OPERE DI CARITÀ

Il ricordo di Francesco Ignomirelli

E siamo arrivati al saluto. Signore Gesù hai voluto fortemente con te Giuseppe. Non siamo riusciti a strappartelo nonostante preghiere, rinunce, digiuno e opere. Scorgesti il buono che era nel suo cuore e pian piano lo hai fatto lievitare. Quella bontà cresceva e cresceva sempre di più tra una preghiera, una novena, un’ora di Adorazione, nella Santa Messa. Cresceva fino a togliere ogni spazio utile alle sue ferite, al rancore, al male, eliminandoli completamente dal suo essere. Mai una maldicenza ma piuttosto il silenzio. Con lui è cresciuto quel bene ed è diventato incontenibile. Non si poteva imbottigliare, tutti ne dovevano bere, era troppo solo per la famiglia, per gli amici nel suo lavoro. È straripato violentemente con ondate d’amore prima verso centinaia di bimbi abbandonati in Honduras e in Burundi, poi alla stazione di Potenza con il pasto caldo ai più sfortunati fino alla costruzione di opere importanti per la nostra comunità cattolica lucana, la fondazione Madre Teresa, la casa don Tonino Bello, la mensa gratuita per i poveri, casa San Francesco e Santa Chiara e il Banco Alimentare. Ecco la Chiesa, la Chiesa in uscita che va verso Gesù che è nel povero. Sembrava che questo fosse il tuo lavoro e il tuo lavoro un hobby. Tutto in silenzio, sempre defilato come vuole Gesù, mai la destra seppe cosa fece la sinistra e ancora oggi non sappiamo quanto realmente abbia fatto quella mano. Gesù hai visto bene ed hai raccolto con gioia il suo “si” e le sue mani per compiere la tua volontà. Ma quanto hai guadagnato da quei talenti che hai messo nel suo cuore? Siamo arrabbiati e felici al tempo stesso, siamo felici e onorati perché lo hai messo affianco a noi sul nostro cammino di conversione ma siamo così arrabbiati che ti vorremmo tassare gli extraprofitti. Lo volevi con te, abbiamo capito, nostro malgrado che serviva più a te e che lo volevi operativo da subito visto quanto ha espiato negli ultimi due anni. Sono certo è felice che sia già con Te ma sappi che gli Ave Maria lui non li recita, li corre, così come gira in tondo senza fermarsi quando ascolta qualcosa di importante. Sappi che è uno tosto e che non si spaventa di nulla. Sappi che ci voleva lo stesso bene che ci vuoi tu soprattutto quando non eravamo d’accordo e ce lo diceva sempre alla fine di ogni telefonata o di un incontro con quel sincero: ti voglio bene.

Di Francesco Ignomirelli

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