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NON SOLO COMUNICAZIONE, LA TEGOLA GIUDIZIARIA PER I 5 STELLE

Incarichi, soldi e veleni pentastellati: a Torino il pm chiede 9 anni di carcere per il lucano Pasquaretta

Per il giornalista lucano di Forenza, Luca Pasquaretta, ex portavoce dell’ex sindaca pentastellata di Torino, oggi parlamentare, Chiara Appendino, il Pm Gianfranco Colace della Procura del capoluogo piemontese ha chiesto una con- danna a 9 anni di carcere. Pesante richiesta per il comunicatore che aveva fatto strada nell’ambito del partito Movimento 5 stelle tanto che, anche a vicenda giudiziaria in corso, comunque era riuscito a rimanere nel giro curando la comunicazione istituzionale del parlamentare pentastellato lucano Arnaldo Lomuti. Pasquaretta, a Torino, è accusato di peculato, traffico di influenze e di estorsione nei confronti di Appendino e dell’ex Ministra Laura Castelli. Inchiesta che ha anche altri riflessi lucani, dati gli invocati, al termine della requisitoria, 6 anni e mezzo di recluso per l’Amministratore unico del Consorzio di Bonifica, Giuseppe Musacchio. Nella stessa requisitoria sono stati chiesti 4 anni di carcere anche per Giuseppe Ferrari, ex direttore generale del Comune, e per Mario Montalcini, ex vicepresidente del Salone del Libro, accusati di concorso nel peculato. Infine, Colace ha chiesto ai giudici del Tribunale di valutare anche le posizioni delle stesse Appendino, la cui posizione era stata già archiviata in questo procedimento, e Castelli per il reato di falsa testimonianza, in quanto avrebbero omesso di riferire ai magistrati le minacce che sarebbero state rivolte loro da Pasquaretta. Per l’accusa, tra le altre cose, Pasquaretta non ha mai svolto il lavoro di supporto alla Fondazione del Libro per il quale è stato pagato. Di conseguenza, secondo il teorema accusatorio, quel pagamento da 5 mila euro sarebbe stato solo un modo per aggirare il tetto stipendi che il Movimento cinquestelle riteneva per motivi di immagine insuperabile.

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